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Recensione : F.o.b. – …and Foes Have Become Our Masters

Album che piacerà tanto ai fans del metal estremo moderno, ai quali va il mio consiglio per un ascolto, si astenga invece chi non gradisce tali sonorità

F.o.b. -  ...and Foes Have Become Our Masters - Recensioni Metal

Le vie del metal sono infinite e questa volta portano in Repubblica Ceca, precisamente a Tábor, città che fa da base al gruppo chiamato F.O.B., dedito ad un death melodico moderno dai richiami thrash molto ben strutturato.

Una band da anni in attività, con un curriculum di tutto rispetto che vede i primi vagiti nella metà degli anni novanta e una serie di ben cinque full length iniziata nel 2003 e che porta a questo ultimo …And Foes Have Become Our Masters.
L’album in poco tempo racchiude tutta quella che è la filosofia musicale del gruppo ceco, death metal e thrash colmi di melodie, clean e growl che si danno il cambio per guidare il songwriting di brani creati per piacere, in una scena che purtroppo di questo tipo di musica è satura.
E’ questo il pericolo che corre maggiormente la band, quello di passare inosservata nella valanga di proposte dedite ad un genere che ultimamente tira un pò la cinghia; vero che il core qui non è contemplato, ma i richiami a Soilwork ed In Flames sono accentuati e l’uso delle clean è molto americanizzato, rendendo la proposta a tratti leggermente ruffiana.
Ok, critiche a parte, la produzione è al top e i brani sono ben congegnati, così da piacere all’istante, specialmente a chi apprezza queste sonorità, e niente da dire sul songwriting che, nel contesto, risulta oltre la media e assolutamente di valore, con I musicisti impegnati a dimostrare grande coesione ed ottima tecnica.
L’album parte a mille senza fermarsi, se non alla fine e l’uso delle voci che si alternano al microfono si rivela appropriato, così come le ritmiche.
Gli assoli lasciano al palato degli ascoltatori un retrogusto di già sentito, anche se la melodia è ben inserita tra sfuriate death, accelerazioni thrash e tanto metallo moderno e dal buon appeal.
D’altronde, canzoni dal forte impatto come l’opener The Adult Toys, o le buone Infinite Cloud, My Failures Your Pleasures riecheggiano nelle orecchie degli ascoltatori anche dopo pochi ascolti, segno che il lavoro non delude sotto l’aspetto della presa, ma il tutto sembra troppo costruito a tavolino e le emozioni un poco latitano.
Non è assolutamente una bocciatura, la mia cerca di essere una critica costruttiva, anche per le ottime potenzialità che si intravedono tra i solchi dell’album, che, ricordo è il sesto lavoro, il che quindi presupporrebbe una maggiore personalità.
Album che piacerà tanto ai fans del metal estremo moderno, ai quali va il mio consiglio per un ascolto, si astenga invece chi non gradisce tali sonorità, difficile che possa trovare spunti interessanti in …And Foes Have Become Our Masters.

Tracklist :
1. The Adult Toys
2. Where the Spirits of the Dead Wander in the Living World
3. Infinite Cloud
4. The Hallway to Nowhere
5. Debts of Imperfection
6. Sons of Oblivion
7. My Failures Your Pleasures
8. Point of View
9. In the Name of the Good We Spread Evil
10. The Grand Collapse

Line-up:
Mára – Vocals
Corbow – Bass
Profesor – Guitars
Filip Ambrož – Drums
Honza Schmid – Guitars

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