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Recensione : Perceptionist – Evolve

Il futuro del Progressive passa da un album come questo straordinario esordio dei Perceptionist.

Perceptionist  -  Evolve   - Recensioni Metal

Me li immagino i tipici fan del progressive, con ghigno da saputelli e sguardo che ti dice “Ma basta, esistono al massimo tre, quattro band che al giorno d’oggi suonano progressive e possono meritare un nostro ascolto, chiaramente non impegnato, intanto chi può far meglio di Yes, Genesis e compagnia geriatrica?”

E’ stato consentito di entrare nella loro ristretta elite ai Dream Theater e a tutte le band nelle quali suonano i loro singoli membri, come se solo gli autori del capolavoro “Images and Words” avessero l’esclusiva su di certo modo di approcciarsi alla musica, dimenticando i vari flop che Petrucci e soci hanno alternato nel corso degli ad ottimi album, senza riuscire più a ripetere la magia del disco che li ha consegnati alla storia.
Malati di un conservatorismo che rasenta l’ottusità, almeno per chi, come il sottoscritto, gode di ogni novità e si entusiasma nello scoprire musicisti e band dal talento elevatissimo, chiudono ogni spiraglio all’unico futuro possibile per il genere in questione, ovvero la contaminazione con altri generi, che siano estremi oppure più tradizionalmente rock.
Esattamente ciò che fa questo magnifico gruppo statunitense, del quale possediamo poche informazioni, compiendo un altro importante passo avanti e portando il progmetal oltre il limite di genere di esclusiva fruizione per attempati rockers; quella dei Perceptionist è musica del 2014, tecnicissima, splendidamente concepita per arrivare al cuore e alle orecchie di fan dai gusti eterogenei, così ricca di suoni, umori ed influenze che racchiudono oltre vent’anni di rock metallico, passionale, maturo e suonato con una perizia straordinaria
Evolve costituisce l’esempio di come come le nuove generazioni, facendo proprie le influenze più nobili, sappiano reinventare un modo di proporre musica di altissimo livello, grazie ad un talento straordinario, in barba a chi entra nel negozio di fiducia per accaparrarsi il trentesimo live album di musicisti bravissimi ma che ripetono la stessa solfa da decenni.
L’album d’esordio della band californiana racchiude in dieci brani passato, presente e futuro della nostra musica preferita, in un mosaico di suoni che vanno dal prog al death moderno, con strumenti che vibrano e regalano emozioni su una giostra di atmosfere core americane, teatrali nel regalare sulfurei e drammatici interventi pianistici; i Perceptionist nella loro opera concentrano tutto ciò che è il mondo della musica progressiva, spingendosi in un viaggio nel mondo delle sette note valicando confini e tranciando quel maledetto filo spinato, chiamato integralismo, che opprime i generi più tradizionali.
In Evolve troviamo Dream Theater, Meshuggah, Opeth, King Crimson, Devil Doll, Death, Katatonia, Tool ,Symphony X che tutti assieme suonano un black/death/prog/core metal.
Impossibile? Non per i Perceptionist

Tracklist:
1.The Big Bang
2.The Scientific Method
3.Truthseeker
4.Feeling Nostalgic
5.Anima
6.Sole Cognition
7.Reaching Infinity
8.Evolve
9.Sanctimonious Plague
10.Monkey Business

Riley Brodersen – Guitars
Abe Freshwater – Guitars
Connor Coram – Bass
Edoardo Talenti – Drums

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