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Recensione : Lethal Vice – Thrash Converters

Un monumento al thrash old school innalzato dai bravissimi Lethal Vice.

Lethal Vice  -  Thrash Converters   - Recensioni Metal

Dalla Spagna, tramite Suspiria Records, arriva sul mercato, lanciato come un missile distruttore, il full-length d’esordio dei Lethal Vice: la band di Vigo licenzia questo lavoro di thrash metal classico (o old school, come più vi piace chiamarlo) dopo il demo del 2008 dal titolo “Here Comes The Reaper”.

Un’ora di metallici attacchi alle casse del nostro stereo, portati con il giusto impatto ed attitudine dalla giovane band iberica, votata al thrash statunitense e devota al verbo Anthrax e a tutti quei gruppi che, al metal iperveloce, aggiungono squisite doti tecniche e solos mirabolanti: il risultato è un vero e proprio spettacolo di chitarroni dalle ritmiche indiavolate e di momenti strumentali di valore assoluto, sapientemente dosati da questi cinque guerrieri che, in barba alle mode, bombardano l’ascoltatore con un metal tradizionale tutt’altro che datato, forte di un songwriting debordante e di una produzione al top.
Una peculiarità di Thrash Converters è anche la durata, più di un’ora senza cedimenti, così che, abituati alle produzioni odierne che al massimo superano di poco la mezz’ora, risulta strabiliante come l’album riesca ad essere sempre avvincente anche nelle sue ultime fasi; un uragano di metallo che torna a noi dopo essersi rigenerato nell’underground, splendido per la ritrovata verve sopita in questi anni di vacche magre.
E allora qui troverete tutto l’old school thrash che, partendo dai citati primi Anthrax, con quel pazzo di Joe Belladonna al microfono, porta con sé gli insegnamenti e l’impatto delle band storiche della scena, senza compromessi ma rivitalizzando une dei generi che ha scritto le pagine delle più importanti del metal in questi ultimi trent’anni.
Diplomatic Immunity, Psycho Surgery, Street Violence, Operation Warehouse, la conclusiva Lethal Thrashing Madness, sono inni ad un modo di suonare e “vivere” il genere che non lasciano dubbi sulle qualità del combo, supportato da due immensi chitarristi come Calo e Alex, una sezione ritmica schiacciasassi, devastante nel suo incedere (Abel al basso e Cheche alle pelli), ed un vocalist perfetto nel suo tono che è un monumento al thrash (Charly).
Questo debutto ha del clamoroso, e arriva dopo ottime produzioni che, nell’anno in corso, hanno portato echi di resurrezione per un genere mai domo, posizionandosi come top album nell’anno in corso per quanto riguarda il vecchio e mai troppo osannato thrash.
Da avere.

Tracklist:
1. Insert Coin
2. In Greed We Trust
3. Diplomatic Immunity
4. Psycho Surgery
5. NWO
6. Street Violence
7. Godless World
8. Operation Warhouse
9. Zombies From Outer Space
10. Lethal Thrashing Madness

Line-up:
Charly – Vocals
Alex – Vocals, Guitars
Calo – Guitars
Cheche – Drums
Abel – Bass

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