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Recensione : Sammath – Godless Arrogance

Per i fans di Marduk e Dark Funeral l'utimo album dei Sammath, autori di una mezz’ora di black oltranzista e guerrafondaio

Sammath  -  Godless Arrogance      - Recensioni Metal

Dai Paesi Bassi giunge a noi l’ultima demoniaca creatura prodotta dal combo denominato Sammath che, dopo sedici anni e quattro dischi con la Folter Records, firma per la connazionale Hammerheart.
Il furioso ensemble, che fa del black satanista e guerrafondaio il suo credo, preferisce un approccio nichilista al già estremo contesto del genere suonato, proponendosi così ai fans di Horna, Marduk e Dark Funeral con un assalto sonoro senza soluzione di continuità.
L’impatto dei brani di questo disco e’ annichilente e di sicuro effetto, così come la copertina, che emana sentore di guerra e morte, fredda come la musica suonata dai nostri.
Per più di mezz’ora, il terremotante e velocissimo black dei Sammath travolge ogni cosa, portandoci in un mondo, purtroppo ormai vicino, dove dolore, distruzione e morte sono compagni di viaggio di una vita da non vivere, con la mano di Satana pronta ad accaparrarsi i resti di tale armageddon.
Il sound invero risulta poco vario ed i brani tendono ad assomigliarsi un pò tutti: qualche accenno di riff death oriented compare tra i sochi dell’album, come in Death (Hunt Them Down),e tra le altre spiccano per ispirata violenza Godless e This World Must Burn.
Lo screaming del leader Jan Kruitwagen, per la cronaca anche alle prese con basso e chitarra, risulta un pò forzato, mentre la mitragliatrice umana di nome Koos Bos ne esce alla grande con un drumming forsennato, vero punto di forza del gruppo.
I fans del black metal più otranzista troveranno sicuramente pane per i loro denti avvicinandosi alla musica dei Sammath che, senza infamia e senza lode, confezionano un dischetto “only for fans”.

Tracklist:
1. Shot in Mass
2. Fear upon Them
3. Godless
4. Thrive in Arrogance
5. This World Must Burn (Hammer of Supremacy)
6. Through Filth and the Remains of Man
7. Death (Hunt them Down)
8. Nineteen Corpses Hang in the Mist

Line-up:
Jan Kruitwagen – Guitars, Bass, Vocals, Lyrics
Koos Bos – Drums
Ruud Nillesen – Bass

SAMMATH – Facebok

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