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Recensione : Brood Of Hatred – Skynless Agony

I Brood of Hatred raccontano di un mondo alla deriva e ci convincono con il loro technical brutal death metal senza compromessi.

Brood Of Hatred   -  Skynless Agony  - Recensioni Metal

Nati come one man band nel 2010 ad opera di Muhammed Melki e giunti nel 2012 all’esordio tramite un Ep, i Brood Of Hatred in questo inizio di 2014 licenziano il primo full-length, dal titolo Skynless Agony, un devastante lavoro di death metal proveniente direttamente dal nord africa (per la precisione Tunisi).
Melki, lasciati i propositi solisti, ha riunito un manipolo di musicisti sotto il suo vecchio monicker creando di fatto una band vera e propria: sono della partita, infatti , oltre al leader in veste di bassista e cantante, anche Muhammed Bouchir e Melik Melek Khelifa alle chitarre e Hazem Jaziri alla batteria.
Il combo tunisino propone un death metal molto vicino al brutal, con il growl cavernoso e lacerante di Melki a raccontare della decadenza di questo mondo, tra stragi e genocidi, accompagnato da un sound cadenzato ma pesantissimo, spesso violentato dalla voce del vocalist e, solo a tratti, attraversato da assoli ispirati delle due asce che si lasciano andare, visto il contesto, a spunti un leggermente più melodici.
Ma sono solo attimi, perchè in generale l’atmosfera che si respira in questo disco è di una terrificante consapevolezza del male che sta portando il genere umano all’autodistruzione, e la band sguazza in questo clima apocalittico con rasoiate death di ottima fattura, riconducibili ai canadesi Gorguts ed ai primissimi Obituary.
Proprio l’operato delle due chitarre, protagoniste di un lavoro molto vario e tecnico, diviso tra atmosfere più rallentate e sfuriate di technical death, impreziosiscono il lavoro e lo rendono vario e mai noioso.
The Mind That Emerged, la devastante Technological Genocide e l’altrettanto rabbiosa Cacophony In The Creation, dalle ritmiche furiose e tecnicissime, dove sugli scudi finisce la prova di Hazem Jaziri, bravissimo dietro le pelli, la title-track e la lunghissima Obsession, sono i momenti migliori di un buon album, dalla produzione all’altezza e consigliato a tutti gli amanti del death metal tecnico e brutale.
Una gradita sorpresa.

Tracklist:
1. Deconstruction
2. The Mind that Emerged
3. Technological Genocide
4. Cacophony in the Creation
5. The Singularity Is Near
6. Skinless Agony
7. Predestined Suicide
8. Obsession
9. Disbelief Grows

Line-up:
Mohamed Mêlki – Bass, Vocals
Youssef Aouadi- Drums
Jon Periera – Guitar
Mohamed Bouchir – Guitar

BROOD OF HATRED – Facebook

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