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Recensione : Handful Of Hate – To Perdition

Gli Handful Of Hate festeggiano il ventennale dalla fondazione con un album che mette in riga le più famose black metal band scandinave.

Handful Of Hate   -  To Perdition - Recensioni Metal

Erano i primi anni novanta e, in pieno trip black metal, complici i venti che dalla penisola scandinava soffiavano maligni verso il sud, mi avvicinai alla musica dei toscani Handful Of Hate, formatisi precisamente nel 1993 (è appena trascorso il loro ventennale, festeggiato alla grande con questo album), con i Necromass valorosi paladini della fiamma nera made in Italy.

Sono passati quattro anni dall’ultimo, demoniaco album, quel “You Will Bleed” datato 1999, ed il combo Toscano dopo aver assestato la line-up con il bassista Nicholas e con Aeternus dietro alle pelli, licenzia questo massacro sonoro dal titolo To Perdition. Gli Handful Of Hate non hanno perso un’oncia della loro carica, anzi, se vogliamo il nuovo lavoro risulta ancora più veloce dei precedenti, complice il furioso drumming del nuovo arrivato e la gran forma di Nicola Bianchi e Deimos, autori di una prova monumentale alle sei corde.
Un black metal senza compromessi, un muro sonoro degno della fama della band, questo album non scalfisce minimamente la reputazione del gruppo toscano che per celebrare la ricorrenza non poteva uscire con un lavoro migliore: Nicola, custode del verbo degli Handful Of Hate, oltre alla grande prova alla chitarra è protagonista con il suo screaming, rivelandosi nel genere uno dei migliori vocalist in circolazione, non solo in Italia, vomitandoci addosso tutto l’odio e la blasfemia di cui è capace e aggredendoci dal primo all’ultimo secondo del disco.
Grazie ad una produzione perfetta e la sezione ritmica da urlo, con Aeternus vera macchina da guerra esugli scudi per tutto l’album, Immortal, Marduk, Dark Funeral, Darkthrone e tutto il meglio dell’old school black di stampo scandinavo qui è preso e messo in riga dai quattro musicisti italiani, dimostrando, se ce ne fosse ancora bisogno, che la passione e l’attitudine non è stata minimamente scalfita e che anche nel 2014 si può ancora suonare questo genere senza risultare assolutamente datati o nostalgici.
Perfetti i rallentamenti presenti in qualche brano (Swines Graced Gods, Ornaments For Derision, Feeding Suggerings) che permettono al sound di decollare senza perdere in tensione e aiutando le song in questione a salire sul podio, risultando a mio parere le più riuscite di un lotto di pezzi stupendi.
Questo disco mi convince ancora di più dell’idea che mi feci un pò di anni or sono: gli Handful Of Hate, se non fossero italiani si troverebbero in cima alla lista delle preferenze di tutti i blackster nostrani … benedetta ,anzi, maledetta esterofilia.

Tracklist:
1. To Perdition
2. Far Beyond All Scourges
3. Swines Graced Gods
4. Cursed Be Your Breast
5. Caro Data Vermibus
6. Larvae
7. Ornaments for Derision
8. Ex Abrupto
9. Words Like Worms
10. Feeding Suggerings
11. Damnatio Ad Bestias

Line-up:
Nicholas – Bass
Deimos – Guitars
Nicola Bianchi – Guitars, Vocals
Aeternus – Drums

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