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Recensione : Amok – Somewhere In The West

Un album sufficiente per la band di Glasgow, peccato per la produzione.

Amok   - Somewhere In The West      - Recensioni Metal

Ultimamente ho avuto modo di recensire una manciata di dischi thrash che mi hanno impressionato oltre le aspettative, ben suonati ma, soprattutto, prodotti in maniera impeccabile, cosa quest’ultima che, purtroppo, non ho riscontrato in questo nuovo album degli Amok.
La band proveniente da Glasgow, nata nel 2004 e con all’attivo svariati demo e un full-length ( “Downhill Without Brakes” del 2008), incappa in una prova senza infamia, perchè i pezzi comunque ci sono, e senza lode, per colpa di una produzione non all’altezza che rende il suono ovattato e la batteria stile “St.Anger” dei Metallica, vero peccato mortale con le tecniche di registrazione esistenti al giorno d’oggi.
I ragazzi scozzesi propongono un thrash old school influenzato dai maestri Testament e Anthrax e alcune song, con un suono più cristallino, avrebbero reso il doppio, anche se la maggior parte dei brani è a rischio prolissità sfiorando i sei minuti, un po’ troppo per il genere
Creature of Habit è l’eccezione che conferma la regola, un bel pezzo stile Anthrax dal bel refrain e con assoli riusciti, che riesce a non annoiare anche nei suoi sette minuti di durata; il cantato di Stephen Matulevicze alterna buoni momenti nei quali lo si sente a proprio agio,ad altri invece dove dà l’idea di forzare un po’, buona invece la prova delle due asce, in mano a Calum Henderson e Greg Corlett, sia nelle ritmiche sia in qualche bell’assolo.
Da segnalare ancora Make Time To Kill Time e Lost Generation, poste in chiusura, che alzano la qualità complessiva del disco: la prima decisamente Anthrax oriented, mentre la seconda mostra più di un accenno ai Testament di Chuck Billy.
Peccato davvero, occasione persa a metà dagli Amok, che ci si augura sappiano correre ai ripari nella prossima occasione.

Tracklist:
1. 1885
2. Somewhere in the West
3. No Faith
4. Creature of Habit
5. Lawbreakers
6. Uprise
7. Cover Your Tracks
8. Sixty-Eight
9. Make Time to Kill Time
10. Lost Generation

Stephen Matulevicze – Vocals
Calum Henderson – Guitars
Greg Corlett – Guitars
Keith Henderson – Bass
Matt Storry – Drums

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