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Recensione : Taipan – Metal Machine

In sostanza un buon album, destinato essenzialmente ai fan del genere, ma ai Taipan poco importa.

Taipan  -  Metal Machine - Recensioni Metal

Quella che tutti conoscono come la New Wave Of British Heavy Metal non fu solo la scena degli Iron Maiden o dei Saxon: alcune band, magari meno note a chi la scena non la approfondì, furono altrettanto importanti e tra queste sicuramente i Raven, da Newcastle, che contribuirono non poco allo sviluppo del metallo pesante britannico.

“Rock Until You Drop” (1981) e “Wiped Out” (1982), insieme al famoso “Live At The Inferno” del 1984, furono i picchi della band, che poi a metà degli anni ottanta firmò per l’Atlantic e si trasferì in America senza riuscire più a replicare i fasti dei primi album”inglesi”.
Gli australiani Taipan molto devono al sound della band britannica: anche loro veterani della scena (i primi Ep risalgono agli anni ottanta) tornano a produrre dischi nel 2007 e arrivano in pochi anni al quarto full-length dal titolo emblematico di Metal Machine.
Il terzetto di Melbourne capitanato da Emilio Sarpa, bassista e cantante, accompagnato da Dave Zerafa alla chitarra e al canto e dal batterista Frank Degennaro, non si discosta dal genere proponendo una scaletta di brani orientati alle sonorità care alla band inglese, aprendo gli orizzonti solo nel finale, con gli ultimi quattro brani nei quali appaiono a tratti suoni più moderni (Nemesis, Black Circle).
La prima parte del lavoro, invece, è un buon tuffo nelle sonorità ottantiane (Extremist Militance, Minder) infarcito di anthem rocciosi dove la band dà il meglio, con riff semplici quanto accattivanti che si fanno ascoltare, grazie anche ad una produzione che non fa gridare al miracolo, ma rende l’ascolto comunque buono; la title-track, song che risulta il top del lavoro, si porta in eredità spunti riconducibili ai primi Samson, con un buon ritmo che farà muovere più di una testolina nel corso delle esibizioni live, mentre i primi Venom sono i numi tutelari della buona New Dawn, la più veloce del lotto, dalle ritmiche che sanno tanto di thrash old school.
In sostanza un buon album anche se, per forza di cose, destinato soprattutto ai fans del genere, ma ai Taipan, probabilmente, di tutto ciò importerà ben poco.

 

Tracklist:
1. Extremist Militance
2. Minder
3. Metal Machine
4. New Dawn
5. War and Disaster
6. Speculum
7. The Rising
8. Nemesis
9. Black Circle
10. Underground

Line-up:
David Zerafa – vocals, lead and rhythm guitars
Emilio Sarpa – vocals, bass and rhythm guitars
Frank Degennaro – drums and percussion

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