iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Sovversivo – Falling Deep

Una band dal grande potenziale ed un album che renderà parecchio anche dal vivo, con un grande lavoro in fase di produzione che ne fa un prodotto competitivo anche fuori dai nostri confini.

Sovversivo  -  Falling Deep - Recensioni Metal

I Sovversivo, freschi di firma con la Noisehead Records, sono una band lombarda con all’attivo tre demo ed un full length datato 2008, dal titolo “Wild Emotions”, che, dopo aver calcato i palchi con band di spessore come Virgin Steele, Extrema, Labyrinth e Doomsword, licenziano il secondo album, masterizzato da Dennis Ward (Place Vendome, Angra e Pink Crem 69, solo per citare i più famosi) e mixato da Alessandro Del Vecchio, collaboratore, tra gli altri, di Hardline, Edge Of Forever e Glenn Hughes.

Cose in grande dunque per questo lavoro, che risulta ben eseguito e di facile presa, con brani orecchiabili, tutti di qualità medio alta.
Il sound fa riferimento a quel metal melodico dai rimandi Gothic che fece la fortuna dei Sentenced, era “Crimson”, “Frozen” e “The Cold White Light”, con una ritmica più sostenuta e in certi frangenti dai rimandi hard/new.
Nei brani maggiormente tirati mi hanno ricordato gli svedesi Blackshine di “Our Pain Is Your Pleasure” (1997) e “Soulless & Proud” (2002), mentre a tratti, tra i solchi del disco, spuntano echi non troppo lontani degli Him.
L’album, ben prodotto. si ascolta con piacere, risultando omogeneo, senza cadute di tono, perfetto per una presa live, con un’ottima sezione ritmica e la buona prova del vocalist Andrea Uboldi, cantante di razza, tra Ville Laihiala e Ville Valo, quando le song richiedono toni più bassi.
Il lavoro dei nostri si apre con l’anthem Go Deep, per lasciare il campo al Sentenced style di Beside Myself e The Thin White Line, molto bella anche Born To Ashes dove il combo inasprisce il sound di quel tanto che basta per ricordarci di un “paradiso perduto”, mentre la chitarra ritmica di Inside Me, insieme alla grande prova di Uboldi ci riporta su territori Sentenced/Poisonblack, per un altro brano sopra le righe.
Chiude il lavoro Words Fall On Deaf Ears, dall’inizio melodico, un brano che si svilupa in un crescendo che porta ad uno degli assoli piùriusciti del disco.
Una band dal grande potenziale ed un album che renderà parecchio anche dal vivo, con un grande lavoro in fase di produzione che ne fa un prodotto competitivo anche fuori dai nostri confini.

Tracklist:
1. Go Deep
2. Beside Myself
3. The Thin White Line
4. Surrender
5. Black
6. Burn to Ashes
7. Inside Me
8. Lie to Your Soul
9. Everlasting Pain
10. Words Fall on Deaf Ears

Line-up:
Andrea Uboldi-vocals
Matteo Serra-Guitars
Federico Gassa-Bass
Gianluca Luci-Drums

SOVVERSIVO – Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Carnal Tomb - Abhorrent Veneration - death

Carnal Tomb – Abhorrent Veneration

I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

First Signal - Line Of Fire - rock

First Signal – Line Of Fire

Line Of Fire è una raccolta di canzoni dove rocciose parti hard rock, si alleano con linee melodiche di rara bellezza, raffinate ed eleganti, sapientemente ruvide ma, allo stesso tempo ruffiane tanto basta per spaccare cuori tra i rockers dai gusti melodici.

Deepshade - Soul Divider - rock

Deepshade – Soul Divider

I Deepshade esibiscono un sound personale, riescono nella non facile impresa di risultare a loro modo originali, pur lasciando che all’ascolto dell’album le loro ispirazioni facciano capolino dalle pareti del tunnel dai mille colori in cui si entra appena si preme il tasto play.