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Recensione : Memento Waltz – Division By Zero

I Memento Waltz, con "Division By Zero", partendo da una base metal, hanno fatto loro la lezione del re cremisi e, supportati da una tecnica eccezionale, sfornano un album di progressive spettacolare.

Memento Waltz  -  Division By Zero - Recensioni Metal

Un altro album e un’altra band che mi permettono di spendere due righe e rubare un pò del vostro tempo ricollegandomi a chi ha fatto la storia in ambito musicale.

Ascoltando l’ultimo album dei Memento Waltz, infatti, non ho potuto fare a meno di tornare con la mente ai King Crimson e al suo mastermind Robert Fripp, sicuramente un musicista per il quale la definizione di “genio” risulta appropriata.
Dal lontano 1969, data di pubblicazione dei primi due capolavori, il chitarrista inglese, circondandosi sempre dei migliori musicisti forgiati dalle diverse scene che ne hanno accompagnato il lungo percorso, ci ha regalato album che ancora oggi appaiono proiettati in un lontano futuro influenzando artisti in tutti i campi musicali, dal prog al jazz, dalla fusion al metal, oltre ad inventare, insieme a Brian Eno, la rivoluzionaria tecnica di incisione denominata Frippertronics.
I quattro ragazzi sardi, con la loro creatura dal titolo Division By Zero, partendo da una base metal hanno fatto loro la lezione del re cremisi e, supportati da una tecnica eccezionale, sfornano un album di progressive spettacolare dove all’approccio più metallico di band come Ark e Psychotic Waltz, si aggiunge tutto il credo frippiano: infatti, chi familiarizza con certi suoni, troverà momenti crimsoniani che oscillano da “Red” a “Starless And Bible Black” ,da “Lizard” a “Beat” e “Discipline”, suonati con la personalità, di una grande band.
E’ bene ripetere che ci troviamo di fronte a musicisti che sono maestri del loro strumento, aiutati in primis da un songwriting eccelso e da una ventina d’anni di musica insieme, un vero top team formato dal chitarrista Livio Poier, dal grandissimo drummer Gabriele Maciocco, autore di una prova articolata, sontuosa e sempre ai limiti, così come il bassista Giuseppe Deiana, che fa risultare un dilettante un maestro come John Myung.
L’anima metal del quartetto sono le vocals di Marco Piu, bravissimo cantante, aggressivo il giusto e dai toni cangianti a seconda di ciò che richiede il brano, a chiudere il cerchio di un combo spettacolare.
Questo è uno di quei lavori per il quale menzionare un brano specifico non ha senso, va ascoltato in tutti i suoi quaranta minuti di durata come se fosse un’unica suite, tale è la sua compattezza e la meraviglia che sprigiona ad ogni passaggio.
Mi chiedo solo come una band di tale livello non abbia ancora trovato una label che la aiuti ad uscire da un anonimato che assolutamente non merita.
Grandi!

Line-up:
Marco Piu – Vocals
Giuseppe Deiana – Bass
Livio Poier – Guitars
Gabriele Maciocco – Drums

Tracklist:
1.Omicron
2.Opus alchemicun
3.Europa(Jupiter II)
4.Achilles paradox
5.Mechdreamer
6.A new beginning
7.Emphasize

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