iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Hecate Enthroned – Virulent Rapture

Gli Hecate Enthroned possono essere considerati ormai dei veterani della scena estrema europea: infatti, il loro esordio risale a un ventina di anni fa.

Hecate Enthroned  -  Virulent Rapture - Recensioni Metal

Era il lontano 1995 quando uscì sul mercato il loro mini cd seguito, nel 1997, dal full-length “In Slaughter Of Innocence: A Requiem For The Mighty”; all’epoca vennero tacciati come cloni dei più famosi Cradle Of Filth e pure il successivo lavoro, l’anno seguente, non fu ben accolto dalla critica metallara.
All’inizio del nuovo millennio i sei ragazzi inglesi aggiustarono il tiro, portando il loro sound verso lidi più death oriented ma, tant’è, neanche così riuscirono a portarsi dalla loro parte i favori della stampa di settore.
Dopo la compilation del 2005 “The Blackened Collection” tornano dopo un silenzio di otto anni con un album nuovo e nuove speranze; mettiamo subito le cose in chiaro: a me piacciono e, sinceramente, non ho mai condiviso le critiche, a volte feroci, con le quali venivano descritti i loro album, quasi che la band fosse l’unica colpevole, nel mondo Metal, di uno stile ed un gruppo a cui fare riferimento per il proprio sound.
In particolare quest’ultimo album l’ho trovato ispirato e maturo; certo, qui di black metal non ce n’è neppure l’ombra, a meno che non si consideri in maniera semplicistica come black un album dove appare la voce in screaming.
Virulent Rapture è invece un buon esempio di metal estremo, nel quale anche l’etichetta death metal viene usata giusto per affibbiare un marchio, suonato bene, prodotto anche meglio, e fila via tra brani tiratissimi, mai noiosi, infarciti di tastieroni gothic, ritmiche assatanate e una voce come quella di Elliot Beaver efficace sia nello scream (ebbene sì, simile a quello di Dani Filth) sia nel growl.
L’uso delle tastiere è molto migliorato rispetto agli album precedenti, collocandosi sempre al posto giusto e al momento giusto, e non venendo relegate al solo ruolo di accompagnamento, ma ergendosi a protagoniste di momenti solistici dal forte impatto.
Ho trovato notevole almeno una manciata di brani: Abyssal March, Plagued by Black Death accarezzata da un bellissimo giro di piano, la title-track, Life e la conclusiva Paths Of Silence. Alla fine dell’ascolto rimane comunque la sensazione che la band di “Cruelty And The Beast” sia ancora fonte di ispirazione per il gruppo, ma il mio dubbio semmai è un altro: siamo proprio sicuri che oggi i C.O.F. riuscirebbero a fare di meglio?

Track list:
1. Thrones of Shadow
2. Unchained
3. Abyssal March
4. Plagued by Black Death
5. Euphoria
6. Virulent Rapture
7. Life
8. To Wield the Hand of Perdition
9. Of Witchery and the Blood Moon
10. Immateria
11. Paths of Silence

Nigel – Guitars
Dylan Hughes – Bass
Andy – Guitars
Pete – Keyboards
Gareth Hardy – Drums
Elliot Beaver – Vocals

www.hecateenthroned.com

HECATE ENTHRONED – Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Carnal Tomb - Abhorrent Veneration - death

Carnal Tomb – Abhorrent Veneration

I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

First Signal - Line Of Fire - rock

First Signal – Line Of Fire

Line Of Fire è una raccolta di canzoni dove rocciose parti hard rock, si alleano con linee melodiche di rara bellezza, raffinate ed eleganti, sapientemente ruvide ma, allo stesso tempo ruffiane tanto basta per spaccare cuori tra i rockers dai gusti melodici.

Deepshade - Soul Divider - rock

Deepshade – Soul Divider

I Deepshade esibiscono un sound personale, riescono nella non facile impresa di risultare a loro modo originali, pur lasciando che all’ascolto dell’album le loro ispirazioni facciano capolino dalle pareti del tunnel dai mille colori in cui si entra appena si preme il tasto play.