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Recensione : Switchblade – Heavy Weapons

Il primo amore non si scorda mai,lo ammetto, e quando mi capitano dischetti come questo, si risveglia il metallaro che e’ in me, cresciuto a pane ed heavy metal, quello di Iron Maiden, Judas Priest, Saxon e Accept.

Switchblade  -  Heavy Weapons - Recensioni Metal

A partire dalla copertina, che rimanda ai lavori del prete di giuda, gli israeliani Switchblade chiariscono subito le loro letali intenzioni, e quando il cd incontra il laser del lettore veniamo travolti da chitarre affilate come rasoi, un vocalist monumentale, sorta di perfetto connubio tra la sirena maideniana e il sacerdote prestiano.
Si parte e Heavy Weapons ci ricorda quanto può essere esaltante la nostra musica preferita quando è suonata con passione e maestria, ed in questo brano spuntano prepotentemente echi dell’esordio dei tedeschi Primal Fear dell’esiliato Ralph Scheepers.
In Euphoria , Lior Stein canta come fosse un ipotetico Bruce Dickinson su un pezzo dei Judas, Federico Taich sforna un assolo stile anni 80’ e, mentre ci dobbiamo riprendere da tanta manna, arriva Metalista, dove un cantante di razza ci ricorda le gesta della sirena maideniana negli anni d’oro.
Lost Lovers United è una ballad dal tono drammatico, con un assolo memorabile e pare uscita dal songwriting di “The Chemical Wedding” del Bruce solista.
Dopo il brano strumentale The Lost Kingdom e la bellissima Infernal Paradise, arriva Curse Of The Father, Sins Of The Son, praticamente da manuale dell’heavy metal.
Questa goduria in musica si conclude con Into The Unknown e la piu’ power del lotto, Endless War.
Per chi ha un posto nel suo cuore per il vecchio, caro heavy metal un album imperdibile, grandi Switchblade!

Tracklist:
1. Heavy Weapons
2. Euphoria
3. Metalista
4. Lost Lovers Unite
5. The Lost Kingdom
6. Infernal Paradise
7. Curse Of The Father, Sins Of The Son
8. Into The Unknown
9. Endless War

Line-up:
Lior Stein – vocals
Federico Taich – guitars
Sascia Latman – bass
Mosche Sabach – drums

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