Il grande ritorno di uno dei gruppi fondamentali del D-beat svedese, un disco nuovo e fresco dall’indie ticinese e si chiude con un disco di devastante black thrash and roll.
Totalitär
I Totalitär tornano dopo vent’anni di silenzio con un disco che è una bomba a mano sonora, pronta a deflagrare in faccia a chi pensava che il D-beat svedese fosse solo un ricordo degli anni ’80. Formati a Hudiksvall nel 1984, questi leggendari barbari del punk hardcore hanno deciso di ricordare a tutti che la loro rabbia non è invecchiata, anzi: è più attuale che mai.
“Totalitär“ su De:Nihil Records (Europe) e su Prank Records (North America) è un album che non chiede permesso. Nove tracce in sedici minuti di puro caos controllato, dove la distorsione delle chitarre si fonde con la voce graffiante di Poff! in un inno collettivo contro l’ipocrisia del sistema. Brani come “Vad är det ni vill ha?” e “Stolta barbarer” sono pugni in faccia con riff taglienti come lame e un ritmo che non dà tregua, come se i Discharge avessero deciso di registrare un disco nel 2026 senza tradire lo spirito originario.
La produzione, curata da Kenko ai Communichaos Studios, è grezza ma pulita: ogni strumento si sente chiaramente, ma senza perdere quell’energia potente e distorta che ha sempre contraddistinto la band. Il libro di 12 pagine incluso nel CD, con traduzioni dei testi in inglese, spagnolo e giapponese, testimonia che il messaggio dei Totalitär non ha confini: la loro critica sociale è universale, come universale è la voglia di urlare “Fängsla dem alla” (Imprigionateli tutti) contro chi specula sulle disuguaglianze, e sul nostro futuro.
Non è un disco che inventa nulla, ma non ne ha bisogno, “Totalitär” non deve dimostrare nulla a nessuno: sanno esattamente cosa sono e cosa vogliono dire. Questo disco è la prova che il D-beat non è un genere museo, ma una forza viva, capace di parlarci ancora oggi con la stessa urgenza di quarant’anni fa. Anzi, proprio in questi tempi bui e assai difficili questa musica violenta, liberatoria e solidale può essere parte della soluzione di tanti problemi.
Un ritorno trionfale, senza compromessi, per chi non ha mai smesso di credere che la musica possa essere ancora un’arma.
Recensione Totalitär Bloodlands
“Totalitär“–“Totalitär“– STREAMING-
– TRACKLIST
1. Vad är det ni vill ha?
2. Stolta barbarer
3. Följ din prognos
4. Älskade USA
5. Detta är vad jag fick
6. Det är krig ni vill ha
7. En dag hos terapeuten
8. Himlen – en öppen kloak
9. Fängsla dem alla
ALMA Acoustic – BEVI. DIMENTICA. OBBEDISCI.
Non è un album che ti colpisce al primo ascolto. Non è un disco che insegue la formula del successo immediato, né si nasconde dietro una produzione iperlucida per nascondere le crepe. “BEVI. DIMENTICA.OBBEDISCI” su Orangle Records è un lavoro che si prende il suo tempo, più lo si ascolta più si apprezza il tutto.. E non è per tutti: è per chi ha la pazienza di sedersi, ascoltare, e lasciarsi attraversare dalle storie che i ticinesi ALMA Acoustic hanno da raccontare in questo loro secondo album.
Musicalmente, gli ALMA Acoustic non si limitano a un genere. C’è il pop che sa di radio, il rock che non rinnega le radici, e una scrittura cantautorale che dà spessore ai testi. Non è un suono rivoluzionario, ma è onesto. È musica che respira, che sa di sale e di sudore, come un locale affollato dove la band suona dal vivo e il pubblico canta a squarciagola.
Il titolo dell’album è già un manifesto: “BEVI. DIMENTICA.OBBEDISCI”. Non è un ordine, ma il rumore di fondo della nostra epoca. Un invito a bere per dimenticare, a obbedire per non pensare, l’alcool visto come droga popolare e necessaria per provocare piccoli reset necessari a far sì che ognuno di noi continui ad obbedire. Ma gli ALMA Acoustic non si fermano alla superficie: parlano di memoria, di relazioni, di tecnologia, di conformismo, e lo fanno senza cadere nella predica. Non è un disco moralista, ma un’esplorazione delle contraddizioni del presente, raccontata con ironia, leggerezza e qualche sterzata amara.
“Bevi.Dimentica.Obbedisci” è un un album che sa esattamente cosa vuole essere: un lavoro onesto, maturo, e profondamente umano. Gli ALMA Acoustic non inseguono le mode, non si nascondono dietro una facciata. Suonano quello che sentono, e lo fanno bene.
Se cercate musica senza fronzoli, senza compromessi, e con qualcosa da dire, “Bevi.Dimentica.Obbedisci” è un disco che merita il vostro tempo. E come afferma la stessa band :”“BEVI. DIMENTICA.OBBEDISCI”. Non è un ordine, è il rumore di fondo. Nessuno te lo impone: te lo offrono, e tu lo accetti volentieri, perché è comodo, perché è dolce, perché domani è un altro giorno e tanto nessuno ricorda niente. Questo disco nasce da lì: dal divario tra la vita che mostriamo e quella che facciamo, tra il profilo e la persona, tra quello che diciamo quando amiamo e quello che non riusciamo a dirci mai. Non c’è un nemico da smascherare, siamo bravi abbastanza da essere noi stessi il nostro peggior nemico.
ALMA Acoustic – BEVI. DIMENTICA. OBBEDISCI.– STREAMING-
ALMA Acoustic – BEVI. DIMENTICA. OBBEDISCI.– TRACKLIST-
1. L’incontro
2. Parlami D’amore
3. Arturo
4.Diversi
5. Il fiume dell’oblio
6. Dèjà-vu (L’imperfezione)
7. Il giorno del mio funerale
8. La linea gialla” (feat. Fabio Abate)
9. Come una busta di plastica
10. Vita
Weapönizer
“The steel beast” su Ale Wülf Tapes è il terzo disco degli americani Weapönizer, dediti al più truce black thrash ’n’roll che possiate ascoltare in giro. Il gruppo del Colorado è in giro da tanti anni, e si è fatto notare nel 2017 con “Lawless age”, un disco che metteva molto chiatramente in luce i puntiu salienti della musica dei Weapönizer, ovvero una infusione di black metal con molto thrash metal e solide radici piantate nell’hardcore punk.
I pezzi sono veloci e possiedono diverse sfaccettature, la furia è tanta e ci ricorda anche da dove è nato il black metal. Il metallo nero ha preso moltissimo dal thrash metal che a sua volta attingeva molto dalla furi dell’hardcore punk e dall’hardcore metal. L’influenza dell’hardcore punk è molto forte e in questo lavoro esce con prepotenza, insieme ad una fortissima carica thrash, per un risultato assai valido, variegato e violento.
Ascoltando i Weapönizer si torna un po’ indietro, a quel sapore di metal libero e violento, qul gusto anni ottanta e novanta che è sempre più raro da trovare.
“The steel beast” è uno di quei dischi che faranno la gioia dei metallari più viziosi e amanti di sonorità che spaziano, in questo caso specifico dal black al thrash, fino all’hardcore. Un gran bel disco con un suono molto accattivante e coinvolgente, un suono moderno per un’aggressione sonora in vecchio stile, frontale e brutale.
Weapönizer – The steel beast- STREAMING
Weapönizer – The steel beast- TRACKLIST
1 Witch Serpent (4:31)
2 Victory (3:17)
3 Engines (4:08)
4 The Secutor (3:36)
5 Empire of Ash (2:52)
6 Acropolis Gates (Instrumental) (2:38)
7 The Living Wake (2:14)
8 Beneath the Hammer (2:43)
9 The Masque (2:51)
10 Future Graves (2:17)
11 Firestorm of Fear (Instrumental) (3:06)
12 Night Eternal (2:54)










