Una chitarra. Una voce. Il bisogno di stare all’interno del presente senza però smettere di guardarlo da lontano. C’è tutto questo nell’EP d’esordio di SILVI, Il peso del mondo. E c’è molto di più.
Classe 1976, Federico Silvi imbraccia la chitarra negli ambienti alternative rock livornesi dagli anni ’90. Oggi è attivo con The Jackie O’s Farm, The Candydates e I Denti di Cane. Un nuovo importante capitolo della sua carriera nasce dall’incontro con Daniele Catalucci – produttore, bassista e compositore. Insieme isolano e danno forma a una serie di canzoni accomunate da un respiro ampio, da mood intimi e riflessivi. La cifra è chiara: critica sociopolitica e tematiche esistenziali. Un suono che toglie, invece che aggiungere. Pochi elementi, un paesaggio diretto e intimo. Una musica senza ornamenti, che trova la forza proprio in questa sottrazione.
Ed è la necessità di osservare il presente senza accettarne passivamente la narrazione a dare forma al nuovo EP Il peso del mondo, in uscita il 30 ottobre per NOS Records. Come si abita un mondo che non offre più risposte definitive? SILVI guarda l’esistenza come qualcosa di meraviglioso e indecifrabile: non ci sono verità assolute, ma resta la capacità di generare memoria, desiderio, paura, amore. Il peso del mondo non si può evitare. Ma possiamo scegliere come portarlo.
Ad aprire l’album è Più grande: note larghe e staccate che guidano il testo. Il mondo e le sue vicissitudini vengono riassunti in micropillole, da ingoiare mentre scrolliamo il cellulare. Ci allontaniamo sempre di puù dalla vastità del pianeta, con le sue meravigliose culture, trasformandoci in spettatori inermi di un’unica narrazione. Quella di chi vorrebbe un mondo piatto e monocolore.
Guerre, interessi economici, rapporti di potere, questa continua riscrittura di ciò che definiamo bene e male. Nella traccia Il bene ed il male questi concetti vengono analizzati nella loro arbitrarietà: si spostano in base agli interessi economici e di potere delle nazioni neocoloniali. Le parole altisonanti riversate sulla folla dai media coprono le grida dei disperati. La loro unica colpa? Essere nati nel posto sbagliato.
Ma la matrice del progetto di SILVI è la sua città, Livorno. Popolare, multietnica, ironica e orgogliosamente libera. Proprio come la sua musica: una città che dice molto con poco. “A Livorno si aspetta l’estate…” è la frase che caratterizza La mia città. Una grande verità, per una città che ha un legame viscerale con il mare e la sua costa. Un calderone piratesco, scanzonato. E fieramente antifascista.
Il Peso del mondo è un EP sulla misura delle cose. Un tentativo di non farsci schiacciare dalla complessiva, senza mai smettere di guardarla negli occhi. Un disco che tiene insieme rabbia e tenerezza, paura della perdita e necessità di continuare a vivere. Tra terra e mare.
SILVI – Il peso del mondo – Tracklist
- Più grande – 04:19
- Il peso del mondo – 02:58
- La mia città – 04:04
- Arabica feat Daniele Catalucci – 03:34
- Il bene ed il male – 03:07
- Il miele e il fuoco – 02:08










