The Queen Is Dead Volume 236 – Inlitnment, Altarage, Vanaheim – recensione

The Queen Is Dead 236: il doom degli Inlitnment, il death sperimentale degli Altarage e il folk metal dei Vanaheim in olandese. Leggi le recensioni.
Inlitnment, Altarage, Vanaheim

INLITNMENT

Il nuovo gruppo svizzero Inlitnment debutta su Čachtice Records / Noisy Plastics Records con “Spiritual warfare”. Nati dalla cenere degli Oath Of Cranes quando nella tua band ci sono Erol Uenala e Franco Sesa che haNNO militato dei Celtic Frost, la tentazione di liquidare tutto come “operazione nostalgia” è dietro l’angolo, e invece no: con Oli Keller e Danis Kelesidis a completare la formazione, gli Inlitnment prendono quella grammatica primitiva e sporca e la portano altrove, come entità nuova, non come costola nostalgica. Le coordinate sonore sono doom monolitico e senza compromessi, suonato molto bene, oscurità ovunque.

Il titolo d’apertura, “Yoor just Noiz not yet Myoozik”, è già un manifesto: inglese storpiato, quasi analfabeta, coerente con tutta la tracklist “SpireChewel Termoil”, “SpireChewel Worfar”, “SpireChewel Slav”, titoli che portano l’ascoltatore in un’altra dimensione ,che è poi lo scopo di questo disco. Otto tracce, nessuna concessione a qualcosa che non sia doom possente e sinuoso. Quello che resta è la rabbia carbonizzata dell’old-school metal delle origini, riletta senza paura di guardare avanti. Sesa e Erol Uenala hanno avuto una grande ideanel formare questo gruppo per riportare una certa concezione del doom dentro il discorso. Disco che porta la pace ma si butta in battaglia senza remore, portandoci al centro di un universo oscuro, sangunolento e tremendo. Disco molto interessante e con un tocco molto speciale. Gli Inlitnment parlano sia allo spirito che alla carne, e questo lavoro ha quel tocco speciale che solo la vecchia scuola sa dare, e questo è un fatto oggettivo.

INLITNMENT -SPIRITUAL WARFARE- STREAMING

INLITNMENT -SPIRITUAL WARFARE- TRACKLIST

  1. Yoor just Noiz not yet Myoozik (01:14)
  2. SpireChewel Termoil (01:06)
  3. SpireChewel Worfar. (07:42)
  4. SpireChewel Slav (05:20)
  5. SpireChewel Anlit (08:02)
  6. SpireChewel Bipas (06:46)
  7. SpireChewel Sadooser & SpireChewel Stilnes (06:49)
  8. SpireChewel Inlit (10:28)


ALTARAGE

Bilbao, Paesi Baschi, 2015: da lì partono gli Altarage, e da lì in sei full-length hanno fatto una cosa che in pochi riescono a fare davvero, non ripetersi mai, restando comunque riconoscibili in ogni singolo colpo di grancassa. “Cogwheel” su Sentient Ruin Labioratories, settimo capitolo, un macigno di un’ora e un quarto che ti si posa addosso e non si sposta.

Qui i tempi rallentano, le strutture si sfaldano, si aprono voragini dissonanti che più che al death metal classico strizzano l’occhio a Swans, a Sunn O))), persino a Scott Walker non a caso, perché quello che gli Altarage cercano non è più il mostro immaginario, la mitologia dell’orrore fine a se stesso. I testi trattano anche di lotta sociale, la rabbia di chi vive dentro l’ingranaggio, il “cogwheel”, appunto, di uno sfruttamento industriale che schiaccia tutto e tutti, senza bisogno di demoni per fare paura: basta il capitalismo quaotidiano.

Sette tracce, nessuna sotto i sette minuti, con “Ichor” che sfiora il quarto d’ora: non un disco per chi cerca la scarica adrenalinica veloce, ma per chi vuole essere sepolto lentamente, un riff alla volta. Ed è lì, nei riff, che sta il cuore pulsante di tutto: colossali, implacabili, capaci di smontare ogni convenzione del genere per ricostruire terreno nuovo, sterilizzato dall’ortodossia.

Non è un disco comodo, e nemmeno vuole esserlo. È l’ennesima crepa che gli Altarage aprono nella propria discografia già di per sé fuori dagli schemi, la conferma che il “death metal sperimentale” quando è fatto sul serio non è un’etichetta di marketing ma una promessa mantenuta. “Cogwheel” è un disco devastante che è nato e vive sopra le rovine, death metal moderno e di altissima qualità.

ALTARAGE -COGWHEEL- STREAMING

ALTARAGE -COGWHEEL- TRACKLIST

1. Peso muerto

2. Wielder

3. Future Wreck

4. 1988

5. Not a Proper Burial

6. Ichor

7. Industrial Offering

VANAHEIM

Folk metal in olandese di alta qualità e con pezzi scritti molto bene ? Certo che sì, ecco i Vanaheim con “Roede Voor De Borst” su Fireflash Records, secondo disco sulla lunga distanza per il gruppo di Tilburg, Il quintetto olandese produce un disco molto convincente, un concentrato di epicità, bellezza e metal mai ovvio. Il gruppo scrive i testi in lingua olandese, espressione della terra che amano e della quale descrivono il passato come in questo disco, a partire dalla copertina.

Il disco ci porta nell’Olanda del passato, narrando storie in maniera epica e sentita, portandoci con loro in un’altra atmosfera musicale e spirituale. La forza del gruppo è la capacità di essere epici e anche sinfonici, anche grazie ad una bravura tecnica mai scontata e sempre ben presente. Ascoltando il disco si viene catturati canzone dopo canzone da un folk metal epico che porta questo sottogenere ad un altro livello. “Roede Voor De Borst” è un’opera ad un livello molto alto, scritta molto bene e con un epic folk metal davvero potente, coinvolgente e coriaceo. Il disco ha sempre qualcosa di interessante in tutte le canzoni, non ci sono momenti di noia o di minore coinvolgimento. Inoltre il disco vede anche la presenza di musicisti ospiti di notevole estrazione come Coen Janssen degli Epica e Nils Fischer degli Eluveitie, che arricchiscono moltissimo il tutto. Questo secondo disco dei Vanaheim li proietta molto in alto nel panorama folk metal mondiale, e ascoltando questo lavoro si capisce subito il perché, epic folk metal di altissimo livello.

VANAHEIM -ROEDE VOOR DE BORST – STREAMING

VANAHEIM -ROEDE VOOR DE BORST – TRACKLIST

1. Geestenmist
2. Kroos en Slijk
3. Het Laatste Licht
4. Eendracht Maakt Macht
5. De Overtocht
6. Roede voor de Borst

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