La benemerita indie label statunitense Slumberland Records, a fine agosto, ha pubblicato “1989-1992“, una raccolta che assembla materiale sonoro dei loro connazionali Velocity Girl, indie/jangle/guitar/noise pop band originaria di College Park (Maryland) e attiva a Washington DC, un’area nota e ricordata soprattutto per la seminale scena hardcore punk esplosa negli Eighties, ma che, a cavallo tra anni Ottanta e inizio anni Novanta, ha visto anche la nascita e lo sviluppo di un movimento indie rock formato da band influenzate da ciò che accadeva dall’altra parte dell’oceano, nell’underground britannico, e cioè il lavoro di etichette come la Creation Records, la 4AD, la Cherry Red Records, la Rough Trade, la Postcard e la scena creatasi dopo l’uscita della fondamentale compilation C86, sulla quale c’era come opener – tra le altre gemme – anche un brano dei Primal Scream chiamato “Velocity Girl“, che ha appunto ispirato la scelta del nome per il gruppo oggetto di questa compila.
Attivi dal 1989 (stesso anno di nascita della stessa Slumberland) al 1996, scioltisi e riunitisi a fasi alterne fino al 2023 per dei concerti dal vivo, a livello discografico i Velocity Girl hanno realizzato tre Lp sulla iconica Sub Pop Records nei Nineties (“Copacetic“, “¡Simpatico!” e “Gilded stars and zealous hearts“) e una generosa manciata di singoli, tutti all’insegna di un suono potente e melodico, allo stesso tempo rumorista e abrasivo (retaggio della lezione del punk rock) ma anche armonioso, scintillante e cristallino. Sensibilità pop con retrogusto malinconico e feedback chitarristici lancinanti, una formula che aveva trovato il suo definitivo punto d’arrivo e consacrazione con il boom di dischi come “Loveless” dei My Bloody Valentine e l’avvento del ciclone “Nevermind” dei Nirvana, anche se i Velocity Girl erano più vicini a sonorità di gruppi a loro più affini come i Vaselines, Wedding Present, Television Personalities, Shop Assistants, Talulah Gosh, Beat Happening e Pastels. Ed è lo stesso sound attitudinale che ha attecchito anche nel nuovo millennio, facendo breccia nel cuore di giovani artisti e gruppi come, ad esempio, Ribbon Stage, Jeanines, Sharp Pins e le Cords.
L’alchimia sonica venutasi a creare tra la frontwoman Sarah Shannon, le chitarre di Archie Moore e Brian Nelson, il basso di Kelly Riles e la batteria di Jim Spellman si riverbera e rievoca anche tra questi solchi, che vedono riproposti i pezzi del primo periodo dell’ensemble, quello più grezzo e verace, precedente all’approdo su Sub Pop: è possibile riascoltare, quindi, anche la voce della prima cantante della band, Bridget Cross, presente sull’iniziale “Clock” (risalente ai primi vagiti del combo, nel 1989, inserito nel 7″ “What Kind Of Heaven Do You Want? (A Slumberland Compilation)“) e sul singolo di debutto realizzato dal quintetto, “I don’t care if you go” – in versione elettrica ed acustica – e “Not at all“. Tra canzoni apparse in compilation (“What you say“) split 7″ (“Warm/Crawl“) e il loro anthem più noto (“Forgotten favorite“) riemergono due inediti assoluti, la trascinante “I Know Exactly What You Mean” e una riuscita cover elettrica di “That’s Entertainment” dei Jam, che non è l’unica rilettura di composizioni altrui: i nostri ripresero in maniera convincente anche i Beat Happening di “Tales of brave Aphrodite” per farne una versione più esuberante.
Visto che, ultimamente, sta impazzando una nuova moda musicale sui social network, quella delle classifiche che invitano a elencare nove (appena???) album che hanno rappresentato gli ascolti più formativi delle vite degli individui, e sicuramente c’è tantissima gente che seleziona i nomi dei soliti dischi delle solite band (stra)famose, quasi certamente nessuno/a si cagherà i Velocity Girl e si degnerà di menzionare i loro lavori (se non per ignoranza, è perché ti/ci/vi direbbero anche che “questa non è musica, ma è rumore“) e allora si cerca, con queste righe nel nostro piccol(issim)o, di rendere un minimo di giustizia a questo meraviglioso collettivo e al suo celestiale frastuono.
TRACKLIST
1. Clock
2. I Don’t Care If You Go
3. Always
4. Not At All
5. I Don’t Care If You Go (Acoustic)
6. I Know Exactly What You Mean
7. That’s Entertainment (The Jam cover)
8. What You Say
9. Tales of Brave Aphrodite (Beat Happening cover)
10. Forgotten Favorite
11. Why Should I Be Nice To You?
12. Warm/Crawl










