SOCIAL DISTORTION BORN TO KILL – recensione

I Social Distortion sono tornati con il nuovo album Born to Kill dopo 15 anni di silenzio e un cancro alla gola vinto dal cantante e leader della band Mike Ness.
SOCIAL DISTORTION BORN TO KILL 2026

I Social Distortion sono tornati con il nuovo album Born to Kill dopo 15 anni di silenzio e un cancro alla gola vinto dal cantante e leader della band Mike Ness.

La vecchia gloria del punk-rock californiano è tornata in studio con il produttore Dave Sardy famoso per aver prodotto Oasis, Slayer, System of a Down, Marilyn Manson e molti altri.
Ma, nonostante il produttore con il nome altisonante e i famosissimi gruppi da lui prodotti in precedenza, il risultato è invece un album grezzo ed immediato senza ritocchi digitali o filtri alle distorsioni per scalare le classifiche.
E’ un lavoro quasi completamente analogico, ruvido e diretto, registrato come se fosse in presa diretta.

La voce di Ness è un graffio continuo e sembra in più occasioni sul punto di cedere ma ha sempre in se la solita grinta che ha contraddistinto tutti i suoi lavori.
Non ci sono il blues, i coretti e le tastiere del validissimo (e forse migliore) Hard Times and Nursery Rhymes (2011) e neppure la sua produzione e si torna al loro tipico suono diretto e chitarristico.
E non c’è neppure la svolta melodica e un po’ patinata di Sex, Love and Rock ‘n’ Roll (2004), forse il capitolo più debole e commerciale della loro discografia.

L’iniziale Born to Kill e No Way Out sono due bordate garage-punk che recuperano l’attitudine cupa e pesante di White Light, White Heat, White Trash (1996), disco da cui Mike Ness ha recuperato, parole sue, dei riff scritti proprio ai tempi della sua registrazione.
Subito dopo Ness tira il freno a mano e diventa malinconico con la ballata country-rock come The Way Things Were, per poi riprendere quota a livello di decibel con la successiva Tonight e ancora di più con la elettrica Partners in Crime.

Crazy Dreamer rallenta nuovamente il ritmo ed è un altro country-rock da saloon grazie al graffiante duetto vocale con Lucinda Williams e alle tastiere di Benmont Tench e rappresenta uno dei vertici del disco e, di fatto, l’unico punto di contatto con il disco precedente.
Segue Wicked Game, il famosissimo pezzo di Chris Isaak che viene spogliato delle sue originarie melodie sognanti e svolazzanti per essere rivestito da chitarre distorte e ritmi rinvogoriti, senza comunque smarrire la sua primordiale carica malinconica.
Una rivisitazione rinvigorita dell’originale esattamente come fecero ai tempi con Ring of Fire di Johnny Cash nell’album omonimo del 1990.

L’elettricità spinta prosegue con le restanti canzoni del disco.

A partire dalle sfumature blues/roots di Walk Away (Don’t Look Back) e dal coinvolgente andamento swing Never Goin’ Back Again..
C’è spazio anche per un recupero storico cioè Don’t Keep Me Hanging On, un pezzo nato originariamente nelle sessioni di White Light, White Heat, White Trash (1996) e in chiusura arriva Over You un ultimo potente ma malinconico brano tipicamente in stile californiano.
Nel suo complesso il lavoro ricalca la stessa formula punk-country (ma con pochissimi squarci blues) di Somewhere Between Heaven and Hell (1992).

E’ un album molto elettrico e solare a differenza della pietra miliare Prison Bound del 1988 dove il punk influenzato dal country, all’epoca definito dalla stampa di settore cow-punk, aveva un piglio decisamente più intimo, malinconico e decisamente più acustico.
Ma parliamo di un album che seguiva il periodo trascorso in carcere da Mike Ness, entrato e uscito ripetutamente dalle prigioni a causa della sua dipendenza da eroina dalla quale ne era appena uscito.

Oggi Mike Ness, orfano dei vecchi compagni dei bei tempi che furono, è un uomo di 64 anni che si è lasciato alle spalle i grossi problemi di un tempo inclusi quelli più recenti di salute.

Con questo nuovo album i suoi Social Distortion non inventano nulla di nuovo, saranno un po’ stereotipati, i giri di accordi sono quelli da quarant’anni e se si cerca qualcosa di nuovo e originale meglio stare lontano da questo disco.

D’altronde non si può chiedere qualcosa di diverso a un gruppo come i Social Distortion.

SOCIAL DISTORTION BORN TO KILL 2026 Streaming

SOCIAL DISTORTION BORN TO KILL 2026 Tracklist

1. Born to Kill (3:50)
2. No Way Out (3:48)
3. The Way Things Were (4:34)
4. Tonight (4:05)
5. Partners in Crime (3:50)
6. Crazy Dreamer (3:48)
7. Wicked Game (5:34) – Cover del celebre brano di Chris Isaak
8. Walk Away (Don’t Look Back) (4:13)
9. Never Goin’ Back Again (3:46)
10. Don’t Keep Me Hanging On (4:12)
11. Over You (4:06)

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