Gli Ex Otago sono una di quelle band che ti conquistano poco alla volta, disco dopo disco. Realtà tra le più interessanti e testarde della scena indie-pop italiana, hanno costruito una carriera a modo loro, spesso anticipando i tempi e facendo le cose prima e meglio di chi poi ha raccolto i riflettori. Li seguiamo da anni, ed è per questo che gli dedichiamo una pagina tutta loro: perché la loro storia, quella genovese e caparbia, merita di essere raccontata per intero.
Gli Ex Otago nascono a Genova e per chi bazzica la musica italiana fuori dai circuiti mainstream il loro nome è diventato sinonimo di un certo modo onesto e diretto di scrivere canzoni. Testardi nel senso buono: gente che ha fatto le cose a modo suo, senza scorciatoie.
Mezze Stagioni: il disco fatto dai fan
Il momento che li ha messi sulla mappa, per noi, è Mezze Stagioni (2011). Non solo per le canzoni — synth, melodie, testi intelligenti — ma per come è nato: è il primo disco della storia della musica italiana prodotto direttamente dai fan, con la formula dell’azionariato popolare. Registrato addirittura a Bergen, in Norvegia, con Davide Bertolini (lo stesso giro dei Kings of Convenience). Una roba che nel 2011, quando il crowdfunding non era ancora la parola di moda che è diventata, aveva del clamoroso. Lo abbiamo raccontato anche dal vivo, quando sono tornati a suonarlo a Genova “sul tetto”, in un concerto speciale per la propria città.
In Capo al Mondo e la crescita
Tre anni e mezzo dopo arriva In Capo al Mondo (2014). In mezzo succedono cose, le formazioni si muovono, le persone vanno avanti — Albe Pernazza prende la sua strada con Magellano, restando comunque amico degli otaghi. È un disco di passaggio, di una band che cambia pelle senza perdere la testa.
Marassi: la svolta synth-pop
Poi c’è Marassi (2016), e qui gli Ex Otago sono un’altra cosa: cresciuti, con una produzione nettamente migliore che valorizza le canzoni. Regna il synth-pop, la fusione tra sintetizzatori e pop è notevole, e i testi restano sempre diversi e intelligenti. Marassi è un quartiere di Genova, certo — ma come dicevamo nella nostra recensione, un Marassi ce l’ha ogni città: quel pezzo di casa che ti porti dietro ovunque.
Perché gli Ex Otago contano
Al di là dei singoli dischi, quello che ci ha sempre colpito degli Ex Otago è la coerenza. In un panorama in cui tante band nascono, esplodono e si sciolgono nel giro di un disco, loro hanno costruito un percorso: dall’esordio quasi carbonaro fino al riconoscimento più ampio, senza mai tradire del tutto la scintilla iniziale. La scelta dell’azionariato popolare per Mezze Stagioni, ben prima che il crowdfunding diventasse la normalità, dice tutto del loro modo di stare nella musica: dal basso, con i fan, senza aspettare il permesso di nessuno. È esattamente il tipo di storia che a noi di In Your Eyes Ezine piace raccontare — quella di chi fa le cose perché ci crede, non perché conviene.
Le recensioni su In Your Eyes Ezine
Nel corso degli anni abbiamo recensito gli Ex Otago più volte. Qui trovi tutto quello che abbiamo scritto su di loro:
- Ex Otago – Mezze Stagioni (2011) — il disco fatto dai fan
- Ex Otago – In Capo al Mondo (2014) — la band che cambia pelle
- Ex Otago – Marassi (2016) — la svolta synth-pop
- Ex Otago a Genova, sul tetto (2011) — il live per Mezze Stagioni
Se cerchi la band giusta per capire cosa ha significato l’indie-pop italiano degli anni Dieci, sei nel posto giusto.
Domande frequenti










