“Segreti di Fu!” prodotto da Setola di Maiale è il nuovo lavoro de LeMadonne, un trio composto da Riccardo Komesar, Marcello Bellina e Bruno Cabrini, per un lavoro incentrato tutto sull’improvvisazione e sulla ricerca della libertà sonora. Riccardo Komesar alle chitarre e al synth, lo abbiamo già incontrato sulle nostre pagine, anche per le collaborazioni con Davide Cedolin, musicista poliedrico e esploratore del suono, sempre in viaggio ed in ricerca.
Marcello Bellina suona qui il basso e il doppio basso, con il moniker Berlikete è un disegnatore ed illustratore molto particolare, mentre in musica ha viaggiato con MoRkObOt e Zolle, anche lui alla perenne ricerca di suoni alternativi a quelli comuni. Infine, Bruno Cabrini arriva da altre esperienze musicali sempre all’avanguardia. Questo disco non è il primo lavoro, come ci spiegherà Riccardo nell’intervista qui sotto che ci ha rilasciato molto gentilmente.
La cifra stilistica è l’improvvisazione, si suona senza un fine predefinito od un genere, le tre diverse sensibilità musicali si amalgamano l’una con le altre in una creazione continua spaziando in tantissimi generi conosciuti come rock, metal, noise, psychedelia, elettronica e musica etnica, o anche in territori inesplorati. E proprio la meraviglia una delle sensazioni più ricorrenti in questo disco, lo stupore che si prova ascoltando questo disco, che è un flusso libero e liberato di suoni e di vitalità musicale. Non ci sono recinti di genere, non ci sono copie da vendere, si suona e si crea, lo scopo è quello della massima libertà creativa e i risultati si sentono.
Il trio improvvisa assieme dal 2019 e questo collaudato amalgama musicale si sente molto chiaramente e tutto funzione benissimo. Ascoltando il lavoro si arriva a pensare che il termine improvvisazione sia persino riduttivo per un gruppo del genere che ci porta davvero lontano, in un prato musicale ricchissimo e con moltissimi cieli differenti sopra di noi. La radice del suono è chiara, il succo musicale viene distillato e offerto in una maniera molto differente dalla solita alla quale siamo abituati.
Spesso ricerchiamo nella musica conferma in generi musicali o in suoni che ci generano piacere o sicurezza, raramente andiamo alla scoperta mettendoci in gioco come ascoltatori, mentre qui succede proprio questo, i musicisti sperimentano e noi siamo invitati a seguirli diventando ascoltatori attivi, attori consapevoli in un universo di suoni e rumori differenti e mai uguali a loro stessi o ad altri suoni.
“Segreti di Fu!” è un disco che sblocca le nostre barriere musicali, ci porta nelle profondità della musica libera, del suono senza catene, un continuum musicale che diventa buco nero per passare oltre come nel film “Interstellar”, per poi scoprire proprio come nel film che ciò che crediamo esterno in realtà è dentro di noi, e noi siamo i creatori di gran parte dell’immaginario che suoniamo, scriviamo o leggiamo. Un disco che è un universo a sé stante fatto per creare altri universi, in un legame sonoro continuo, magnifico esempio di cosa possa nascere grazie alla creatività liberata.
INTERVISTA RICCARDO KOMESAR
– Ciao Riccardo, innanzitutto grazie per averci dedicato del tempo. Sei un musicista ed un produttore presente in molti progetti, ci puoi dire per prima cosa come nasce il tuo interesse per la musica ? –
Ciao Massimo! Grazie a te e In your Eyes per la recensione e per l’intervista.
La passione per la musica non saprei dirti quando è arrivata e perché, è passato troppo tempo e semplicemente ad un certo punto mi sono trovato ad ascoltare, ascoltare, ascoltare. Ho iniziato a suonare – ho sempre suonato la chitarra – attorno ai docini anni più o meno, anche perché spinto dalla voglia di suonare con altri, avere un gruppo, fare musica propria.
– Come componi e produci la tua musica, sia da solo che insieme ad altri nei tanti progetti ai quali partecipi ? –
E’ un po’ che lavoro sull’improvvisazione. Mi è sempre piaciuto provare a creare pezzi miei, o riff, o piccole parti, e negli ultimi anni mi sono reso conto della differenza, almeno per il mio caso ovviamente, tra i pezzi che scrivevo con attenzione, attaccando un po’ alla volta una parte all’altra, seguendo un’idea, e le sessioni in cui improvvisavo. In questo secondo caso lo sviluppo della musica è diverso, con un maggiore respiro, prende direzioni che mai avrei percorso con una scrittura puntuale. E’ qualcosa di estremamente legato al momento – ovviamente –, ed in cui ha un ruolo determinante l’ascolto di ciò che si sta suonando: più pensieri o ‘scelte attive’ faccio durante le improvvisazioni più è facile che il risultato non mi piaccia, il flusso della melodia si perda o che proprio mi blocchi. Fatto come mi piace, e mi riesce poco, è un completo perdersi in ciò che si sta suonando.
– La tua concezione della musica è molto differente da quella comune, ed è vicina a quella di artisti come Davide Cedolin nostra vecchia conoscenza, in cosa consiste questa visione ? –
Davide Cedolin l’ho conosciuto ormai qualche anno fa, ci siamo scambiati pezzi musicali, opinioni e storie. Davide mi ha anche aiutato a fare uscire il primo disco di Comambient. Abbiamo registrato una bella sessione di improvvisazioni, ormai un paio di anni fa, in una caldissima giornata di agosto in Liguria. Prima o o poi troveremo il modo di sistemare le registrazioni!
Rispetto alla concezione della musica entrambi cerchiamo di esplorare le possibilità che la chitarra da per fare realizzare musica. Non per niente ci siamo trovati sulla chitarra acustica, che ti costringe – per ‘mancanza’ di suoni, modulazioni .. – a trovare il suono e la melodia che cerchi vuoi dallo strumento, con le limitazioni – poche corde, una cassa di risonanza e poco altro – dello strumento. A me piace molto suonare anche la chitarra elettrica, così come mi piace utilizzare pedali o effetti in post-produzione, ma la spinta che mi ha dato il togliere cose e costringermi a suonare solo con acustico, senza sovraincisioni, senza loop station, senza modulazioni, non ha pari, almeno considerando il ritorno che il suonare mi ha dato negli ultimi anni.
Del lavoro di Davide poi a me piace molto anche la ricerca sui suoni – i synth, i campionamenti, il banjo suonato con l’archetto .. – e la capacità che ha nel mixarli assieme. Non è facile con strumenti cosi diversi ottenere un risultato che abbia alla fine ‘una sola voce’.
– Non sei un musicista professionista ma produci musica in maniera molto più professionale di tanti altri, quali sono i tuoi mezzi e le tue tecniche di produzione ? –
Se parliamo dei miei pezzi di chitarra la strumentazione è piuttosto basica. Come chitarra ho principalmente utilizzato un’Ibanez dodici corde, con però solo 8 o 9 corde montate, a seconda del momento, e un capotasto per gestire accordature diverse. Per registrare ho utilizzato principalmente uno Shure SM57 e uno Zoom HN4. Per la parte di mix utilizzo Ardour, ma faccio molto poco solitamente, provo un po’ a pulire il suono e faccio un po’ di equalizzazione. Nell’ultimo periodo ho recuperato altri microfoni e sto provando alcune combinazioni diverse, ma rimango comunque su un set molto semplice.
– Ci parli del secondo disco in uscita ora del progetto Le Madonne con Marcello Bellina e Bruno Cabrini, altri musicisti di larghe vedute ? –
LeMadonne è un progetto che nasce – forse, non ricordo bene … – nel 2019, con la stessa formazione di adesso. Il percorso è simile a quello che ti ho descritto prima: abbiamo fatto un anno e più a improvvisare ad ogni prova e ogni cosa che provavamo a strutturare ci piaceva meno di quello che improvvisavamo. Inoltre siamo pigri e ci sembrava molto più facile e divertente improvvisare piuttosto che romperci la testa su come mandare avanti un pezzo.
Il primo disco è stato abbastanza un disastro, nel senso che salvare i pezzi decenti dopo la sessione di improvvisazione è stato difficile, ed in molti casi abbiamo rimaneggiato le tracce per dargli un po’ più di senso. Con il secondo disco è andata meno peggio e per fortuna ci siamo risparmiati la fatica del dover fare editing delle tracce dopo l’improvvisazione. A parte tutto, ‘Segreti di Fu!’ è il risultato di una giornata di improvvisazione in presa diretta in uno studio a Piacenza; abbiamo tenuto bene o male tutte le tracce che abbiamo suonato e nessuna ha richiesto stravolgimenti in post-produzione.
– Come vedi il futuro della musica non omologata, nemmeno in senso alternativo, in Italia ?-
Sinceramente, non so risponderti. Sono decisamente fuori dai vari giri musicali e in molti casi, tutt’ora, i miei ascolti ‘nuovi’ sono cose di trenta o quaranta anni fa.
– Progetti futuri ? –
Con Comambient sicuramente continuare sull’improvvisazione, come più o meno sto continuando a fare. Mi piacerebbe trovare il modo di conciliare bene l’improvvisazione e la preparazione di un set da suonare dal vivo, o se non un set vero e proprio trovare una formula che mi piaccia per suonare dal vivo chitarra acustica improvvisata. Mi piacerebbe anche trovare altre persone con cui continuare sull’improvvisazione.. vediamo un po’ cosa riuscirà a fare poi!
Grazie mille !
Grazie mille a te Massimo!
LeMadonne – Segreti di Fu!
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02 _ Io: Cosa rtatetraspo U’ molto 2:47
03 _ Loro: ificasign iremor E’ 4:39
04 _ Essi: certo che non tornerà 4:42
05 _ Tutti: mai più i’ vta 1:25
06 _ Egli: e i’ suo copo 2:54
07 _ Egli: produrrà soltanto fe-tore 6:06
08 _ Io: vermi E’ questo i’. 0:53
09 _ Io: d’ tutti gl’ 2:52
10 _ Egli: Verrò anche io sotterrato 1:09
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