iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Coram Lethe – In Absence

In Absence è un album riuscito, che mette in evidenza le peculiarità del sound del gruppo, tra tecnica ed impatto, brutalità e melodie, in uno tsunami estremo di marca death metal a cui non si può sfuggire.

Coram Lethe - In Absence - death

E’ dal 1999 che i toscani Coram Lethe ci investono con il loro death metal tecnico e potenziato da furiose parti death/black, in un’orgia di suoni estremi che formano un sound personale e riconoscibile tra le tante proposte che invadono il mondo del metal estremo.

Il quinto album arriva dopo sei anni dal precedente Heterodox, è accompagnato dalla splendida copertina dell’artista Paolo Girardi e porta con sè un nuovo cantante (Giacomo Bortone), il quarto nella storia dei Coram Lethe.
In Absence è un album riuscito, che mette in evidenza le peculiarità del sound del gruppo, tra tecnica ed impatto, brutalità e melodie, in uno tsunami estremo di marca death metal a cui non si può sfuggire.
Oscuro e pervaso da una melanconia di fondo che sfocia in parti dal taglio progressivo, In Absence non delude le attese e si candida come uno dei lavori più intensi di questa prima metà dell’anno in campo estremo nel nostro paese, ormai rappresentato nel genere da molte ottime band.
L’album, oltre ad avere il suo punto di forza nelle continue variazioni di sfumature ed atmosfere, risulta comunque diretto e fluido, conquistando fin da subito, pur nella sua struttura che rimane fortemente legata ad un approccio tecnico e progressivo.
Quello che sembra un inevitabile contrasto diventa appunto l’arma in più per queste otto tracce, splendidi esempi di metal estremo coinvolgente ed elegantemente distruttivo.
La title track, così come Not Been Born o Pain Represents Pained Rapresentatives e la conclusiva To Rise Again, continuano ad alternare death metal tecnico di ispirazione americana con il più diretto swedish death, tra scale progressive e melodie di oscuro metallo, facendo di In Absence uno spaccato affascinante del genere.
Una band fondamentale per la scena estrema nostrana è tornata a picchiare i pugni sulla tavola rotonda del metal tricolore.

Tracklist
01. Esoteric
02. In Absence
03. Food For Nothingness
04. Not Been Born
05. Cognitive Separation
06. Pain Represents Pained Rapresentatives
07. Antimateria
08. To Rise Again

Line-up
Giacomo Bortone – Vocals
Leonardo Fusi – Guitars
Filippo Occhipinti – Guitars
Christian Luconi – Bass
Francesco Miatto – Drums

CORAM LETHE – Facebook

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Carnal Tomb - Abhorrent Veneration - death

Carnal Tomb – Abhorrent Veneration

I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

First Signal - Line Of Fire - rock

First Signal – Line Of Fire

Line Of Fire è una raccolta di canzoni dove rocciose parti hard rock, si alleano con linee melodiche di rara bellezza, raffinate ed eleganti, sapientemente ruvide ma, allo stesso tempo ruffiane tanto basta per spaccare cuori tra i rockers dai gusti melodici.

Deepshade - Soul Divider - rock

Deepshade – Soul Divider

I Deepshade esibiscono un sound personale, riescono nella non facile impresa di risultare a loro modo originali, pur lasciando che all’ascolto dell’album le loro ispirazioni facciano capolino dalle pareti del tunnel dai mille colori in cui si entra appena si preme il tasto play.