iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Rusty Nails – Seasons Of Hatred

Seasons Of Hatred vive di potenza metallica valorizzata da una componente power dosata a meraviglia dai suoi creatori, con picchi di notevole qualità, tra trame pacate ma semre sul punto di esplodere e deflagrazioni improvvise.

Rusty Nails - Seasons Of Hatred - metal

Si può suonare heavy metal classico, risultando moderni nei suoni ed esplosivi, pur ricordando a più riprese la scena del decennio storico ottantiano?

Chiedetelo ai toscani Rusty Nails, tornati dopo sette anni dal primo ep con in tasca il contratto con Sliptrick Records e di conseguenza con il primo lavoro sulla lunga distanza, questo incendiario Seasons Of Hatred.
Una lunga storia iniziata addirittura nel 2001 con il monicker Avatar, un numero esponenziale di problemi che ne rallentarono la carriera fono all’uscita di Mind Control e poi ancora un lungo stop lungo sette anni prima che le chitarre tornassero a ruggire su questi otto brani di cui un paio ripresi dal precedente lavoro (Mind Control e The End Of All Days).
Ma lasciamo i problemi al passato e prendiamo a capocciate il muro della stanza sotto il bombardamento heavy/power metal di Seasons Of Hatred e delle sue otto tracce che, già dall’opener Years Of Rage, mette subito in chiaro che qui si fa heavy metal di scuola priestiana, potenziata da dosi massicce di power americano alla Iced Earth, teatrale e drammatico il giusto per scuotere i fans addormentati ed impegnati a sognare un giradischi su cui girano i vinili di Painkiller e Something Wicked This Way Comes.
Epico ed interpretato con sanguigna drammaticità dall’ottimo singer Paolo Billi, l’album vive di potenza metallica valorizzata da una componente power dosata a meraviglia dai suoi creatori, con picchi di notevole qualità (su tutti gli otto minuti di The Outer Lords), tra trame pacate ma sempre sul punto di esplodere e deflagrazioni improvvise, dove Day Of Punishment e Mind Control sono uno spettacolo di lampi e saette nel cielo attraversato da burrasche metalliche.
Ottima la prova della sezione ritmica, mai velocissima ma precisa e potente (Federico Viviani alle pelli e Alessandro Crecchi al basso) e sugli scudi la prova dei due chitarristi (Claudio Della Bruna e Matteo Santoni) per un album che è un ascolto obbligato per gli amanti dei suoni heavy/power.
Di tempo ce n’è voluto tanto, ma oggi la band riparte ancora una volta come meglio non si potrebbe con questo ottimo Seasons Of Hatred.

Tracklist
1.Minutes of Hatred
2.Years of Rage
3.Day of Punishment
4.Dagon
5.Mind Control
6.Out of This World
7.The Outer Lords
8.The End of All Days

Line-up
Claudio Della Bruna – Guitars
Paolo Billi – Vocals
Federico Viviani – Drums
Alessandro Crecchi – Bass
Matteo Santoni – Guitars

RUSTY NAILS – Facebook

https://www.facebook.com/rustynailsmetal/

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Carnal Tomb - Abhorrent Veneration - death

Carnal Tomb – Abhorrent Veneration

I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

First Signal - Line Of Fire - rock

First Signal – Line Of Fire

Line Of Fire è una raccolta di canzoni dove rocciose parti hard rock, si alleano con linee melodiche di rara bellezza, raffinate ed eleganti, sapientemente ruvide ma, allo stesso tempo ruffiane tanto basta per spaccare cuori tra i rockers dai gusti melodici.

Deepshade - Soul Divider - rock

Deepshade – Soul Divider

I Deepshade esibiscono un sound personale, riescono nella non facile impresa di risultare a loro modo originali, pur lasciando che all’ascolto dell’album le loro ispirazioni facciano capolino dalle pareti del tunnel dai mille colori in cui si entra appena si preme il tasto play.