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Recensione : Oracle – Into The Unknown

Secondo album e bersaglio centrato per gli Oracle, anche perché non si accontentano di tributare il death, ma lo valorizzano con ripartenze al limite del black e mid tempo dal piglio moderno e più in linea con la tradizione statunitense.

Oracle - Into The Unknown - death

Iniziamo col dire, a scanso di equivoci, che questo lavoro è un bellissimo esempio di death metal melodico, duro, estremo ed attraversato da una oscura vena melodica che ormai si fatica ad ascoltare di questi tempi.

Ne sono autori gli Oracle, band proveniente dall’Alabama, terra distante dalla patria di queste sonorità, eppure in questo Into The Unknown si respira l’aria intimista dei migliori act scandinavi che del genere sono inventori e maestri.
Secondo album per loro e bersaglio centrato, quindi, anche perché non si accontentano di tributare il death, ma lo valorizzano con ripartenze al limite del black e mid tempo dal piglio moderno e più in linea con la tradizione statunitense.
Ne esce un album interessante e, se non originale in assoluto, almeno personale e nobilitato da splendide melodie oscure e drammatiche: classico lavoro arrivato troppo tardi per finire sulla playlist di fine anno (è uscito infatti nel 2017),  Into The Unknown si compone di dodici brani per un’ora scarsa di metal estremo, potente, melodico e progressivo, suonato e prodotto a meraviglia, anche se in regime di autoproduzione.
Il quartetto non impiega poi molto ad inchiodare l’ascoltatore al muro con una serie di tracce che non scendono sotto la soglia dell’eccellenza, una serie di emozionanti passaggi tra death metal, black e progressive che si passano il testimone lasciando senza fiato per intensità e songwriting.
Livello tecnico sopra le righe al servizio di brani che, fin dall’opener Caressed By The Hands Of Fate è un susseguirsi di saliscendi che ricordano i Dark Tranquillity e gli Opeth, per poi tornare in America ed avvicinarsi ai Lamb Of God.
Drafted, Why e poi tutte le altre perle di questo album vi porteranno nell’universo degli Oracle per poi cancellare la strada del ritorno e lasciarvi a vagare nel buio profondo alla ricerca di una via per poter tornare.

Tracklist
1.Caressed by the Hands of Fate
2.The Liquid Answer
3.Into the Unknown
4.From Blue to Black
5.1012
6.One by One
7.Drafted
8.Behind Closed Eyes
9.Why
10.A Breathless October
11.Becoming Nemesis
12.As the Worm Turns

Line-up
Ray Ozinga – Bass
BG Watson – Drums
Trey Ozinga – Guitars
Jason Long – Vocals

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