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Recensione : J.D. Overdrive – Wendigo

Wendigo non conquisterà il mondo ma si fa ascoltare che è un piacere, quindi preparate le borracce ed addentratevi nel deserto virtuale dei J.D. Overdrive, ma solo se sapete cosa vi aspetta dal genere in questione.

J.D. Overdrive - Wendigo - metal

Lo stoner non è più ormai da anni un genere solo americano, perché il successo dei gruppi della Sky Valley tra la fine degli anni novanta e l’inizio del nuovo millennio ha portato la sabbia del deserto sulle sponde atlantiche della vecchia Europa e da lì a posarsi sui muri degli edifici delle metropoli, dalla penisola iberica fino ai paesi dell’est.

E proprio dalla Polonia arrivano i J.D. Overdrive, quartetto attivissimo sul mercato con ben quattro lavori sulla lunga distanza, un ep ed uno split in nove anni: Wendigo è dunque il nuovo lavoro del quartetto, una dimostrazione di stoner che piacerà non poco agli amanti dei suoni desertici, rafforzati dalla band con dosi massicce di metal e sfumature southern, per una proposta alquanto dinamitarda.
Il basso pulsante, le chitarre ribassate e la voce rabbiosa sono le prime avvisaglie di una battaglia a colpi di hard rock, con cui la band trasforma le fredde strade dell’Europa dell’est in interminabili pianure desertiche a sud degli States.
Monocorde quanto volete, ma pesante come il sole di mezzogiorno nel deserto e pericoloso come un crotalo risvegliato dai vostri lamenti mentre, Wendigo è un buon lavoro, magari legato a doppio filo con quelli dei gruppi storici, ma arcigno e massiccio quanto basta per farci male.
New Blood, la seguente Burn Those Bridges, il southern metal malatissimo di Hold That Thought, l’irresistibile Witches & Spies sono i brani migliori dell’album, e Kyuss, Down, Corrosion Of Conformity e Black Label Society appaiono quali band di riferimento per i rockers polacchi.
Wendigo non conquisterà il mondo ma si fa ascoltare che è un piacere, quindi preparate le borracce ed addentratevi nel deserto virtuale dei J.D. Overdrive, ma solo se sapete cosa vi aspetta dal genere in questione.

Tracklist
1.The Creature is Alive
2.Protectors of All That is Evil
3.Hangman’s Cove
4.New Blood
5.Burn Those Bridges
6.Wasting Daylight
7.Hold That Thought
8.Witches & Spies
9.Every Day is a New Hole to Dig
10.Flesh You Call Your Own

Line-up
Wojtek ‘Suseł’ Kałuża – Vocals
Michał ‘Stempel’ Stemplowski – Guitars
Łukasz ‘Jooras’ Jurewicz – Drums
Marcin ‘Stasiu’ Łyźniak – Bass

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