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Recensione : Chaos Moon – Origin of Apparition and Languor into Echoes, Beyond

La Folkvangr Records rimette in circolazione in un unica confezione i due primi full length in formato musicassetta dei Chaos Moon, Origin of Apparition e Languor into Echoes, Beyond, usciti a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro nel 2007.

Chaos Moon -  Origin of Apparition and Languor into Echoes, Beyond - metal

La Folkvangr Records rimette in circolazione in un unica confezione i due primi full length in formato musicassetta dei Chaos Moon, Origin of Apparition e Languor into Echoes, Beyond, usciti a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro nel 2007.

Sono passati quindi dieci anni ma, ascoltando la prima parte, sembra che il tempo trascorso sia molto di più: Origin of Apparition è infatti un album discreto nel suo muoversi tra il black atmosferico e venature depressive ma viene affossato da una produzione pessima e dalla voce di Alexander Pool, uno strillo che a tratti diviene difficilmente sopportabile.
Vengono così vanificati buoni spunti all’intero di un contesto decisamente minimale, offrendo un risultato poco appetibile ma, per fortuna, il tutto viene risollevato da Languor into Echoes, Beyond, che, ascoltato subito dopo Origin of Apparition, sembra quasi frutto dell’operato di un’altra band.
In effetti, in tal senso non credo sia estraneo alla migliore riuscita dell’album l’affiancamento del mastermind da parte del tastierista e cantante Mark Hunter il quale, senza fare cose spettacolari, offre perlomeno uno screaming in linea con i dettami del genere, gratificando così anche una migliore registrazione. Languor into Echoes, Beyond, peraltro, nonostante la presenta di un musicista dedicato ai tasti d’avorio, in partenza va via molto più diretto e meno atmosferico rispetto al predecessore, risultando nel contempo più compatto, per poi aprirsi a diversi passaggi anche di di matrice ambient, racchiusi in buona parte nella lunghissima Simulacrum of Mirrors, e riacquistando una certa ariosità nelle due tracce conslusive, Hymn to Iniquity e Countless Reverie in Mare.
La progressione di Poole, musicista decisamente prolifico ed impegnato in molti altri progetti, continuerà poi con il buon Resurrection Extract, nel quale le già valide intuizioni presenti in Languor into Echoes, Beyond verranno ulteriormente sviluppate.
Questa operazione resta comunque abbastanza appetibile non solo per gli affezionati al formato cassetta, che sta prendendo nuovamente piede sia per i costi contenuti sia per una resa sonora che si confà soprattutto al metal estremo, ma anche per chi segue con attenzione la scena black d’oltreoceano ed attende il nuovo full length dei Chaos Moon, di imminente uscita.

Tracklist:
Tape 1 – Origin of Apparition
1. Illusions of Dusk and Dawn
2. Aether Aurora
3. Tenebrific
4. Pale Cast of Thought
5. And So Are the Words That Never Made it, I
6. And So Are the Words That Never Made it, II
7. Intro, Timeless Disease
8. Origin of Apparition
9. Outro, Endless Asphyxia

Tape 2 – Languor into Echoes, Beyond
1. De Mortalitate
2. Abstract Tongues
3. Waning
4. Simulacrum of Mirrors
5. The Palterer
6. Hymn to Iniquity
7. Countless Reverie in Mare

Line up:
A.P.
M.H.

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