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Recensione : Eshtadur – Mother Gray

Un lavoro davvero bello, un'autentica sorpresa in arrivo da un paese non certo famoso per i suoi trascorsi metallici, a tratti entusiasmante nel suo cambiare atmosfere estreme con una facilità disarmante.

Eshtadur - Mother Gray - death

E’ in Colombia che cresce e si sviluppa questo mostro metallico chiamato Eshtadur, un quintetto di deathsters che, senza guardare troppo a questa o quella scena, ci travolge con un sound potentissimo, mastodontico come un’onda che si avvicina alla costa con il suo muro d’acqua scuro come il cielo prima dell’apocalisse.

Mother Gray è il terzo full length, numero perfetto come lo è questo lotto di brani estremi, melodici, ma assolutamente devastanti, resi ancora più magniloquenti da poche ma importantissime parti orchestrali, incastonati come diamanti grezzi nella struttura di canzoni straordinarie come Cornered At The Earth.
Sono diciasette anni che il gruppo licenzia bombe sonore, non pochi, più che sufficienti per maturare ed arrivare a questo lavoro, estremo, melodico e progressivo, anche nei momenti più estremi, in cui Jorg August ingoia tutto il male del mondo e lo risputa fuori tramite un growl che ha pochi eguali: efferato, rabbioso, pura disperazione urlata al mondo tramite la stupenda Desolation.
Ma il lento ed apocalittico incedere del brano lascia spazio alla furia di Time Hole To Paris, melodic death metal tripallico dove chitarre, basso e batteria si alleano per una battaglia all’ultimo sangue.
Fine del brano, ci si aspetta un altra partenza a razzo ed invece la band ci riporta a camminare tra la lava del vulcano, con March Of The Fallen, brano doom/death d’antologia, che in un crescendo apocalittico prima ci regala un assolo heavy e poi torna, sovrastato dal magma nel più buio antro dell’inferno.
C’è ancora tempo per la clamorosa cover di Burning Heart, tributo a Jimi Jamison dei rockers americani Survivor suonata con una manciata di ospiti tra cui Bjorn Strid (Soilwork) e Per Nilsson (Scar Simmetry).
Un lavoro davvero bello, un ‘autentica sorpresa in arrivo da un paese non certo famoso per i suoi trascorsi metallici, eppure a tratti entusiasmante nel suo cambiare atmosfere estreme con una facilità disarmante: death metal melodico  di un’altra categoria.

Tracklist
2.Plaguemaker
3.Cornered at the Earth
4.Desolation
5.Time Hole to Paris
6.March of the Fallen
7.The Day After I Die
8.Heavns to the Ground
9.Last Day of the Condor
10.Burning Heart

Line-up
Jorg August – Vocals
Juan Ortiz – Guitars
Mauro Marin – Drums
Sebas Patiño – Guitars
Victor Valencia – Bass

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