iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Decemberance – Conceiving Hell

Conceiving Hell per essere apprezzato pienamente va ascoltato diverse volte, dopo di che si manifesterà inesorabile in tutta la sua bellezza.

Decemberance – Conceiving Hell - metal

I greci Decemberance sono una band i cui primi passi risalgono addirittura a vent’anni fa, anche se, fino ad oggi, l’unico full lenght pubblicato era il buon Inside, del 2010.

Il gruppo guidato da Yiannis Fillipaios (voce, batteria) e Chris Markopoulos (chitarra) ritorna quindi dopo un lungo silenzio con il suo death doom arcigno e dalle frequenti propensioni funeral, nulla a che vedere perciò con i bravi Immensity, band dai toni ben più melodici nella quale i due militano, così come l’altro chitarrista Nikos Loukopoulos in veste live; a completare la stretta connessione dei Decemberance con la scena doom ateniese va ricordato anche come la sezione ritmica, formata dallo stesso Fillipaios e da Aggelos Malisovas, sia la stessa dei ben noti Daylight Misery.
Anche se il tempo scorre e la modernità spesso deforma in maniera determinante qualsiasi retaggio del passato, i Decemberance offrono un death doom saldamente ancorato agli anni novanta, quindi ai primordi del genere, risultando a tratti piacevolmente vicino ai primissimi Anathema.
Così, l’aspro growl del vocalist domina la scena stagliandosi su ruvidezze death che vengono intervallate da rarefazioni acustiche e, soprattutto, da rallentamenti ai confini del funeral nei quali la chitarra solista tesse splendide e dolenti trame melodiche.
Questa adesione fedele alle origini del death doom è manna del cielo per i suoi adoratori, almeno per quelli che ritengono ancora oggi brani come Under The Veil o Lovelorn Rhapsody tra i suoi capisaldi: i Decemberance dimostrano in ogni frangente una conoscenza della materia che consente loro di mettere in scena quasi un’ora e un quarto di musica, suddivisa in quattro brani, senza che il suo incedere risulti mai prolisso o ridondante.
Conceiving Hell offre un sound asciutto che trova i suoi punti più alti nei rallentamenti funeral di Departures e nello sviluppo piuttosto cangiante della magnifica The Blind Will Lead the Way, ma sempre mantenendo ben alto il livello anche dei restanti brani, grazie anche al misurato ma essenziale lavoro tastieristico di Alexandros Vlahos; il disco si muove fluttuando con disinvoltura tra il death asfissiante dei Morbid Angel di Covenant ed il doom della Sacra Triade albionica, con in più un pizzico di vena sperimentale che fa capolino in certi passaggi, come nel finale dominato dal basso della già citata The Blind Will Lead the Way.
L’opera dei Decemberance, a mio avviso, va anche ben oltre le aspettative, perché riavvolge il nastro riportandoci ai fast del death doom più verace, intriso di ottundente dolore e privo di sbocchi melodici consolatori; Conceiving Hell  per essere apprezzato pienamente va ascoltato diverse volte, dopo di che si manifesterà inesorabile in tutta la sua bellezza.

Tracklist:
1. The Scepter
2. Departures
3. The Blind Will Lead the Way
4. Sailing…

Line-up:
Chris Markopoulos – Guitars
Alexandros Vlahos – Keyboards, Samples
Yiannis Fillipaios – Vocals, Drums
Aggelos Malisovas – Bass
Nikos Loukopoulos – Guitars

DECEMBERANCE – Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

COMPRA LE NOSTRE MAGLIETTE

shirt shop

Per supportare la tua fanzine preferita !

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

GRAZIE A TUTTI

Come preannunciato all’inizio dell’estate, l’attività di MetalEyes è cessata ufficialmente dal 31 agosto con la pubblicazione dell’ultima recensione. Il sito rimarrà comunque online ancora per

Esogenesi - Esogenesi - metal

Esogenesi – Esogenesi

I quattro lunghi brani, inframmezzati da un breve strumentale, testimoniano in ogni frangente lo spessore già ragguardevole raggiunto dagli Esogenesi al loro primo passo, sicuramente non più lungo della gamba in quanto preparato con tempi debitamente lunghi come si conviene a chi si dedica ad un genere per sua natura antitetico a tutto ciò che appare frettoloso o superficiale.

GAME OVER

A poco meno di 3 anni dal momento in cui MetalEyes ha mosso i primi passi è arrivato il momento di mettere la parola fine

Saint Vitus - Saint Vitus - metal

Saint Vitus – Saint Vitus

Il Saint Vitus bis è un album che non offusca affatto il mito ma semmai lo rafforza senza far rimpiangere più di tanto i fasti del secolo scorso.