iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Sergeant Hamster – Sergeant Hamster

Altra grande band palermitana, altro bellissimo disco stoner/doom.

Sergeant Hamster  -  Sergeant Hamster - Recensioni Metal

Fine dicembre 2013, mi sdraio sul divano per ascoltare l’ultimo album del quale mi devo occupare: il disco è “Cloud Eye” di una band palermitana che di nome fa Elevators to the Grateful Sky … Capolavoro e cotta al primo ascolto di un album che ha del clamoroso nel saper fondere hard rock stonato e psichedelia.

Luglio 2014: una decina di giorni fa appare come d’incanto un altro disco, questa volta si parla di death metal e la band, sempre proveniente da Palermo, sforna un disco fantastico di death/doom old school, con pochi ma significativi richiami al prog settantiano: il titolo è “Atrocious” e gli autori sono gli Haemophagus.
Cosa c’entra tutto questo con il debutto dei Sergeant Hamster? Intanto anche questi ultimi sono palermitani e tra di loro ci sono due musicisti che hanno preso parte alla realizzazione di quei due fantastici dischi: il risultato è un altro grande album ricco di sonorità stonate, tra letali rallentamenti doom, riffoni stoner metal o fantastiche jam settantiane, miscelate con sagacia da questi quattro musicisti siciliani.
Le coordinate stilistiche sono quelle classiche di ogni band che fa del genere una religione, con neppure troppo velati accenni al Sabba Nero e allo stoner doom degli ultimi vent’anni che gira intorno a Monster Magnet, Kyuss; inoltre, come in occasione del disco degli Haemophagus, trovo anche qui qualcosa dei Cathedral di Lee Dorrian, non quelli dei primi funerei lavori ma, in questo caso, della la discografia di mezzo, più doom/stoner (“The Carnival Bizarre” e “Supernatural Birth Machine”).
La band siciliana lavora alla grande su questi ingredienti aggiungendovi un tocco di follia punk/alternative ed il risultato sono dieci brani fantastici, dieci bombe sonore, una diversa dall’altra, una più entusiasmante dell’altra; labirinti di rock, quello vero, supportato da un’attitudine ed una personalità sconcertante, difficile da trovare anche in band ben più note dei Sergeant Hamster.
Mezz’ora di jam fantastica da sentire tutta d’un fiato, grande album e scena palermitana ancora sugli scudi …

Tracklist:
1.Space Duke
2.Sleepless
3.Firmament’s Way
4.Up in Smoke
5.Supergiant
6.Good Man
7.Subeversive Intermission
8.Universe Ride
9.Rebel Sleep
10.Far and Gone

Line-up:
Simone Trombino – Vocals
Giorgio Trombino – Guitars, Flute, Programming, Vocals
Silvio Punzo – Bass
Claudio Mangiapane – Drums

SERGEANT HAMSTER – Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Carnal Tomb - Abhorrent Veneration - death

Carnal Tomb – Abhorrent Veneration

I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

First Signal - Line Of Fire - rock

First Signal – Line Of Fire

Line Of Fire è una raccolta di canzoni dove rocciose parti hard rock, si alleano con linee melodiche di rara bellezza, raffinate ed eleganti, sapientemente ruvide ma, allo stesso tempo ruffiane tanto basta per spaccare cuori tra i rockers dai gusti melodici.

Deepshade - Soul Divider - rock

Deepshade – Soul Divider

I Deepshade esibiscono un sound personale, riescono nella non facile impresa di risultare a loro modo originali, pur lasciando che all’ascolto dell’album le loro ispirazioni facciano capolino dalle pareti del tunnel dai mille colori in cui si entra appena si preme il tasto play.