iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Eldritch – Tasting The Tears

Un album privo di cadute di tono, dove tutto è straordinariamente al suo posto grazie alla classe e all'immenso talento che gli Eldritch elargiscono costantemente a piene mani.

Eldritch  -  Tasting The Tears - Recensioni Metal

Gli Eldritch sono una delle più grandi band Italiane nate negli anni novanta. Punto, tutti a casa, la recensione è finita …
Scherzo, ovviamente, ma la band livornese è veramente fuori categoria in un certo modo di concepire il metal, tanto brava quanto a mio parere mai troppo elogiata, ha in poco più di vent’anni cambiato pelle diverse volte, rilasciando sempre e comunque ottimi album che si sono fatti sempre più maturi col passare del tempo, partendo da quel lontano 1995, anno di debutto con “Seeds Of Rage”, lavoro sulla scia del metal prog dei Dream Theater e bissato dal capolavoro, “Headquake” del 1997, che assicurò loro la partecipazione al Gods Of Metal ed un tour di supporto ai brasiliani Angra (con ancora Andrè Matos alla voce e all’apice del successo).
Ma gli Eldritch, da band di spessore, dopo che nel 1998 uscì il buon “El Niño”, svoltarono verso suoni più aggressivi, anche grazie all’enorme talento di Terence Holler, vocalist a suo agio in qualsiasi tipo di contesto, così che gli album del nuovo millennio (“Reverse” – 2001, “Portrait Of The Abyss Within” – 2003, il bellissimo “Neighbourhell” – 2005) risultarono impregnati di suoni al limite del thrash, sempre tecnicissimi, meravigliosamente metal e senza rimandi ad alcuno.
E questa è la forza di questa band, gli Eldritch assomigliano …. agli Eldritch, ancor di più ora, passati un ventennio, la loro identità è ben marcata e questo splendido Tasting The Tears ne è per l’ennesima volta la prova.
Prodotto da Eugene Simone, mixato e masterizzato da Simone Mularoni dei DGM, il disco è un viaggio nelle mille sfaccettature dell’amore, con i testi sempre maturi di Holler, in forma smagliante su tutto l’album così come tutti i ragazzi della band, che è la stessa del precedente “Gaia’s Legacy” e si sente, in virtù di un’amalgama perfetta.
La componente oscura qui è molto meno presente che nei lavori precedenti, anche se il tiro è sempre micidiale, tra sfuriate thrash, che sono il marchio di fabbrica del gruppo, i suoni di tastiera dalle stupende melodie metal prog e quel tocco di hard rock melodico capace di rendere ogni brano un potenziale hit.
Cosi come le song, anche i musicisti in toto sfoggiano prove di livello assoluto, senza superarsi ma ognuno tremendamente importante per l’economia del lavoro; provando a nominare qualche brano che spicca nel contesto, senza sminuire necessariamente gli altri, citerei : Inside You, la title-track, Seeds Of Love, Something Strong, la ballad Iris e la conclusiva Clouds ma, ripeto, in quest’album non c’è una caduta di tono, una nota che non sia dove deve stare, tutto è straordinariamente al suo posto grazie alla classe e all’immenso talento che gli Eldritch elargiscono costantemente a piene mani.
La band ha ottenuto, fino ad ora, maggiori riscontri all’estero piuttosto che nel nostro paese e la cosa, purtroppo, non stupisce più di tanto; sarebbe arrivato il momento però di riservare la dovuta attenzione e riconoscere finalmente i giusti meriti non solo agli Eldritch ma anche a tutti gli altri grandi musicisti metal nostrani, autentici patrimoni musicali della nostra penisola.

Track list:
1. Inside You
2. Tasting the Tears
3. Alone Again
4. Waiting for Something
5. Seeds of Love
6. The Trade
7. Something Strong
8. Don’t Listen
9. Iris
10. Love from a Stone
11. Clouds

Line-up:
Eugene Simone – Guitars, Vocals (backing)
Terence Holler – Vocals (lead)
John Crystal – Bass, Vocals (backing)
Raffahell Dridge – Drums
Rudj Ginanneschi – Guitars
Gabriele Caselli – Keyboards

ELDRITCH – Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Carnal Tomb - Abhorrent Veneration - death

Carnal Tomb – Abhorrent Veneration

I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

First Signal - Line Of Fire - rock

First Signal – Line Of Fire

Line Of Fire è una raccolta di canzoni dove rocciose parti hard rock, si alleano con linee melodiche di rara bellezza, raffinate ed eleganti, sapientemente ruvide ma, allo stesso tempo ruffiane tanto basta per spaccare cuori tra i rockers dai gusti melodici.

Deepshade - Soul Divider - rock

Deepshade – Soul Divider

I Deepshade esibiscono un sound personale, riescono nella non facile impresa di risultare a loro modo originali, pur lasciando che all’ascolto dell’album le loro ispirazioni facciano capolino dalle pareti del tunnel dai mille colori in cui si entra appena si preme il tasto play.