The Queen Is Dead Volume 248 – Shansylvania, Hollow Bone, Gat Osken – recensione

Gotico americano degli Shansylvania, post-metal sperimentale degli Hollow Bone e kraut psichedelico dei Gat Osken: tre dischi in The Queen Is Dead.
Shansylvania, Hollow Bone, Gat Osken

Tanti generi differenti, dal gotico americano al post-metal specialissimo, per finire con un duo strumentale che fonde psichedelia e kraut. 

 

Shansylvania

Shannon Provost, voce e anima degli Shansylvania, dopo una perdita tragica si rifugia in un mondo fatato e notturno che si costruisce da sé fin da bambina — e da quel rifugio, invece di sparire, tira fuori canzoni, personaggi, storie. Quando torna alla luce, ha costruito una band, un posto, un ciclo di canzoni. Chiamatelo folk oopera di Halloween, chiamatelo esorcismo, qualsiasi cosa sia, funziona. Il posto si chiama Shansylvania — bel gioco di parole, Shannon + Transylvania, e chi si lamenta del gioco di parole facile faccia pure, io apprezzo chi ha il coraggio dell’ovvio, e sta ad Athens, Georgia, che è una di quelle città dove il gotico americano è ancora ben presente. .

Il disco si chiama “MonstroCity” diciotto canzoni di folk rock, bluegrass, chamber pop, groove da ballo, testi taglienti e voci infestatissime. Registrato ai Chase Park Transduction di Athens con produzione di Andy LeMaster e con la Pack Way Handle Band al fianco: banjo, viola, violino, mandolino elettrico, e perfino un “owl” e degli “howls” in crediti, che già questo la dice lunga sull’umore dell’impresa. Le referenze che girano sono Fleetwood Mac e un certo prog alla Yes, e in effetti nella voce della Provost c’è molto di Stevie Nicks: supplichevole, sincera, con l’anima addosso.

Il punto è che qui il sovrannaturale è una maschera per parlare di lutto, solitudine e sfinimento emotivo, elaborare il dolore vestendolo da mostro, che poi è quello che è realmente. Un disco che attraverso l’oscurità cerca sempre la luce, con un suono molto americano e assai piacevole, un’opera musicale che trasuda passione ed amore per la musica e per la vita, gran bel disco.

SHANSYLVANIA -MONSTROCITY- STREAMING

SHANSYLVANIA -MONSTROCITY- TRACKLIST

  1. Intro- Welcome to MonstroCity
  2. Welcome to MonstroCity
  3. Intro – Supernatural Saloon
  4. Supernatural Saloon
  5. Intro – Haunted Hotel
  6. Haunted Hotel
  7. Skeleton Song
  8. Intro – Witches Waltz
  9. Witches Waltz
  10. Intro – When October’s Over
  11. When October’s Over
  12. Intro – Queen of Halloween
  13. Queen of Halloween
  14. Deadman’s Disco
  15. Intro – Spooky Lucy
  16. Spooky Lucy
  17. Intro – Midnight Moon
  18. Midnight Moon

 

HOLLOW BONE

Dopo un esordio omonimo del 2020, pubblicato da Hellbones e dreamingorilla, ecco il secondo atto degli Hollow Bone: “Onar”, fuori il 9 ottobre 2026 per Octopus Rising / Argonauta Records. ὄναρ, in greco antico, significa sogno, visione. E non è un titolo a caso: ogni brano del disco nasce da un sogno fatto da qualcuno della band. Il disco è costruito come un’unica esperienza di ascolto: i brani si inseguono senza soluzione di continuità, e la scrittura va molto oltre la canzone.

Post-metal, elettronica, downtempo, doom sperimentale: gli Hollow Bone non appartengono a nessun genere preciso e prefissato e questo, in tempi di etichette comode e sottogenere dietro l’angolo, è già un atto di resistenza. “Amigdala” apre come una vera e propria invocazione, lenta, onirica con le percussioni di Garof che accarezzano invece di colpire e chitarre post che si aprono a ventaglio; “Innocence” e “Meltdown” addensano il cielo; “Oceti”, “Presence of Eagles” e “Shasta” attraversano luoghi reali e sognati della geografia sacra di chi c’era prima dei cosiddetti americani, fino alla cicatrice finale di “Wounded Knee”, che non ha bisogno di spiegazioni per chi conosce la storia, e per gli altri.

Il suono è stratificato, complesso, profondamente atmosferico, e cresce per accumulo lento più che per crescendi facili: le onde energetiche si caricano, si scaricano e sono di nuovo lì. La dimensione visiva, con gli artisti Kurokawa Toru e Andrea Baldelli e la grafica di Francesca Papasodaro, completa un’opera pensata come un tutto, suono e immagine nella stessa tela.

In un mondo che ha smesso di sognare e ha pure smesso di ascoltare, “Onar” chiede entrambe le cose in una volta. E se avete la pazienza e il coraggio di dargliele, vi restituisce molto più di quanto chiede.

Recensione – HOLLOW BONE

 

HOLLOW BONE -ONAR- STREAMING

HOLLOW BONE -ONAR- TRACKLIST

  1. Amigdala
  2. Innocence
  3. Meltdown
  4. Oceti
  5. Presence of Eagles
  6. Shasta
  7. Wounded Knee

 

GAT OSKEN

“Baratri d’azzurro e pozzi di fuoco” su Terrain Vague è il debuto del duo strumentale pugliese Gat Osken, nato alla fine del 2024 e formato da Andrea Donvito e Costantino Temerario. Il nome deriva da Gat l’impalcatura di riferimento per l’improvvisazione dei solisti di tabla e sitar nella musica indiana, e Osken dal greco oskené, ovvero osceno, fuori di sé. I Gat Osken fanno musica strumentale molto particolare, costruita molto bene e con tanti elementi di puro stupore, melodie minimali tra chitarra e batteria che sono però di grande effetto.

Come ambienti musicali siamo dalla parti del post-rock, math rock oscuro e grandi aperture melodiche, ispirandosi alla psichedelia e al kraut, e per certi aspetti anche alla grande tradizione della musica indiana. L’effetto è assai gradevole e molto bello, le canzoni sono progressive, nel senso che si sviluppano seguendo un percorso non lineare e uscendo decisamente fuori dalla consueta forma canzone. La musica dei Gat Osken sprigiona un gran calore, una possente forza calma, una grande cura dei particolari derivante dal loro grande amore per la materia trattata.

In questi poco più di trentotto minuti il duo pugliese porta tantissime cose all’attenzione dell’ascoltatore, c’è la varietà e la bellezza di note libere, improvvisazioni che salgono al cielo in maniera armonica, catturate in presa diretta da Davide Fumai alla produzione, con un bellissimo lavoro artistico di Francesca Ammaturo, e con un booklet davvero speciale con illustrazioni in cianotipia di Rossana Signorile, il tutto confezionato con la stessa cura ed amore per la musica.

L’esperienza sonora di “Baratri d’azzurro e pozzi di fuoco” è molto in linea con il titolo, ascoltando questo debutto sonoro si aprono sotto e sopra di noi baratri di azzurro dove poter respirare, e stiamo vicini senza paura a grandi pozzi di fuoco, energia vitale che sprigiona forza. Un lavoro molto interessante per un duo al quale interessa suscitare emozioni attraverso una grande musica, composta e suonata con lo sguardo che volge in ogni direzione, per un grande risultato.

GAT OSKEN -BARATRI D’AZZURRO E POZZI DI FUOCO- STREAMING

GAT OSKEN -BARATRI D’AZZURRO E POZZI DI FUOCO- TRACKLIST

  1. Milonga negra (06:50)
  2. Raga of the indian fantails
  3. Terrain Vague
  4. A la guerre come à la guerre
  5. Fiore metallurgico
  6. Green streams

Disegnate da artisti underground, stampate in serigrafia in piccola tiratura. Ogni maglietta sostiene In Your Eyes Ezine, webzine indipendente dal 1999.

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Disegnate da artisti underground, stampate in serigrafia in piccola tiratura. Ogni maglietta sostiene In Your Eyes Ezine, webzine indipendente dal 1999.

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