Atmospheric black metal siderale, psichedelia stoner con ispirazione dai nativi americani e per chiudere uno dei migliori gruppi dell’underground italiano.
URNA
“The great jihad” su ATMF è il disco del ritorno per gli italiani Urna, uno dei gruppi estremi italiani migliori. Gli Urna ritornano a distanza di tredici anni dal precedente ” Mors principium est”, e ci riportano lontanissimo, nelle fredde distanze siderali dell’universo con questo disco dove ritornano a cantare in inglese, dopo essersi cimentati con il latino nelle opere precedenti. La peculiarità maggiore del suono degli Urna è quella di fondere perfettamente il black metal più visionario con il funeral doom, il suono del gruppo sardo tende all’infinito per saturazione, condensa con il suono tutti gli spazi emotivi disponibili, creando un senso fisico molto forte della loro musica, ascoltare ad esempio “Third of three” per capire cosa si intende, perché la musica suona sempre meglio di qualsiasi parola scritta.
La grande jihad è la lotta multi dimensionale che si consuma nello spazio e nelle dimensioni diverse dalla nostra, e attraverso vari portali strane vite o addirittura vibrazioni energetiche raggiungono altri lidi e combattono, perché la pugna è una delle poche certezze di quella che noi chiamiamo vita, ma che è vita solo per noi. Il gruppo sardo ha una maturità sonora e compositiva unica e qui al suo meglio, questo ritorno dopo tredici anni è tremendamente bello e devastante, un viaggio nella freddezza e nella non essenza dello spazio, uscendo da quella simulazione che stiamo vivendo.
L’incedere musicale degli Urna sposta le montagne, si immerge in acqua per poi esplodere verso l’alto, per ricongiungersi con qualcosa che sta al di sopra. La forza intensa e possente di “The great jihad” è data sia dalla potenza ma anche dalla lentezza densisssima di taluni passaggi per un disco che scava dentro e fuori, una ricerca continua di altro che non sia quello in cui pensiamo di credere. “The Great Jihad” introduce inoltre nuovi collaboratori nella formazione: Sibilans (Anamnesi, Simulacro) alla batteria e T (Sangue Nero) al basso.
L’album è stato registrato nel corso di diverse sessioni tra il 2014 e il 2025, tra l’Italia e il Regno Unito, per poi essere mixato e masterizzato presso il 322 Studio di MZ all’inizio del 2026, la copertina è stata realizzata da Francesco Gemelli. Opera oltre i nostri confini fisici e mentali.
URNA -THE GREAT JIHAD- STREAMING
URNA -THE GREAT JIHAD- TRACKLIST
Creator
01. First of Three
02. Second of Three
03. Third of Three
Created
04. The Great Jihad
05. Dream Death, Towards Rebirth
06. Four Levels of Infinite Splendour
ODONATA X-1
Gli Odonata X-1 vengono da Limoges, in Francia, e “Medicine Sound” su DDT/L’autre distribution è il loro terzo disco sulla lunga distanza dopo “Gravitational Perturbation” (2022) e “Cosmomega” (2024). Tanto per dare delle coordinate ci muoviamo fra stoner, doom e psichedelia di quelle che viaggiano, con un’anima progressive che non disdegna affatto i lunghi respiri.
Il gruppo è nato nel 2020 per volontà di Fabienne Albiac (chitarra e voce), raggiunta da Steff Tej (chitarra e voce) e dal batterista Stéphane Lhopiteau, e dal gennaio 2024 si fa chiamare Odonata X-1, un nome adatto per decollare verso l’alto.
“Medicine Sound” è un concept album dedicato ai Nativi americani, popoli ecologisti prima che esistesse la parola, il cui istinto di sopravvivenza si basa su un rispetto intransigente per l’ambiente naturale e la sua biodiversità. Gli Odonata X-1 raccontano la vita di quelle società prima dell’arrivo degli europei, con testi in inglese e in lingua lakota, e chi conosce un po’ la cultura lakota sa che “Taku Wakan”, titolo del brano che chiude il disco, è il modo di indicare il sacro, il mistero che abita tutte le cose.
Cinque brani lunghi per quasi quaranta minuti di musica che si definisce da sola: stoner e psichedelia di grana fina, visioni musicali che prendono forma fra distorsioni arrotate e lunghe aperture strumentali, un disco da ascoltare in un’unica soluzione, lasciandosi trasportare. Gli Odonata X-1 riescono nella difficile impresa di coniugare momenti introspettivi e vette epiche, con quella psichedelia soulful che è la loro firma, uno stoner psych planetario che deve molto all’amore dichiarato per la psichedelia, la scena cosmica e uno certo stoner e che infatti trascina, ipnotizza, crea trance che portano ben oltre.
Il gruppo di Limoges diventa una specie di sciamano guaritore che ci porta nell’etere uscendo dalla nostra dimensione per guarirci.
In un mondo incapace di rallentare uno stile di vita che lo porta alla propria rovina, “Medicine Sound” è anche un invito a fermarsi e a ricordare il legame spirituale tra umanità e natura che abbiamo dimenticato. E la splendida copertina, che racchiude benissimo lo spirito del disco, è opera della chitarrista Fabienne Albiac. Suono che cura e che rigenera il nostro spirito.
ODONATA X-1 -MEDICINE SOUND- STREAMING
ODONATA X-1 -MEDICINE SOUND- TRACKLIST
- Eagle 06:11
- Land 04:28
- Mother 09:53
- Tribe 09:35
- Taku Wakan 06·38
TENEBRA
“A Death Chant'” è il nuovo EP dei Tenebra, in uscita il 9 ottobre 2026 per New Heavy Sounds, con un’edizione vinile limitata e numerata a mano disponibile solo sul Bandcamp della band.
I Tenebra sono una di quelle band da seguire attentamente, e questo EP ce fa riscoprire sotto una luce completamente diversa. Il quartetto di Bologna, formato nel 2017 da Silvia Feninno alla voce, Emilio Torreggiani alla chitarra e ai sintetizzatori, Claudio Troise al basso e Claudio “Mesca” Collina alla batteria, dopo averci regalato con “Gen Nero” e soprattutto con il bellissimo “Moongazer”, quello del 2022 con Gary Lee Conner degli Screaming Trees come ospite, con un suono proto metal, hard rock e psych blues, qui cambia strada, e lo fa con una libertà assai notevole e molto indicativa sulla forza creativa di questo gruppo.
Tre tracce, tre capitoli dedicati al tema della morte e della sua accettazione, registrate e missate dal vivo insieme a Bruno Germano al Vacuum Studio e masterizzate da Carl Saff. Qui la band fa largo uso di sintetizzatori, strumenti acustici e manipolazione del suono, e il risultato è un lavoro che si allontana deliberatamente dalla loro consueta traiettoria musicale, avventurandosi in territori avant-garde, sperimentali, psichedelici ed elettronici, ma mantenendo quella potenza e quella personalità che sono il marchio di fabbrica dei Tenebra.
In questo EP c’è amore per la musica e coraggio puro: poche band avrebbero il fegato di prendere la propria cifra stilistica e metterla in discussione proprio adesso che le cose funzionano, usando strumenti che non impiegano di solito per dare vita a un’atmosfera diversa, aliena, che sa di trapasso e di accettazione. Ma i Tenebra fortunatamente sono questo: una band libera, senza padroni, che fa la musica che ha in testa, in qualsiasi direzione essa la porti.
L’EP anticipa il nuovo album ‘The Black Fanfare’, previsto per il 2027, e chissà quale sarà la prossima tappa di questo viaggio. La morte non è solo la fine, ma un nuovo inizio.
TENEBRA -A DEATH CHANT- STREAMING
TENEBRA -A DEATH CHANT- TRACKLIST
- Death Chant (06:38)
- Drugs Are Overrated (01:53)
- Tell Me What You See (05:22)










