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Recensione : Rings Of Saturn – Ultu Ulla

Band come i Rings Of Saturn sono irrimediabilmente destinate a dividere pubblico e critica, tra chi li idolatrerร  come geni indiscussi e chi invece nella loro musica, a tratti tecnica in modo esasperato, troverร  solo freddo estremismo senza emozioni.

Rings Of Saturn - Ultu Ulla - metal

Band come i Rings Of Saturn sono irrimediabilmente destinate a dividere pubblico e critica, tra chi li idolatrerร  come geni indiscussi e chi invece nella loro musica, a tratti tecnica in modo esasperato, troverร  solo freddo estremismo senza emozioni.

La veritร  come sempre sta nel mezzo, vero รจ che questa nuova parte del concept fantascientifico creato da Lucas Mann e compagni ed intitolato Ultu Ulla (in sumero Tempo Immemore) nulla aggiunge e nulla toglie al sound fin qui proposto dal gruppo della Bay Area, giunto ormai al quarto lavoro in otto anni.
Il genere proposto dagli anelli di Saturno รจ un deathcore/djent tecnicissimo, composto da tonnellate di potenza estrema, da ottime parti progressive (i momenti acustici stemperano la tensione prima che vi esploda il supporto digitale tra le mani) e da un’inumana violenza: รจ cosรฌ che, a brani che spingono agli applausi, dando a Cesare quel che รจ di Cesare (una tecnica individuale eccelsa), se ne avvicendano altri in cui la sola fredda esecuzione lascia poco o niente all’ascoltatore.
Concept fantascientifico, musica estrema devastante, potenza espressa al limite dell’umano, ma se il gruppo statunitense vuole descrivere guerre e pericoli in arrivo da altri pianeti, ci riesce solo a tratti: troppe sono le note lanciate all’impazzata contro l’ invasione nelle varie Servant Of This Sentience, Immemorial Essence o The Macrocosm, aperta da un suggestivo arpeggio acustico e poi torturata dalla tempesta spaziale in atto (ma pur sempre la traccia piรน riuscita e progressiva dell’album).
Saranno pure i nuovi eroi dell’alien deathcore (come amano definirsi), ma se vi piace farvi spaventare da oscure trame fantascientifiche e terrificanti alieni, nel black hole creato nello spazio esiste giร  un mostro devastante e minaccioso … e si chiama Mechina!

Tracklist
01. Servant of this Sentience
02. Parallel Shift
03. Unhallowed
04. Immemorial Essence
05. The Relic
06. Margidda
07. Harvest
08. The Macrocosm
09. Prognosis Confirmed
10. Inadequate

Line-up
Lucas Mann – Guitars, Bass, Synth
Ian Bearer – Lyrics, Vocals
Aaron Stechauner – Drums
Miles Dimitri Baker – Guitar

RINGS OF SATURN – Facebook

https://www.youtube.com/watch?v=Dmu3zjmkJZ0

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