Recensione : Razz – Nocturnal

I Razz fanno parte di quei gruppi che riescono a vivere in un limbo musicale, prendendo spunto dai loro più noti predecessori, ma giocandosi tutto su un paio di canzoni per poi finire nel compitino.

Razz - Nocturnal - rock

Il rock suonato fuori dal circuito della musica dura, e figlio dell’indie e dell’ alternative, con il post davanti a rock, o a dark o a wave, a seconda di chi si avvicina alle opere in questione, potrà continuare a fare la voce grossa sui canali satellitari, ma in generale risulta poca cosa, tutto uguale e noiosissimo, cercando di risultare intellettuale senza riuscire ad avere un minimo di personalità come i mostri sacri del passato.

Appunto quella maledetta parola (post) davanti ad un genere o sottogenere è diventato il modo per camuffare lavori bruttini cercando a tutti i costi di dargli un tono ed avvicinarli a quei gruppi che all’alternative del decennio ottantiano hanno amalgamato, con maestria e talento, dark rock e new wave (Editors) o indie (Interpol).
Il post punk degli anni ottanta ha lasciato in eredità tanto, ma sembra che pochi nel genere ne abbiano approfittato, lasciando il compito ad un singolo di tirare album di cui tra pochi mesi nessuno si ricorderà.
I Razz fanno parte di quei gruppi che riescono a vivere in un limbo musicale, prendendo spunto dai loro più noti predecessori, ma giocandosi tutto su un paio di canzoni per poi finire nel compitino.
Nocturnal, appunto, dovrebbe avvicinare la band al sound dark ed intimista degli Editors, invece frena dopo un paio di brani e si mette in fila, lasciando che l’ascoltatore aspetti invano uno scrollone nel songwriting.
Il singolo Paralysed e poi un paio di tracce nelle quali le atmosfere alternano un buon uso dell’elettronica e sfumature indie rock (Another Heart Another Mind, Let It In Let It Loud) accompagnate dalla voce di Niklas K,eiser, chitarrista e singer leggermente monocorde, fanno di Nocturnal un lavoro sufficiente ma nulla più, peccato.2

Tracklist

1.Paralysed
2.Trapdoor
3.Could Sleep
4.Another Heart/Another Mind
5.Silver Lining
6.Step, Step, Step
7.By & By
8.Lecter
9.Let It In, Let It Out
10.If There Was A Light
11.Breathe In

Line-up

Niklas Keiser – vocals, rhythm guitar
Steffen Pott – drums, backing vocals
Christian Knippen – lead guitar, backing vocals
Lukas Bruns – bass

RAZZ – Facebook

COMPRA LE NOSTRE MAGLIETTE

shirt shop

Per supportare la tua fanzine preferita !

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Carnal Tomb - Abhorrent Veneration - death

Carnal Tomb – Abhorrent Veneration

I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

First Signal - Line Of Fire - rock

First Signal – Line Of Fire

Line Of Fire è una raccolta di canzoni dove rocciose parti hard rock, si alleano con linee melodiche di rara bellezza, raffinate ed eleganti, sapientemente ruvide ma, allo stesso tempo ruffiane tanto basta per spaccare cuori tra i rockers dai gusti melodici.

Deepshade - Soul Divider - rock

Deepshade – Soul Divider

I Deepshade esibiscono un sound personale, riescono nella non facile impresa di risultare a loro modo originali, pur lasciando che all’ascolto dell’album le loro ispirazioni facciano capolino dalle pareti del tunnel dai mille colori in cui si entra appena si preme il tasto play.