iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Mudbath – Brine Pool

Brine Pool vede nuovamente i Mudbath alle prese con la loro interpretazione del genere, ondeggiante tra pulsioni più estreme, prossime allo sludge, e passaggi più ariosi e rarefatti riconducibili al post metal.

Mudbath -  Brine Pool - metal

I Mudbath si ripropongono con un nuovo full length a due anni dal primo, Corrado Zeller, grazie al quale hanno attirato su di loro una certa attenzione da parte dei cultori della scenda post doom/metal.

Brine Pool vede ancora gli avignonesi alle prese con la loro interpretazione del genere, ondeggiante tra pulsioni più estreme, prossime allo sludge, e passaggi più ariosi e rarefatti riconducibili al post metal: per mia indole non posso nascondere che li preferisco di gran lunga allorché irrobustiscono le loro partiture, specialmente quando, con la conclusiva Fire, vanno a sfiorare il funeral doom con un finale davvero memorabile.
Anche l’inziale Burn Brighter, traccia nervosa e ricca di cambi di ritmo ed umori, brilla di luce propria, mentre sia End Up Cold che Seventh Circle si rivelano episodi maggiormente nella norma ed in linea con le consuetudini stilistiche in uso; più interessanti, allora, la breve sfuriata dissonate di Zone Theory ed il delicato approccio acustico di Rejuvenate.
Non c’è alcun dubbio sul fatto che i Mudbath siano una band di notevole valore, perché in diversi momenti dell’album si mostrano segnali incontrovertibili in tal senso, ma resta il problema dell’inclusione in una corrente stilistica che ormai appare priva di sbocchi se la competenza tecnica e compositiva non viene affiancata dalla volontà di svincolarsi da un modus operandi consolidato, ma che non riesce più a sorprendere .
I due brani posti alle estremità di Brine Pool dimostrano ampiamente di che pasta siano fatti questi ragazzi francesi, ai quali chiederei personalmente di spingere con più convinzione sul versante doom del loro sound, ma è ovvio che si tratta di un esortazione derivante da un gusto del tutto soggettivo, perché chi predilige il post metal la penserà senz’altro in maniera diametralmente opposta, probabilmente anche apprezzandone molto di più l’operato.

Tracklist:
1. Burn Brighter
2. End Up Cold
3. Seventh Circle
4. Zone Theory
5. Rejuvenate
6. Fire

Line up:
Marco – Bass
Luke – Drums, Vocals
Flo – Guitars
Mika – Guitars, Vocals

MUDBATH – Facebook

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

GRAZIE A TUTTI

Come preannunciato all’inizio dell’estate, l’attività di MetalEyes è cessata ufficialmente dal 31 agosto con la pubblicazione dell’ultima recensione. Il sito rimarrà comunque online ancora per

Esogenesi - Esogenesi - metal

Esogenesi – Esogenesi

I quattro lunghi brani, inframmezzati da un breve strumentale, testimoniano in ogni frangente lo spessore già ragguardevole raggiunto dagli Esogenesi al loro primo passo, sicuramente non più lungo della gamba in quanto preparato con tempi debitamente lunghi come si conviene a chi si dedica ad un genere per sua natura antitetico a tutto ciò che appare frettoloso o superficiale.

GAME OVER

A poco meno di 3 anni dal momento in cui MetalEyes ha mosso i primi passi è arrivato il momento di mettere la parola fine

Saint Vitus - Saint Vitus - metal

Saint Vitus – Saint Vitus

Il Saint Vitus bis è un album che non offusca affatto il mito ma semmai lo rafforza senza far rimpiangere più di tanto i fasti del secolo scorso.