Recensione : Hardbone – Tailor-Made

Un album che certamente farà saltare come pazzi i fans di Rose Tattoo e Krokus e ovviamente Ac/Dc: certamente derivativo, ma questo è il genere e da qui non si scappa.

Hardbone - Tailor-Made - rock

Il rock’n’roll nella sua forma più ruvida e hard trovò molti anni fa negli Ac/Dc l’espressione più fulgida e di maggior successo, ancora oggi osannata negli stadi dove almeno tre generazioni si radunano ogni estate per il consueto e diciamolo, ormai stantio, rito con i fratelli Young come sacerdoti.

Per gli amanti dei suoni hard rock’n’roll la storia ha donato almeno una manciata di altre band che, sulla scia dei canguri australiani, ha reso immortale un genere magari ripetitivo, ma assolutamente adrenalinico.
Rose Tattoo, Krokus, ZZ Top ed ultimamente Airbourne, sono i gruppi più conosciuti e che hanno provato in epoche diverse a contrastare l’assoluto dominio della band dello scolaretto diabolico, ma la scena conta centinaia di gruppi che si cimentano nelle note nate dalla sua Gibson.
Una di queste sono i tedeschi Hardbone, gruppo di Amburgo attivo da una decina d’anni e con tre album alle spalle che, in questo tipo di musica dal divertimento assicurato, si specchia.
Ad iniziare dal timbro vocale del vocalist Tim Dammann, simile a Brian Johnson e a tutti i suoi figli d’ispirazione, alle ritmiche che viaggiano sulla Highway To Hell più famosa del rock e quell’irresistibile spruzzata di blues, la band torna con Tailor-Made, un ennesimo esempio di hard rock, sanguigno, ruvido, ignorante e senza fronzoli.
Jack che entra nelle chitarre, il ronzio dell’energia elettrica che tenta di liberarsi, ed alla prima nota siamo ancora una volta travolti da una serie di brani dedicati al dio del rock, che ai suoi fedeli chiede sudore, energia, chorus liberatori a lui dedicati in un’orgia di puro divertimento tra seni sudati, whiskey versato in boccali da litro di schiumosa birra tedesca e palchi incendiati al suono dell’opener No Man’s Land, della trascinante Blood From Hell, di Cannon Ball e When It Come Down To It.
In conclusione, un album che certamente farà saltare come pazzi i fans dei gruppi nominati, con in testa la storica band australiana: certamente derivativo, ma questo è il genere e da qui non si scappa, it’s only rock’n’roll.

TRACKLIST
1. No Man’s Land
2. It’s A Man Thing
3. Tailor-Made Woman
4. Blood From Hell
5. What’s Going On
6. Cannonball
7. When It Comes Down To It
8. We’re All Gonna Die
9. Barfly
10. Tear It Up

LINE-UP
Tim Dammann – Vocals
Sebastian Kranke – Lead Guitar
Tommy Lindemann – Rhythm Guitar
Tim Schwarz – Bass
Benjamin Ulrich – Drums

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