Due ristampe di una grande band americana thrash metal, un nuovo disco della Extreme Chaos e poi in Irlanda per un disco bellissimo.
EVILDEAD
“ANNIHILATION OF CIVILIZATION”
Ottima ristampa con bonus tracks del debutto discografico uscito nel 1989 “Annihilation of civilization” degli americani Evildead, da parte della Steamhammer. Gli Evildead sono stati fra la fine degli ottanta e l’inizio degli anni novanta fra i migliori gruppi thrash metal e crossover degli Usa e del mondo, e il perché lo si può ampiamente ritrovare in questi due dischi. Il suono degli Evildead è sempre stato molto particolare, il loro thrash metal ha sempre avuto un qualcosa di progressivo e di molto ben strutturato, le composizioni hanno un ampio respiro e come in una rigogliosa giungla il groove ricopre tutto.
Questo album di debutto uscì in un momento nel quale nell’industria discografica il grunge stava cominciando ad andare per la maggiore, e il thrash metal stava cominciando a declinare leggermente e il debutto degli Evildead alzò di molto il livello. “Annihilation of civilization” è un debutto molto al di sopra delle righe, e che possiede tutte le peculiarità del suono di questo gruppo. Il disco fu registrato con il contributo di Cacey McMakin ai Music Grinder Studios di Los Angelese, e lo stesso chitarrista John Garecia, che suonerà poi con Body Count e Agent Steel, ammette la grande forma del gruppo in quel periodo, e il risultato è un thrash metal crossover con alcuni elementi di speed metal, il tutto di altissimo livello e con un groove che ruppe parecchi colli e lo continua a fare.
Il suono di questo disco è qualcosa che stupisce ancora ai nostri giorni, e lo fa ancora di più grazie a questa ristampe remasterizzata e ampliata, dato che contiene anche un ep andato fuori stampa che contiene anche un ottimo rifacimento di “Rise above” dei Black Flag. Moltissimi seguaci del gruppo volevano questa ristampa ed è finalmente arrivata, e questo disco ha un suono magnifico anche ai giorni nostri, non è affatto solo gloria del passato. Una nota particolare sui testi molto interessanti e che sono ancora, purtroppo, di grande attualità.
“THE UNDERWORLD”
Ristampa anche del secondo disco del 1991 “The underworld” degli Evildead, sempre da parte della Steamhammer, etichetta originale dell’uscita. Il disco esce due anni dopo il debutto e vede la produzione di Warren Croyle ai Sound City Studios di Van Nuys, in California. Il suono di questa seconda opera è leggermente mutato rispetto al primo disco, c’è una maggiore profondità di suoni e le soluzioni sonore si dilatano, si accentua il lato progressive del gruppo pur mantenendo un ottimo thrash metal. La peculiarità del suono era anche il risultato dell’uso di un banco mixer analogico Rupert Neive, che rende molto bene il calore e la forza del thrash metal crossover degli Evildead.
Questa seconda avventura discografica mostrò al mondo di cosa erano capaci questi ragazzi californiani, è una prova di grande valore e si fa ascoltate molto bene, anzi suona molto meglio di tanti dischi thrash metal attuali. La potenza, la varietà e l’incedere degli Evildead in questo disco sono ancora una guida per chi vuole approcciare al meglio questi generi. Come bonus tracks ci suono due versioni inedite dal vivo di “Darkness” e “The hood registrate nel 1992 e che mostrano la bravura anche in concerto di questo gruppo.
Gli Evildead con questi due dischi, ora ristampati rimasterizzati ed ampliati dalla Steamhammer, tracciarono un solco differente nella strada del thrash metal, portando novità ed un piglio differente, per una carriera di tutto rispetto, e questi due dischi sono due pietre miliari di un certo suono tipico di quella congiuntura storica, e che non si fermava al thrash metal ma andava oltre, e qui si può ascoltare molto bene tutto ciò.
DOGMA
Nuova uscita in casa Extreme Chaos che coproduce questo disco con Despise The Sun, Art In The Brain, Kraempus, SyroGxExTx, Wrong Disks, Zero Produzioni, il gruppo si chiama Dogma come il debutto discografico. Il suono di questo gruppo è un black\death primordiale, sporco e marcio, sembra un gruppo di morti che suonano dalle loro catacombe, con una frequenza che proviene da un’altra dimensione. Come tutte la altre uscite della Extreme Chaos, questo disco è puro metal senza compromessi, oscurità senza luce, corsa senza respiro, pietre che schiacciano i sopravvissuti, morte che incombe.
I Dogma sono formati da ex membri di Intolerant, Morbo, Sepent Ritual e Burial gruppi totalmente underground, e qui si sono riuniti per fare caos Nihil Void ai canti, Unconventional Defected Uranium Contaminator alle sei corde, Antihuman War Machine vecchia conoscenza al basso e S. alle pelli.
Registrato fra Venezia e Roma questo disco è un capolavoro di black\death sepolcrale senza compromessi, i suoni sono curati e cesellati per creare disagio in chiunque non ami profondamente queste sonorità malvagie, questo male messo in musica. Ennesima meravigliosa produzione per questa etichetta che stra formando una scena sempre più clamorosa, il debutto dei Dogma uscirà in digitale e in vinile con un’edizione limitata di 333 copie.
THE DEADLIANS
E ora qualcosa di totalmente differente rispetto ai dischi precedenti, ecco i dublinesi The Deadlians con “Rid the land of greedy toads” che esce per Dimple Discs. Questo secondo album del gruppo irlandese ci mostra un gruppo che fa irish punk misco a folk e psichedelia, un groove minimale ma molto potente che ti entra in testa e non ti molla più, un incedere fra disagio e grande musica, un disco che stupisce come da tempo non succedeva, assuefatti a tutti o quasi i suoni possibili.
Questo gruppo irlandese destò già un notevole successo almeno in patria con il debutto “Watch Out! Here Come The Deadlians”, lavoro che ha posto le fondamenta per questo disco. In questa seconda opera troverete un suono unico e totalmente originale, un irish punk con molti elementi folk, ma messi assieme in maniera non comune, almeno non nel modo nel quale siamo abituati.
La miscela sonora dei The Deadlians è nuova, fresca, minimale e molto narrativa, il loro suono ti colpisce fin dal primo ascolto, anche perché le loro basi musicale vengono dalla tradizione dell’isola di smeraldo e sono molto forti. Il gruppo dublinese è stato messo dalla stampa specializzata a capo della cosiddetta nuova scena neo-trad folk, ovvero una nuova ondata di folk declinato in maniera diversa, e questa definizione non si allontana molto dalla realtà.
Ovviamente c’è molto di più rispetto alle definizioni che possiamo dare, c’è quel senso di sofferenza irlandese che pochissimi musicisti sanno cogliere veramente e che non ‘ mai stato colto da quel noto gruppo irlandese di due lettere capitanato da un bastardo profittatore di nome Bono Vox. In questo bellissimo disco ci sono moltissime cose, e su tutte la poesia musicale di una terra che non smette mai di stupire e che tira sempre fuori cose speciali, perché è essa stessa speciale ed unica come la sua gente.










