Columns

Il nostro modo di dire la nostra: pensieri spesso sconclusionati, ma veri che emozionano.

NOSOUND RELEASE PARTY/VINCENT CAVANAGH (ANATHEMA) DJ set/UNALEI, 26 OTTOBRE 2018, WISHLIST CLUB, ROMA

La Dark Veil Productions è orgogliosa di presentare il prossimo 26 Ottobre presso il Wishlist Club di Roma il release party dei Nosound. La band capitolina guidata da Giancarlo Erra, da anni nome di punta della prestigiosa Kscope, sta per pubblicare il suo nuovo studio album dal titolo “Allow Yourself” e lo presenterà in anteprima al pubblico romano, che beneficerà inoltre di una Signing Session con gli Artisti e del sorteggio di Vip Pass che consentiranno l’accesso speciale al soundcheck ed al backstage. Il Wishlist ospiterà inoltre una esposizione delle fotografie astronomiche di Giancarlo Erra che hanno spesso arricchito i booklets degli album Nosound. Ma non è tutto! La serata sarà ulteriormente impreziosita dalla featuring di un artista che non ha bisogno di presentazioni: Vincent Cavanagh, membro fondatore degli Anathema. La già esistente e bella collaborazione artistica fra gli amici Giancarlo e Vincent ha visto come atto naturale l’invito rivolto all’artista di Liverpool a partecipare alla serata. Vincent ci sarà per alcune sorprese che chi verrà scoprirà e, evento nell’evento, regalerà al pubblico uno speciale DJ set composto di brani da lui stesso selezionati. Ad aprire, l’esibizione in acustico di Unalei, promettente progetto post-rock del talentuoso polistrumentista romano Federico Sanna giunto all’imminente pubblicazione del suo terzo album. EVENTO FB https://www.facebook.com/events/672240716496454/

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Doom Heart Fest. II con Evadne, Tethra, Lying Figures e The Holeum - Live Report

Doom Heart Fest. II con Evadne, Tethra, Lying Figures e Holeum

Doom Heart Presenta: Doom Heart Fest. Vol.II con: Evadne Tethra Lying Figures The Holeum -The One- Piazzale Pietro Gobetti Presso il centro commercial l’Agorà Cassano d’Adda (MI) Contributo artistico 10€ (con 1 consumazione inclusa) A rivestire il ruolo di Headliner della seconda edizione del Doom Heart Fest. sarà un gruppo che manca dai palchi italiani da qualche anno, autore nel 2017 dell’album-capolavoro “A Mother Named Death”, terzo full length in quindici anni di carriera. Arrivano dalla Spagna i maestri del Doom/Death melodico che affonda le sue radici nella disperazione e nei più profondi abissi dell’animo umano. Signore e Signori, ecco a voi gli Evadne! Dopo il successo di critica e pubblico del loro ultimo splendido album “Like Crows for the Earth”, tornano con il loro Melancholic Doom/Death, sul palco del The One, gli italianissimi e talentuosi Tethra. Break acustici, assoli che faticherete a dimenticare e melodie che vi condurranno nel mondo a tinte fosche raccontate dalla voce del carismatico frontman Clode. Direttamente da Nancy, Francia, a volte melodici, a volte brutali, ma sempre pesanti e opprimenti. Il melodic doom/death ad alto tasso di tensione emotiva dei Lying Figures è ispirato all’arte e alla musica, al cinema e alla letteratura. Da Saturnus a Katatonia, da David Lynch a John Carpenter, da Edgar Allan Poe a Lovecraft, attraverso Silent Hill e Alice nel paese delle meraviglie, la band dispiegherà su di voi un universo in cui la follia e il mal de vivre balleranno insieme. Arriva dall’assolata Spagna il combo che, con il suo ipnotico e aggressivo ambient Sludge Doom/Post Metal a tinte fosche, aprirà questo evento. Ma chi sono gli Holeum? Holeum è correlato alla materia oscura che forma i buchi neri nell’universo, Holeum non è un buco nero, ma i buchi neri sono formati da Holeum. Questa è l’idea da cui estraggono il loro concetto ed essi rappresentano una visione sonora e cosmica del sublime.

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Sleaze it Up Festival: il 29 settembre la prima edizione dell’evento targato Black Dog Booking

E’ con estremo orgoglio che Black Dog Booking annuncia la prima edizione dello “Sleaze It Up Festival”, un evento esclusivo di musica Sleaze, Hard Rock, Glam che si svolgerà sul bellissimo palco del Dedolor Music Headquarter di Rovellasca (CO) il prossimo 29 Settembre 2018. Il bill, rigorosamente tutto Italiano, ha come headliner gli Hungryheart, band di punta dell’AOR made in Italy che quest’anno ha festeggiato i dieci anni di rilascio del disco di esordio. Sarà parte del festival anche un’altra band storica dello sleaze/glam italiano, i fiorentini Jolly Rox, altra band con più di dieci anni di carriera alle spalle. Completeranno il bill i Kissing Venus, Paul Audia (il cui ultimo disco è stato registrato a Los Angeles con Billy Sheehan e Matt Starr dei Mr Big), X-Plicit ed Alchemy. >. Apertura porte ore 19:00 Line Up e orari di esibizione: ALCHEMY ► 20:00 X-PLICIT ► 20:40 PAUL AUDIA ► 21:20 JOLLY ROX ► 22:00 KISSING VENUS ► 22:45 HUNGRYHEART ► 23:45 Ingresso €12 inclusa consumazione. Evento facebook: https://www.facebook.com/events/731048983910209/ www.blackdogbooking.com edoardo.giovanelli@tanzanmusic.com Comunicazioni generali: www.tanzanmusic.com info@tanzanmusic.com

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Bojack Horseman Stagione 5 - Columns

Bojack Horseman Stagione 5

Bojack Horseman Stagione 5: Per chi scrive anche quest’anno metà settembre non equivale a un “ritorno a scuola”, nè tra i banchi (da un bel po’ orma…

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Negli Abissi del Fato: l'epopea dei Manilla Road - Retrospettive

Negli Abissi del Fato: l’epopea dei Manilla Road

La recente scomparsa di Mark Shelton (1957-2018), voce e chitarra dei Manilla Road, immensa e storica cult band, impone – non solo agli appassionati ed ai conoscitori – una adeguata opera di ricostruzione e di ripensamento circa quanto da lui magnificamente realizzato con la sua band, nel corso di oltre quattro decenni. I Manilla Road nascono nel Kansas, a Wichita nel 1976. Inizialmente, vista l’epoca, sono influenzati dal classico hard rock americano, ma subito mostrano, per precisa volontà di Shelton, il proposito di forgiare uno stile personale, che possa permettere di individuarli in maniera precisa, tra i moltissimi colleghi d’oltreoceano. La formazione, un trio, è composta, oltre che da Shelton, dal fedele bassista Scott Park e dal batterista Rick Fisher. Tra il 1977 ed il 1978, il gruppo si fa conoscere attraverso le sue infuocate esibizioni dal vivo, per lo più nei locali del suo stato d’origine. Nel 1979, la band entra in sala di registrazione, per incidere un nastro, i cui pezzi, all’insegna di un hard prog molto potente e d’ispirazione fantascientifica, vanno a far parte, di lì a breve, del mini-LP Invasion (pubblicato nel 1980, dalla Roadster), forte dei primi classici: la spaziale Far Side of the Sun, che oltrepassa gli otto minuti, la breve ma eroica Centurian War Games, la suite di quattordici minuti The Empire. Sempre nel 1979, in dicembre, il combo di Shelton suona nella sua città natale: la testimonianza su compact di quel concerto uscirà, per la Shadow Kingdom, nel 2010, con il titolo After Midnight: solo cinque brani, ma Pentacle of Truth, Chromaphobia e Herman Hill già lasciano il segno e fanno intravedere i futuri giorni di gloria, plumbei ed affascinanti, come il fuoco che alimentava secoli fa il crogiolo degli alchimisti. Nel 1981, i Manilla Road registrano quindi il più oscuro e tenebroso Mark of the Beast, permeato di influenze vagamente sabbathiane e tra le primissime realizzazioni del nascente US metal. Il disco, rimasto allora inedito, verrà pubblicato solo moltissimi anni dopo, dalla Monster (che, insieme alla Rockadrome, ha ristampato anche classici dimenticati di Winterhawk, Sorcery, Poobah, Jerusalem, Saint-Anthony’s Fyre, Ashbury, Militia, Anvil Chorus, Full Moon e Legend, tra gli altri). Materiali da Mark of the Beast si ritrovano oggi anche in Dreams of Eschaton, raccolta doppia di inediti live e studio, risalenti tutti al periodo 1979-1981 dei Manilla Road, fatta uscire recentemente dalla sempre benemerita HR Records. In questa prima fase del loro percorso artistico, i Manilla Road cominciano a dare corpo al loro stile epic metal. La cosa emerge soprattutto dall’ascolto di Metal (1982) e Crystal Logic (1983). Canzoni quali Enter the Warrior, Defender (da quel momento parola magica per ogni true metal fan), Queen of the Black Coast, Cage of Mirrors, la tetra Necropolis, Flaming Metal System e l’evocativa Veils of Negative Existence segnano un’epoca ed aprono una strada, incarnando attraverso il pentagramma gli scenari della tradizione guerriera di matrice sword and sorcery – quella per capirci di scrittori del calibro di Robert Erwin Howard (il creatore tra gli altri di Conan il Barbaro e Kull di Valusia), Lyon Sprague de Camp, Lin Carter e Fritz Leiber – fatta di maghi e sortilegi, spade e incantesimi, torri e contrade medievali, draghi e mostri da combattere. E’, di fatto, l’invenzione di un genere, per nulla pacchiano o autoindulgente, in anticipo sui Manowar. Una terra altra per tutti coloro che avvertono il disagio della realtà e il bisogno spirituale di evaderne verso altri mondi.   Intanto, la creatura di Shelton partecipa alla raccolta US Metal III, curata da Mike Varney, e tramite un tour statunitense in compagnia di Krokus e Ted Nugent vede crescere la propria fama. Nel 1984, l’arrivo del nuovo bassista Randy Foxe sposta l’asse ritmico dei Manilla Road verso lidi più veloci: ne è la prova il capolavoro Open the Gates, più moderno nel suono, puro come cristallo di roccia, vero grande classico a cavallo tra speed ed epic metal. Forte anche di un’ottima produzione, il disco è il primo della band a venire distribuito anche in Europa, grazie alla francese Black Dragon. Al LP viene inoltre allegato un extended play di dodici pollici e sedici minuti in tutto. Lo stile elaborato da Open the Gates – che, tramite pezzi come Metalstrom, la title-track, la cosmica Astronomica, Fires of Mars, The Ninth Wave, le antesignane del fantasy metal The Road of Kings e Hour of the Dragon, dà voce musicale e narrativa a leggende arturiane e miti nordici – si trova confermato dai due lavori successivi: The Deluge (1986) e Mystification (1987). Il primo è consacrato al diluvio biblico ed ai misteri e terrori del mare, con tracce splendide, quali Shadow in the Black, Isle of the Dead, Eye of the Sea, Taken by Storm (che apre la via al pirate metal dei Running Wild), The Drowned Lands e la più inquietante Hammer of the Witches, traduzione in musica del Malleus Maleficarum (1484) degli inquisitori domenicani Sprenger e Kramer. Il secondo disco è, invece, un omaggio al grande Edgar Allan Poe: un brano come Masque of the Red Death, tratto appunto dal racconto La Maschera della Morte Rossa (portato sugli schermi, negli anni Sessanta, da Roger Corman, con la fotografia barocca di Nicholas Roeg) è altamente rappresentativo ed emblematico in tal senso, ma non sono da meno la iniziale Up From the Crypt, Children of the Night, Haunted Palace e Dragon Star, tutte intrise d’una suggestiva atmosfera esoterico-occulta e neo-gotica. Perché anche questo è dark-sound, la cosa non va mai dimenticata. Nell’estate del 1988 esce poi Roadkill, una raccolta dal vivo che conferma i MR al massimo della forma pure sul palcoscenico. Dopo Poe, Lovecraft. Dal solitario di Providence e dalla sua saga di orrore fantascientifico, il colto e raffinato Shelton tra l’ispirazione letteraria per Out of the Abyss, apparso nel 1989 per la Leviathan e capace di affiancare al solido verbo dell’epic metal inattese ma opportune aperture thrash. Return of the Old Ones – i Grandi Antichi di HPL, appunto – è il brano-simbolo del disco. Nondimeno echi lovecraftiani risuonano altresì in From Beyond e A Touch of Madness, pezzi forti (insieme a Book of Skelos ed alla mitologica The Prophecy) del successivo capitolo in studio: The Courts of Chaos, pubblicato nel 1990. Intanto, il messaggio musicale dei MN veniva in parte raccolto ed aggiornato dai floridiani Iced Earth. Il primo progetto solista di Shelton – prima cioè dei più dark Hellwell e di Obsidian Dreams – vide la luce nel 1991, intitolato The Circus Maximus, ma pubblicato ancora a nome Manilla Road. Mark, evidentemente, sperava con questo disco di far finalmente raggiungere al proprio gruppo la meritata notorietà, anche al di fuori dei confini americani. Purtroppo, il 1991 fu l’anno in cui i Metallica, con il pur buono black album, tradirono il thrash, messo in crisi – insieme a epic, speed e class metal – da Nevermind dei Nirvana e dall’avvento della moda alternative. Quasi nessuno si accorse pertanto di The Circus Maximus, ispirato all’antica Roma e ai suoi fasti gladiatorii, e si aprì, per tutto l’heavy più classico e tradizionale, una crisi decennale. Vittima dell’indifferenza generale, Shelton si ritrovò costretto a sciogliere temporaneamente i Manilla Road, in attesa di tempi migliori. Questi vennero al principio della nuova decade, che vide come sappiamo letteralmente una rinascita di ogni branca – epic metal incluso, dunque – della nostra musica. I Manilla Road tornarono così alla grandissima, nel 2001, con Atlantis Rising, che, edito dalla Iron Glory, attingeva in quattro libri – quattro suite, di fatto – tanto ad Atlantide e Lemuria, quanto alle leggende scandinave ed a Tolkien. Un vero classico moderno, si potrebbe dire. Le fortezze nascoste, i castelli imponenti e misteriosi ed i duelli all’ultimo sangue furono, già dalla bella copertina, gli elementi che fornirono la trama a Spiral Castle, uscito nel 2002, per la nostrana Black Widow. Ormai Mark aveva ritrovato la sua originale vena creativa. O, se si vuole, ri-creativa (di miti, leggende e tradizioni arcane e ancestrali, provenienti dal Grande Passato, rese con un metal roccioso e stentoreo, elegante ed all’occorrenza sepolcrale, enfatico e magniloquente). Anche Gates of Fire (stampato dalla Battle Cry, nel 2005) non fu di certo da meno: tre complesse ed articolate trilogie, che guardavano questa volta, oltre che alle gesta dei re (un leitmotiv ricorrente nell’universo dell’epic metal e dei Manilla Road in particolare), ai Giganti del racconto biblico e dell’archeologia spaziale, nonché alle antiche virtù dei combattenti di Roma e Sparta. Nel 2007 apparve nei negozi il mini Clash of Irons, split dal vivo registrato l’anno prima, giusto per riempire il vuoto temporale in attesa della nuova fatica dei MR. La My Graveyard Production – nel 2008 – si incaricò di licenziare il fantastico Voyager, con cui Shelton e compagni (dalla rinascita vi fu una autentica girandola di musicisti nella line-up dei Manilla) si misuravano, questa volta, con le storie vichinghe e norrene, nonché con il fascino dell’ignoto, racchiuso negli oceani solcati secoli fa dai drakkar dei navigatori nordici. Ottimi sono stati pure i due lavori successivamente

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SHOULDERCRUSHER METAL FEST IV

Per il quarto anno consecutivo torna lo SHOULDERCRUSHER METAL FEST, il festival più rumoroso del Val di Noto, questa volta in partnership con Tifone Crew. Come simbolo dell’unità siciliana (e non) sotto la musica, lo Shouldercrusher si dividerà in tre serate e tre location diverse, ospitando band provenienti dalle varie province isolane. Il primo appuntamento è fissato per il 31 agosto 2018 in Piazza Mediterraneo a Marina di Modica (RG) con BuiOmegA, Saint Helens Project, Trilobite e Wildfire per una serata all’insegna della heavy music nelle sue diverse sfumature, simbolicamente portata nel contesto inusuale della piazza di una località balneare siciliana. La piazza è circondata da locali in cui poter servirsi di food & beverage. Saranno presenti all’evento i motoclub Gladiatores, Bandidos e Motosicilia. Di seguito tutti i dettagli e il flyer, con artwork a cura di Foco Rojo. SHOULDERCRUSHER METAL FEST IV pt. 1 W/ WILDFIRE [Hard rock/glam metal, Ragusa] https://www.facebook.com/wildfirerock/ TRILOBITE [Death metal, Modica (RG)] SAINT HELENS PROJECT [Thrash/groove/death metal, Modica (RG)] – Debut show! https://www.facebook.com/sthelensproject/ BUIOMEGA [Post/black/doom metal, Catania] https://www.facebook.com/buiOmegametal/ 31.08.2018 H 20.00 Piazza Mediterraneo, Marina di Modica (RG) Powered by Shouldercrusher Team – Comune di Modica – Tifone Crew Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/248683749224463/ Tifone Crew: https://www.facebook.com/tifonecrew/ E-mail: tifonecrew@gmail.com Shouldercrusher Metal Fest: https://www.facebook.com/shouldercrusher/

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Torneo Di Calcio Antirazzista A Savona 2018 - Columns

Torneo Di Calcio Antirazzista A Savona 2018

«Diamo un calcio al razzismo». Con questo slogan nasce la squadra di calcio popolare savonese «One Love Fc», che riunisce «giocatori» di lingue diverse, uniti dalla fratellanza. Domenica 19 agosto, insieme ad altre sette squadre, si sfideranno nel torneo antirazzista all’interno della Festa dell’Anpi provinciale, in ricordo di Hayet Maatoug, dalle 14,30 alle 20,30 al campo sportivo Levratto Zinola.

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