Recensione : Afterglow – Afterglow

Se vi piace l'alternative che sa essere raffinato, questo è l'album che fa per voi.

Afterglow  -  Afterglow - Recensioni Rock

Nel rock alternativo degli ultimi vent’anni, le due correnti principali, quella statunitense e quella britannica, hanno fatto il buono e cattivo tempo marchiando a fuoco l’industria discografica, sia mainstream che underground ed influenzando miriadi di band in tutto il mondo.

Parliamoci chiaro, anche nel rock, come nel metal per esempio, c’è poco da inventare e l’originalità continua ad essere una chimera, addirittura paragonabile ad una femme fatale che porta alla rovina chiunque cerchi o crede di aver tra le mani il suo cuore e la sua anima.
Così, alla fine i buoni album sono quelli che, chiaramente influenzati dalla opere passate, interpretano il genere con la giusta dose di personalità ed ottime canzoni e non è poco, in anni nei quali chiunque, aiutato dalla tecnologia, in poco tempo può formare una band ed uscire con album che durano lo spazio di un singolo su YouTube.
I triestini Afterglow, nati nel 2010 e con una buona esperienza live alle spalle, licenziano il loro primo lavoro omonimo, una raccolta di brani che miscela sapientemente il rock alternativo d’oltreoceano al brit pop: niente di nuovo, come detto, ma la band ha dalla sua un ottimo songwriting e le canzoni, trascinate dal notevole e personale singer Guglielmo Cock, ne escono vincenti, tra melodia ed elettricità, eleganza pop ed irruenza rock.
Alcuni brani davvero notevoli spiccano in una scaletta che non ha riempitivi, composta da canzoni ora sognanti (Fallen) , ora grungizzate (Misread), alternative e moderne (Nettle), a tratti scritte in funzione delle doti del vocalist (Quicksands), ora chiaramente ispirate alla band che, più di altre, esce allo scoperto tra le note del lavoro, ovvero i Creed (la bellissima Tell Me).
Afterglow è un album riuscito, un esordio da ascoltare facendo vostri gli umori e le molte sfumature che la band, con buona maturità, trasmette: le chitarre si sentono, sanguigne e ruvide quando i brani lo richiedono (Christian Krejner e Davide Falconetti) e coadiuvate nel loro operato dal basso e dal drumkit di Marco Boschian e Andrea Badodi.
Se vi piace l’alternative che sa essere anche raffinato, questo è l’album che fa per voi.

Tracklist:
1.4th Step
2.Fallen
3.Go Fuck Yourself
4.Misread
5.Nettle
6.One By One
7.Quicksands
8.Tell Me
9.The Blindfold Down
10.Time

Lin-ep:
Guglielmo – Lead Vocal
Christian – Guitars
Davide – Guitars & Backing Vocals
Marco – Bass
Andrea – Drums

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