Recensione : Saints Trade – Robbed In Paradise

"Robbed In Paradise" è costruito intorno ad una manciata di ottimi brani, colmi di anthem e gustosamente melodici, e risulta così un ascolto obbligato per i fan dell'hard rock classico.

Saints Trade  -  Robbed In Paradise - Recensioni Rock

Quando si parla di hard rock è facile, di questi tempi, confondere quelle che sono le sonorità classiche provenienti dagli anni ottanta con i suoni moderni, ipervitaminizzati, ma che con il genere hanno poco a che fare: chiaro che, per chi scrive, hard rock è un sinonimo che viene in aiuto per spiegare al lettore di turno per definire suoni grintosi e potenti, a volte dimenticando le peculiarità per cui una band viene descritta come appartenente al genere del quale i bolognesi Saints Trade sono ottimi paladini.

Nata nel 2009, la band ha già pubblicato un primo lavoro autoprodotto (“A Matter Of Dreams” del 2012) ma, soprattutto, ha avuto l’onore di aprire al festival di Fleetwood per i Ten di Gary Hughes, evento poi che ha fornito la spinta definitiva all’incisione l’album di debutto.
Prodotto da Roberto Priori, già al lavoro sul primo album, Robbed In Paradise vede la partecipazione in veste di ospiti dello stesso Priori, del tastierista Pier Mazzini dei Perfect View, e di Tommy Denander alla sei corde (già al lavoro con Paul Stanley, Toto, Alice Cooper, Robin Beck e House Of Lord).
Il disco offre undici canzoni di hard rock ottantiano, che vanno dalla tradizione british a quella a stelle strisce, dalle ritmiche clamorose e trascinanti, colme di ritornelli facilmente memorizzabili e di quella vena melodica tipicamente AOR, con l’alternanza di atmosfere e vibrazioni in una tempesta di suoni dall’appeal elevatissimo.
Partendo dalla prima, graffiante, To The Light, dalle ritmiche che portano alla mente i fratelli Young in prestito ai Van Halen di Sammy Hagar, si passa facilmente al clima arioso creato dai tasti d’avorio di Feel The Fire, ottimo esempio di AOR style.
Inside è il tipico brano da arena rock (Tommy Denander lo impreziosisce con la sua chitarra), con riffone cadenzato supportato da un’ottima prova della calda voce di Santi Libra, seguito da Like A Woman e da California all’insegna del puro hard rock, due brani dal flavour statunitense con la seconda, in particolare, dal refrain irresistibile.
Dopo la ballad Dreams Running Wild si torna a rockare alla grande con Rock’n’Roll Man, solo smorzata dalla seconda ballad semiacustica Into Your Eyes, lasciando per ultima la canzone più moderna del lotto, quella The Game dalle ritmiche colme di groove che sembra guardare ad un futuro prossimo, laddove potrebbero aprirsi nuovi orizzonti per una band dalle ottime potenzialità.
Robbed In Paradise è costruito intorno ad una manciata di ottimi brani, colmi di anthem e gustosamente melodici, e risulta così un ascolto obbligato per i fan dell’hard rock classico.

Tracklist:
1.To The Light
2.Feel The Fire
3.Inside
4.Allied
5.Like A Woman
6.California
7.Dreams Running Wild
8.Siria (Dawn Breaks In)
9.Rock’n’Roll Man
10.Into Your Eyes
11.The Game

Line-up:
Joana Lachkova – Drums
Claus – Guitars
Santi Libra – Vocals
Matteo Angelini – Bass Guitar

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