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Recensione : Thoughts Factory – Lost

Esordio con il botto per i Thoughts Factory che sfidano i maestri del prog metal superandoli grazie ad un album eccellente.

Thoughts Factory   -  Lost                       - Recensioni Metal

Eccolo qui l’album prog metal che non ti aspetti!

Ora che le band prog finalmente tendono a tagliare il cordone ombelicale che li lega ai vari Dream Theather e Symphony X, i tedeschi Thoughts Factory scalano una marcia, si affiancano ai suddetti, fanno le beffe e via, sverniciano i loro ultimi dischi sfidandoli sullo stesso terreno, pareggiandoli in tecnica ma battendoli sul campo in fatto di songwriting: tutto ciò si realizza grazie alla freschezza compositiva unita a buone idee, ad una sufficiente dose di personalità ed alla capacità di riprodurre emozioni sonore e non mero virtuosismo fine a se stesso.
E sì che i cinque musicisti tedeschi tecnicamente sono molto bravi: sotto l’approccio metallico si portano dietro, nel loro viaggio musicale,un fagotto colmo di prog settanti ano che mettono al servizio di otto brani bellissimi, gioia anche di fan magari orientati verso le sonorità più classiche.
Sven Schornstein, alle tastiere, è il top player del combo con una prova maiuscola, i suoni che escono dai suoi tasti sono sempre eleganti, mai invadenti; un musicista raffinato che riesce sempre a tenere in perfetto equilibrio la musica del gruppo, anche quando si accelera per raggiungere traguardi più metallici.
Gli altri membri della band, invero, non sono da meno: il vocalist Marcus Becker, capace di ben figurare in tutti i passaggi del disco, Markus Wittmann, chitarrista dotato che regala solos in linea con il saper fare di John Petrucci, mentre la sezione ritmica, composta da Bernd Schönegge (basso) e Chris Maldener (Drums), asseconda e accompagna con una prova perfetta tutte le varie atmosfere che si vivono sull’album.
Si fanno notare nella tracklist tre perle che superanno i dieci minuti di durata, dove la band da sfoggio di tutte le sue qualità: The Deep Forest, Voices From Heaven, stupendo brano dove la band dal fagotto estrae suoni e umori tra Yes e hard rock settantiano per quella che e’ indubbiamente la migliore canzone del lavoro, e la conclusiva Death Of A Dream, la più vicina al teatro del sogno, ma comunque sempre molto espressiva e di un’eleganza non comune, che poi è la maggiore qualità dei Thoughts Factory.
In conclusione, esordio con il botto per la band tedesca che fornisce lo spunto per una riflessione: quando si ha dalla propria il talento, in qualsiasi genere, anche il più inflazionato, non si può far altro che emergere sicuramente in termini qualitativi, aspetto che purtoppo non va di pari passo con quella popolarità che band come questa meriterebbero.

Tracklist:
1. Awakening
2. The Deep Forest
3. Despeation
4. Light
5. Voices From Heaven
6. No Way Out
7. The Mire
8. Death of a Dream

Line-up:
Bernd Schönegge – Bass
Chris Maldener – Drums
Markus Wittmann – Guitars
Sven Schornstein – Keyboards
Marcus Becker – Vocals

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