iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Whisperz – Whisperz

Ottimo esordio omonimo dei romani Whisperz con un heavy metal dalle tinte oscure, sulle tracce dei migliori Iced Earth.

Whisperz   -   Whisperz - Recensioni Metal

Finalmente giungono all’agognato esordio i romani Whisperz, band attiva già dal 2004, ma attraversata da innumerevoli vicissitudini che ne hanno minato l’attività per anni, ritardando così l’inizio della loro avventura nel mercato discografico.
Così, dopo vari assestamenti di line-up, la band trova un nuovo cantante ma, soprattutto, un periodo tranquillo, durante il quale firma per la Revalve e conclude il lavoro sull’album d’esordio.
Il lavoro, in uscita nei primi mesi di quest’anno, è un gran bell’esempio di heavy metal dagli innumerevoli spunti thrash, molto tecnico e dalle atmosfere drammaticamente oscure, strutturato su un songwriting che deve molto al metal classico statunitense, a partire dai Metal Church e dagli Iced Earth, passando per i Nevermore più tecnici e atmosferici,senza la lezione della britannica vergine di ferro.
Sugli scudi in tutto il lavoro le due asce tra le mani dei bravissimi Massimiliano Maggi e Leonardo Olasio, assecondati dalla sezione ritmica, precisa come un orologio svizzero, a cura del bassista Marco Di ianni e del drummer Enrico Bagnato; due parole in più vanno spese per Flavio Falsone,vocalist di razza, bravissimo nei brani tirati, che dimostra di essere il cantante giusto per la band: la sua performance sarebbe stata da lode se in qualche frangente, quando i ritmi tendono a scemare, non risultasse un pò forzato.
L’album si apre con il riff maideniano di Mr. Nothing e ci si ritrova al cospetto di una band capace di sciorinare cavalcate metal, assoli tecnicissimi, replicati anche nella sucessiva Malicious Intent, che lascia poi spazio alla riuscitissima Violent Seeds, dove gli Iced Earth di “The Dark Saga” escono prepotentemente dai solchi di un brano notevole.
The Cage, song più classica nel suo incedere, rimanda all’heavy metal maideniano, mentre un piccolo capolavoro risulta Outcast, con la sua alternanza di quiete squarciata da momenti di robusto andamento metallico e impreziosita da riusciti assoli chitarristici.
L’album risulta così un ottimo esempio di metal suonato con maestria dai Whisperz (complimenti alla Revalve per averci creduto), i quali, lasciati alle spalle i problemi del passato, avranno finalmente la possibilità di togliersi le meritate soddisfazioni.

Tracklist:
1. Mr. Nothing
2. Malicious Intent
3. Violent Seeds
4. The Cage
5. My Asylum
6. Outcast
7. Dusty Road
8. Bloody Eyes

Line-up:
Flavio Falsone – Voce
Massimiliano Maggi – Chitarra
Leonardo Olasio – Chitarra
Marco Di Ianni – Basso
Enrico Bagnato – Batteria

WHISPERZ – Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Carnal Tomb - Abhorrent Veneration - death

Carnal Tomb – Abhorrent Veneration

I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

First Signal - Line Of Fire - rock

First Signal – Line Of Fire

Line Of Fire è una raccolta di canzoni dove rocciose parti hard rock, si alleano con linee melodiche di rara bellezza, raffinate ed eleganti, sapientemente ruvide ma, allo stesso tempo ruffiane tanto basta per spaccare cuori tra i rockers dai gusti melodici.

Deepshade - Soul Divider - rock

Deepshade – Soul Divider

I Deepshade esibiscono un sound personale, riescono nella non facile impresa di risultare a loro modo originali, pur lasciando che all’ascolto dell’album le loro ispirazioni facciano capolino dalle pareti del tunnel dai mille colori in cui si entra appena si preme il tasto play.