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Recensione : D.a.m. – Tales Of The Mad King

Disco consigliatissimo agli amanti del genere, con quel tocco death che rende il tutto un pò più cattivo e se vi piacciono sia i Rhapsody sia i primi In Flames date loro una chance, non ve ne pentirete.

D.a.m.  -  Tales Of The Mad King - Recensioni Metal

Arrivano dal Brasile i D.A.M., al loro secondo album, e propongono un death/power sinfonico, epico, a tratti influenzato dall’heavy metal di stampo maideniano.

Le tastiere sono le protagoniste di questo lavoro, così come la voce in growl che, in qualche occasione, viene accompagnata da cori puliti classicamente power. Il disco è piacevole, tra melodie rhapsodiane, riff di scuola Maiden e ritmiche power teutoniche; le song sono tutte mediamente riuscite ed il lavoro non stanca.
I D.A.M. fondamentalmente ricordano gli In Flames di “Colony”, chiaramente molto più sinfonici, unico paragone forse possibile con la matrice death che si riduce quasi esclusivamente all’uso della voce.
Il disco parte in sordina, con due brani abbastanza ordinari (Beyond the Mist e Avalon),per poi crescere col passare dei minuti arrivando a Crusader’s Quest, brano dal ritmo cadenzato, epicissimo, con finale da power song davvero riuscita.
Path to Victory, dal sound tastieristico in stile Nightwish, si trasforma in un pezzo alla In Flames, mentre la bellissima Excaliburn è symphonic power tra Stratovarius, In flames e ancora Nightwish, con il growl a rendere la song da “battaglia” oltre che, a mio parere, il brano più riuscito del disco.
Quando le tastiere prendono il sopravvento i brani acquisiscono una marcia in più, anche se non mancano le song di stampo chitarristico, infarcite di riff maideniani come in The Mourning for Your Absence…, dove le accelerazioni, così come le cavalcate in doppia cassa, non mancano.
Sword in the Stone, con al microfono Fabio Lione sarebbe un classico brano Rhapsody, così come la title-track, dove le tastiere hanno un suono più moderno, per poi prendere in mano il pezzo con degli assoli riuscitissimi.
Bravissimo Guillerme de Alvarenga, assoluto protagonista dell’album, a suo agio tra synth e tastiere, e se questo lavoro avesse goduto della produzione stellare di certi album europei, avrebbe fatto il botto, anche se siamo nella media delle produzioni indipendenti.
Disco consigliatissimo agli amanti del genere, con quel tocco death che rende il tutto un pò più cattivo e se vi piacciono sia i Rhapsody sia i primi In Flames date loro una chance, non ve ne pentirete.

Tracklist:
1. Beyond the Mist
2. Avalon
3. Lost Kingdom
4. Battlefield
5. Crusader’s Quest
6. Path to Victory
7. Excaliburn
8. The Oath of Death
9. The Mourning for Your Absence…
10. The Wizard’s Oracle
11. Sword in the Stone
12. Tales of the Mad King

Line-up:
Guillerme de Alvarenga – vocals,synths,keys
Edu Megale – guitars

D.A.M. – Facebook

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