Quattro dischi che vengono direttamente dal meglio dell’underground italiano, quattro modi differenti di vivere e celebrare la musica indipendente.
IBERLINO
Nati a Bologna e attivi da anni nella scena indipendente, gli iBerlino (collettivo guidato da Mirko Di Francescantonio e Fabio Pulcini) tornano con il loro quinto album, “Canzoni di fine estate”, appena uscito lo scorso 9 ottobre per LaBiondaRecords. Dodici brani nati nell’arco di sei anni, un lavoro che non cerca scorciatoie commerciali, ma scava con pazienza nel cantautorato, fondendolo con sfumature di folk, trip hop ed elettronica.
Non ci sono pose o discorsi metafisici in questo disco, solo la concreta e a volte cruda necessità di raccontare storie vere. Si passa dal terremoto dell’Aquila (“Via della Ricostruzione”) alla partigiana Flora Monti (“Io del bosco non ho paura”), toccando temi di cronaca e folklore come la vicenda di Riace o un lutto familiare, il tutto con un equilibrio sonoro che mette l’ascoltatore a proprio agio, pur non risparmiando emozioni forti. Gli iBerlino incarnano ciò che di meglio si possa trovare nell’indie italiano odierno, ovvero concretezza, melodia e una scrittura che si fa poesia semplice ma straordinaria.
È un disco sulla fine di una stagione, ma anche sulla maturità di chi ha scelto di raccontare il mondo con onestà, lasciando che siano le note a parlare più forte delle parole.
La musica spiega sempre meglio delle parole, infatti questa recensione è solo un invito ad ascoltare, a farsi un’opinione propria, che è la cosa più importante come sempre.
Dopo questi dodici brani, vi sentirete un po’ più leggeri, o forse più consapevoli, ma sicuramente più liberi, i testi degli iBerlino sono molto politici nel senso più pieno ed importante del termine.
Un lavoro delicato, elegante e prodotto con cura, che conferma gli iBerlino come una delle realtà più autentiche e interessanti del panorama indipendente italiano. Buona fine estate (se mai finirà questa estate).
IBERLINO -CANZONI DI FINE ESTATE – STREAMING
IBERLINO -CANZONI DI FINE ESTATE – TRACKLIST
- Quel che resta
- Alla fine di ogni notte
- Le ombre che danzavano (una festa a Treglio) – ft. _TheNoise_
- Via della Ricostruzione (storia di Onna)
- Fantasmi transumare
- Madre di tutti i figli (per Riace)
- Le terre di A. (storia di un venditore di strada)
- Lòm a Mêrz – ft. Morloi
- La polvere di paradiso (storia di Antonio e Roberto)
- Io del bosco non ho paura (storia di Flora) – ft. Flora Monti & Elettra
- Cammina, sposa rossa
- La barca di San Vito (storia di fine estate)
HUNTER FATIMA
“Guilty pleasures” è l’ep d’esordio del pugliese Hunter Fatima, chitarrista, musicista totale, produttore e tanto altro. Sei pezzi che suonano freschissimi, senza barriere, guidati da chitarra e suoni distorti il giusto per un risultato molto apprezzabile e assai divertente. Questo progetto autoprodotto è nato nel 2024 e vede ora il suo debutto discografico, Hunter fonde pop e rock, chitarre dure e melodie bellissime, elettronica e testi italiani molto interessanti.
La direzione è ovunque, non ci sono preclusioni, nemmeno quella di essere orecchiabile, cattivo e super rock allo stesso tempo. In queste canzoni ci sono ritornelli che ti si piantano in testa come nella iniziale “Fallimenti”, davvero bella e che è un preludio a ciò che verrà. Disillusione, amicizia, difficoltà, insomma la vita vista con un ottica mai ovvia, qui c’è in ogni momento dell’ep qualcosa che colpisce l’ascoltatore. Hunter lavora tanto per far sembrare facile ciò che non lo è affatto, come nel singolo “Bpm!”, che è un pezzo pazzesco anche e soprattutto nella sua semplicità.
Come dice lo stesso Hunter Fatima questo più che un ep d’esordio è un vero e proprio mixtape, per la sua spontaneità, forza ed urgenza. Come detto sopra il lavoro di Hunter Fatima è stato tanto, e ciò gli ha causato problemi, perché il vero processo creativo non è mai indolore, anzi. Il risultato è un mixtape rock e pop, forte, potente e che parla al cuore e alla mente in maniera molto importante. “Guilty pleasures” è proprio quello che dice il titolo, un insieme di piaceri colpevoli, ma davvero lussuriosi.
Hunter Fatima pone il suo nome sulla mappa e ci fa sentire una delle migliori opere degli ultimi tempi del panorama underground italiano, un disco che ha molte chiavi di lettura ed una grande profondità, tanto quanto è immediato e in faccia. In tutte le fasi il talento di Hunter Fatima è stato aiutato da musicisti di talento come Danilo De Candia, Luca Giannotti, Gilberto Bufi e Michele Valente del collettivo Crooked Waves.
HUNTER FATIMA -GUILTY PLEASURES- STREAMING
HUNTER FATIMA -GUILTY PLEASURES- TRACKLIST
- – FALLIMENTI
- – BPM!
- – N.ON V.ERBAL C.OMMUNICATION
- – mtv ha chiuso i canali il 31 dicembre
- – QUANTO COSTA?
- – TI AMO ED È PROPRIO PER QUESTO CHE LA PANCIA MI FA MALE
RED RED FLAMINGO
A un anno di distanza da “Sugarland”, torna ad affacciarsi sulle scene Red Red Flamingo, al secolo Daniele Pertosa, uno degli artisti più interessanti emersi dal sottobosco musicale di Monopoli e dintorni. Con questo nuovo EP intitolato “TESTAROSSA”, l’artista non si limita a strizzare l’occhio a influenze 60’s, britpop e psichedeliche, ma costruisce un universo sonoro elegante e viscerale. È la dimostrazione lampante che dalla provincia e dalla passione vera possono nascere dischi che sono piccoli capolavori, fatti di luci basse, stanze semivuote e quella certa aria di mistero che solo chi ha davvero qualcosa da dire sa creare.
Musicalmente parlando, “TESTAROSSA” è un lavoro che non si lascia ingabbiare in un unico genere. Si muove con estrema libertà tra incursioni garage, atmosfere noir e momenti spogli e intimi, procedendo per scene e cambi di luce. Il gruppo riesce benissimo nell’intento di farci immergere in un paesaggio in cui il tempo sembra dilatarsi, grazie a una produzione curata in ogni dettaglio da Fabrizio Semerano, presenza centrale e già collaudata, e un mix affidato alle mani esperte di Paolo Palmieri (con alcuni interventi di Peppe Petrelli e Pietro Caramelli).
Il suono è pieno, caldo e mantiene intatto il carattere fisico degli strumenti, senza mai scadere nel semplice e sterile esercizio nostalgico.
Le sei tracce sono sei tasselli di una stessa notte osservata da angolazioni diverse, e funzionano come veri e propri stati emotivi differenti.
Dal punto di vista dei testi, l’EP parla di attrazione, intimità e delle contraddizioni che attraversano i rapporti contemporanei, senza mai essere banale o scontato. Red Red Flamingo preferisce abitare le zone di confine, tra desiderio e disillusione, raccontando il presente attraverso suoni che sembrano provenire da un altro tempo ma che sono tremendamente attuali.
Distribuito digitalmente da Artist First per la label/collettivo Dischi Uappissimi, “TESTAROSSA” è un lavoro che certifica quanto la scena indipendente italiana abbia ancora fame, cuore e sudore da offrire. Questi 17 minuti e 35 secondi di pura musica vissuta, pensata e suonata con strumenti veri vanno ascoltati a volume alto, lasciandosi trasportare.
Ascoltatelo, perché progetti così, con questa visione e questa cura, sono il motore che tiene in vita la vera musica underground. Un disco granitico nella sua coerenza, che fotografa perfettamente lo stato di forma e il fermento della scena alternativa pugliese nel 2026.
RED RED FLAMINGO -TESTAROSSA- STREAMING
RED RED FLAMINGO -TESTAROSSA- TRACKLIST
- White Lies
- Velvet
- IYCMN
- Midnight
- DAN-A-MITE
- Me x you.
BODAH
“Ver sacrum” di Bodah per Trulletto Records è il secondo disco del progetto del musicista pugliese Marco Meledandri (PUS – The Apulian Blues Foundation). Il disco si ispira al fondamentale e bellissimo libro “Storia notturna” di Carlo Ginzburg, e proprio come quel libro la musica di Bodah viaggia nella notte, vede e sente spiriti, esplora dimensioni differenti in un continuo ma calmo mutamento. Bodha è un folk misterioso, un gotico italiano che è insito in ogni metro quadrato delle terre nelle quali siamo cresciuti e che abbiamo provato a seppellire, ma è sempre lì con noi.
Come Ginzburg nel suo libro analizzava i sabba e la stregoneria ed oltre, qui Bodah ci porta in dimensioni che non sono le nostre ma che ogni tanto entrano nella nostra e soffiano sollevando un pulviscolo eterno, intersecandosi con noi ma rimanendo ben separati. In questo disco la musica diventa mistero, sacralità altra, una ricerca continua, i suoni sono ricercati e cesellati in maniera molto fine ed importante, c’è un lavoro sonoro immenso che produce un risultato sciamanico, un sabba altro.
“Ver sacrum” è un titolo azzeccatissimo, dato che in questo lavoro c’è una visione radicalmente diversa della nostra realtà. Musica senza fretta, musica che diventa un mezzo per andare oltre, quasi come se gli Earth avessero deciso di vagare per le buie campagne pugliesi di notte e di raccontare per musica cosa hanno visto e sentito. Marco attraverso Bodah ci parla di cose antiche in maniera molto chiara, anzi nella maniera più chiara possibile, facendoci andare dentro certe sensazioni senza tempo.
Un disco delicato e forte al contempo, una di quelle rarissime opere di vero gotico italiano, di una bellezza immensa e senza tempo. Da ascoltare e riascoltare senza fine. Menzione particolare per la magnifica copertina e per l’interno del disco ad opera di Rossella Mercedes.
Recensione : Bodah – Nessun Incubo Per Il Sole
BODAH -VER SACRUM- STREAMING
BODAH -VER SACRUM- TRACKLIST
- Cigno
- La Fanciulla con gli Occhi di Cobra
- L’Ora Notturna
- I Voli Estatici di Andras Baartha
- Kreznik Blues
- Tema per il Vampiro
- Buskeller
- Lacrimatus Sanguis Delibatur










