MORF 2026: a Diano Marina la musica indipendente cambia forma

Sabato 22 agosto al Molo delle Tartarughe di Diano Marina torna il MORF: Puglia, Artichokes, Amiata, Fiesta Alba e Mood, più la nuova sezione visiva MOV.

morf 2026

Sabato 22 agosto al Molo delle Tartarughe cinque progetti che non stanno comodi dentro nessuna casella — e il MOV, la nuova sezione dove le immagini salgono sul palco.

Ci sono festival che nascono già vecchi, con la formula stampata addosso e la paura di cambiarla. Poi c’è il MORF, che in tredici anni ha cambiato nome, format, città e perfino idea di sé stesso, e continua a esistere proprio per quello. Sabato 22 agosto 2026 torna al Molo delle Tartarughe di Diano Marina con cinque progetti che non stanno comodi dentro nessuna casella, e con una novità che allarga il campo oltre il palco.

Partiamo dall’anagrafe, perché serve a capire il resto: il MORF nasce nel 2013 ad Arma di Taggia come Movin’ On Rock Festival, concorso per band emergenti. Poi lo stop del 2019 e del 2020, poi la ripartenza, poi l’accorciamento del nome — che è anche una dichiarazione: niente più “rock” nell’insegna, perché la linea non è più il genere ma l’attitudine. Cambiare forma, appunto.

La line-up

Si apre con due progetti a chilometro zero, imperiesi. Puglia è il nome d’arte di Marco Puglisi: percorso partito dalla passione per il disco e passato attraverso post-punk, emo, powerpop ed elettronica, con una ricerca chitarristica che negli anni si è spostata verso il ritmo e verso strutture più larghe, tenendosi volutamente alla larga dalle soluzioni facili. Gli Artichokes sono invece un trio cresciuto in riva al mare che lavora sull’equilibrio fra distorsioni aggressive e sognanti, basso in evidenza, poche parole e molta sostanza strumentale: dieci anni di attività, due dischi autoprodotti (A Wish Is… nel 2015 e Flashbulbs nel 2021) e concerti in Italia, Francia, Ungheria, Cechia e Lettonia. Roba che il punk di provincia lo fa sembrare una cosa seria, come in effetti è.

Con gli Amiata si entra in un territorio più stratificato: il poeta jugo-ticinese Marko Miladinovic, il polistrumentista e fonico Marco Guglielmetti (Infesta, Concetta Spaziale, Pussywarmers, Badalamenti’s Quest) e il compositore e cantante Matteo Simonin (Die Gans, Achtung Bashung, Mouche à Merde). Il loro esordio Alti Eldoradi (2024) tiene insieme l’acid rock dei Doors, il post-punk dei The Fall, l’avanguardia degli Area e la cifra obliqua di Alfredo Cohen. Un impasto che sulla carta non dovrebbe reggere e invece regge.

I Fiesta Alba arrivano da Roma con la tavolozza più larga della serata: Battles, King Crimson, I Hate My Village, Kae Tempest, Adrian Sherwood, Sons of Kemet, e poi Eno, Steve Reich, Fela Kuti. Ne esce math rock, punk, poliritmie africane, looptronica, dub, hip-hop e drum’n’bass, tenuti insieme dal ritmo e da un’identità rigorosamente strumentale. Dal vivo suonano mascherati alla lucha libre, due chitarre, basso e violino, drum machine, voci campionate e proiezioni sincronizzate: una cosa fisica, da guardare oltre che da ascoltare.

Chiudono i Mood, duo modenese di Daniele Maini e Francesco Molinari, in giro dal 2010 con il motto “no stage, best stage” — cioè suonare in mezzo alla gente, non sopra. Dopo l’omonimo del 2015 (Upupa Produzioni / Fooltribe) e Out Loud del 2017 (con To Lose La Track e Irma Records), sono fermi da otto anni sul fronte discografico: il tempo è servito a spostare il progetto verso una dimensione elettronica che guarda a Caribou, Bicep e Chemical Brothers, con l’ingresso delle voci e testi di matrice pop. Uscire dalla comfort zone senza perdere la botta: vedremo dal vivo com’è andata.

MOV: quando le immagini salgono sul palco

La novità 2026 si chiama MOV, sezione dedicata all’incrocio fra musica e arti visive. Non un blocco a parte, ma tre interventi alternati ai live, così che la componente visiva diventi parte del ritmo della serata. Si comincia con The Art of – Il Cerchio e le Gocce, viaggio nelle culture underground, nella street art e nel graffiti writing, musicato da R.M & The Imaginative Orchestra. Si prosegue con la performance audiovisiva di Drogo @ RE_koba duo e si chiude con Xover, progetto del musicista e performer cagliaritano Danilo Casti.

Ci piace sempre sperimentare qualcosa di nuovo. Il nostro festival, con tutti i suoi cambiamenti, nei momenti esaltanti come in quelli difficili, è diventato uno dei più longevi del suo genere in questo territorio. Ogni volta cerchiamo di aggiungere un qualcosina di nuovo, magari anche piccolo, ma che possa in un certo senso caratterizzare in maniera unica la rassegna.

Andrea De Thomatis e Anthony D’Aguì — presidente e fondatore del MORF

Soddisfatto anche il Comune, che patrocina:

Per la seconda volta ospitiamo qui a Diano Marina un evento che idealmente rende ancora più completa l’offerta che portiamo nel nostro calendario delle manifestazioni a residenti, turisti e curiosi. Con questa serata dalle sonorità più rock, che ci ha soddisfatto l’anno passato, ci avviamo così alle battute finali di una stagione estiva ricca di soddisfazioni, ma anche di spunti ulteriori.

Luca Spandre — assessore comunale


MORF 2026

Sabato 22 agosto · Molo delle Tartarughe, Diano Marina (IM)
Puglia · Artichokes · Amiata · Fiesta Alba · Mood
MOV: The Art of – Il Cerchio e le Gocce · Drogo @ RE_koba duo · Xover
Con il patrocinio del Comune di Diano Marina

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