Ci sono voluti quattro anni per i garage rockers statunitensi Schizophonics per dare un seguito a “Hoof it“, il loro penultimo album risalente al 2022. Nel mentre, il combo californiano ha suonato in giro per il mondo (includendo anche una recente e infuocata capatina in Italia al Festival Beat di quest’anno) arroventando i palchi con la potenza abrasiva in-your-face del loro sound che deflagra in un’orgia elettrica in cui garage rock, fuzz punk, Detroit proto-punk sguaiato di matrice MC5/Stooges, Little Richard, James Brown, Saints e Radio Birdman copulano energicamente e partoriscono dischi incendiari come questo ultimo nuovissimo Lp che andiamo a trattare, “Burning floor“, quarto lavoro complessivo sulla lunga distanza dei nostri, che esce sulla Alternative Tentacles di Jello Biafra (che i ragazzi hanno conosciuto anni fa a un festival musicale, attraverso la provvidenziale intercessione di Mike Stax).
Il gruppo di San Diego, oggi stabilizzatosi ufficialmente un trio con l’ingresso di Sarah Linton al basso a dare manforte ai coniugi Pat (chitarra e voce) e Lety (batteria e backing vocals) Beers, aveva già rilasciato in primavera un 7″ single “Dirt dog/Gravitron” sulla falsariga del recente Lp, e cioè contraddistinto da un rock ‘n’ roll spaccaossa, ma con “Burning floor” si entra nel vivo dell’azione, ed è un gran sentire.
Si gode fin dalle primissime note della title track, posta in apertura dell’Lp, e che sprizza MC5 da tutti i pori, influenza che si riverbera prepotentemente anche nelle successive “Coyote” e “Black pleather“, mentre in “Sweat and blood” sembra di ascoltare gli Hellacopters con James Brown alla voce. “Little cobra” brucia in tre minuti di punk ‘n’ roll Ramonesiano misto Saints, “Out in the wilderness” è uno sferragliante proto-punk RadioBirdmaniano, “Racing heart” è una Nugget(s) garage rockeggiante à la 13th Floor Elevators punkizzati, “Knock it down” un incontro di boxe sul ring tra James Brown e Jim Jones arbitrato dai Beers, “Guerilla” mixa Who, Clash, Jam e MC5 in un cocktail molotov, e la conclusiva “Sister city” è un treno Motörheadiano alimentato a carburante Stoogesiano e lanciato a folle velocità per colpirti in piena faccia.
Questi solchi rappresentano l’ennesima conferma della selvaggia grandezza degli Schizophonics, ormai rodatissimo rock ‘n’ roll party live act che non smette di deliziare i nostri timpani e far scuotere i nostri culi.
TRACKLIST
1. Burning Floor
2. Coyote
3. Black Pleather
4. Sweat and Blood
5. Little Cobra
6. Out in the Wilderness
7. Racing Heart
8. Knock It Down
9. Guerilla
10. Sister City










