Recensione : The Queen Is Dead 231 – Death Metal Tribute to Ozzy, Darkthrone Tribute, A tribute to Metallica

Tre tributi, tre titani del metal che incarnano tre differenti visioni e modi di fare questa musica, tantissime bands underground molto interessanti.

Death Metal Tribute to Ozzy, Darkthrone Tribute, A tribute to Metallica

Tre tributi, tre titani del metal che incarnano tre differenti visioni e modi di fare questa musica, tantissime bands underground molto interessanti.

DEATH METAL TRIBUTE TO OZZY

Ventisei gruppi death metal da tutto il mondo che rifanno pezzi del catalogo musicale di Ozzy Osbourne sia con i Black Sabbath che da solista, il tutto sotto l’egida della ottima Death Metal Promotion. Questo non è un semplice tributo, un rifacimento sterile dei pezzi di un artista, ma è il portare avanti in un ambito differente la visione musicale di Ozzy Osbourne, quelle peculiarità che lo hanno accompagnato per tutta la sua carriera. La musica scritta e suonata bene, con il cuore, anche con intenti commerciali perché no, è qualcosa che rimane anche se esce dal suo ambito di competenza.

Qui le note e le parole di Ozzy entrano nel variegato ed immenso mondo del death metal, un genere del metal, che molto probabilmente senza il ragazzo di Birmingham e i suoi compari non avrebbe visto la luce. Qui ventisei gruppi da tutto il mondo reinterpretano a modo loro la parabola musicale di Ozzy, facendo rivivere sotto una nuova veste le opere del cantante inglese.

La raccolta è molto valida, dato che i gruppi coinvolti coprono molto dello scibile umano nel death metal, e rendono davvero diverse e molto affascinanti le canzoni scelte, che erano già tutte bellissime, ma qui andiamo oltre, questi pezzi diventano le chiavi per esplorare universi sonori differenti, e tutti i gruppi portano qualcosa di loro, un pezzetto musicale che si incastona perfettamente con le vibrazioni musicali di Ozzy e porta ulteriormente avanti il suo messaggio, un qualcosa che finché ci sarà musica dura al mondo, non scomparirà mai.

Qui i gruppi coinvolti e la tracklist :

DEATH METAL TRIBUTE TO OZZY STREAMING

DEATH METAL TRIBUTE TO OZZY TRACKLIST

  1. Imperial Domain (Sweden) – Mr. Crowley
  2. Hetrem (Bosnia and Herzegovina) – Bark at the Moon
  3. Roast Dead (UK) – Crazy Train
  4. Pleasure of Mutilate (Ecuador) – Paranoid
  5. World Eater (USA) – Shot in the Dark
  6. Icons of Blasphemy (Peru) – Believer
  7. Desekryptor (USA) – Sabbath Bloody Sabbath
  8. Flamecore (Greece) – A National Acrobat
  9. Misgivings (France) – Hole in the Sky
  10. Becoming the Entity (Mexico) – Symptom of the Universe
  11. Vastness (Poland) – The Ultimate Sin
  12. Insineratehymn (USA) – Into the Void
  13. Pestifer (Portugal) – Killing Yourself to Live
  14. Vephar (Poland) – Snowblind
  15. Clairvoyance (Poland) – Sweet Leaf
  16. Paraphilia (USA) – Cornucopia
  17. Slaveson (Austria) – Gets Me Through
  18. Rêvasseur (Vietnam) – I Don’t Wanna Stop
  19. Hallucinate (Germany) – Changes
  20. On Soulwings (USA) – A National Acrobat
  21. Reckless Manslaughter (Germany) – Demon Alcohol
  22. Bottlekopf (Poland) – Never Say Die
  23. Tvmvlo (Portugal) – I Don’t Know
  24. Podridão (Brazil) – Under the Sun / Every Day Comes and Goes
  25. Withering Earth (USA) – No More Tears
  26. Transmigration Macabre (Argentina / Uruguay) – Electric Funeral

 

V/A DARKTHRONE TRIBUTE

Ci sono nomi che nel black metal non si limitano ad essere un gruppo, ma diventano proprio un punto cardinale, una bussola a cui tutti, prima o poi, tornano a guardare e i Darkthrone sono uno di questi. Da “Soulside Journey” fino alle derive più recenti, Fenriz e Nocturno Culto hanno costruito un’opera lunghissima e mai davvero uguale a se stessa, capace di attraversare il genere che loro stessi hanno contribuito a fondare senza mai restarne prigionieri. Un tributo a un gruppo del genere è quindi un’operazione rischiosa, perché il materiale di partenza è sacro per intere generazioni di ascoltatori, ma è anche un’operazione doverosa, e Antichrist Magazine lo dimostra con questa compilation gratuita e no profit, pensata solo per celebrare l’eredità norvegese senza secondi fini commerciali.

Diciassette tracce, diciassette entità diverse chiamate a raccolta da ogni angolo del pianeta: si va dagli Stati Uniti al Brasile, dalla Svezia alla Polonia, passando per Regno Unito, Finlandia, Germania, Austria, Scozia, fino a chiudere il cerchio con la Norvegia stessa, patria del gruppo originale. Questo è forse il pregio più grande del disco: non è la solita cartolina fatta di nomi già affermati della scena, ma un mosaico di realtà underground, molte delle quali sconosciute ai più, che si mettono in gioco reinterpretando pezzi presi da ogni epoca della discografia dei Darkthrone.

Ed è proprio nella scelta dei brani che si coglie la cura di questo progetto. Non ci si limita a saccheggiare la fase “classica” della cosiddetta Unholy Trinity, anche se ovviamente le tracce più oscure e gelide non mancano: si guardi a “Cromlech” affidata ai Gravethorn, o a “Transilvanian Hunger”, vero e proprio inno generazionale, qui nelle mani dei Lamenting Satanas, chiamati a un compito quasi impossibile viste le aspettative che un titolo simile porta con sé. Ma il tributo scava anche nel materiale più respinto e sporco delle fasi successive, quella old school revival fatta di riff diretti e poco interessati alla patina lo-fi più estrema, fino ad arrivare persino alla fase più rock, quasi heavy, di “Circle the Wagons”, qui riportata in vita dai tedeschi Trewan.

È un percorso che restituisce bene la vera natura di Darkthrone: un gruppo che non ha mai avuto paura di cambiare pelle.

Trattandosi di un lavoro corale composto da band diverse per estrazione geografica e per bagaglio tecnico, la coerenza sonora non è ovviamente il punto di forza dell’operazione, e sarebbe sbagliato aspettarsela: c’è chi resta fedele al truccato e ringhiante spirito norvegese, chi aggiunge una produzione più moderna e squadrata, chi invece si diverte a sporcare ulteriormente il suono rendendolo ancora più primitivo dell’originale. Questa disomogeneità, però, invece di essere un difetto, diventa il vero valore documentale del disco: un ritratto onesto di come il verbo di Darkthrone sia stato accolto, filtrato e reinterpretato da scene diverse, dal Brasile alla Scozia, ognuna con la propria sensibilità e le proprie radici.

A chiudere il cerchio, come traccia bonus, arriva il contributo dei norvegesi Myrholt con “Crossing the Triangle of Flames”, quasi un modo per riportare simbolicamente l’ultima parola a casa, nella terra che ha generato l’originale. Un dettaglio piccolo ma non casuale, che dà al disco un senso di cerchio che si chiude.

Non è un’opera pensata per sostituire gli originali, e nemmeno lo vuole essere: è un attestato d’affetto collettivo, costruito da mani sconosciute sparse per il mondo, tenuto insieme dalla passione più che dal calcolo. Proprio per questo va sostenuto, scaricato, ascoltato con l’attenzione che si deve a chi mette tempo e cuore in un progetto che non porta a nulla se non alla gioia di rendere omaggio.

V/A DARKTHRONE TRIBUTE STREAMING

TRACK LIST V/A – Darkthrone Tribute (Antichrist Magazine, 2026)

  1. Gravethorn (USA) – Cromlech
  2. Tyranno (Brasile) – In the Shadow of the Horns
  3. Myrdinger (Svezia) – Summer of the Diabolical Holocaust
  4. Vephar (Polonia) – Unholy Black Metal
  5. Lamenting Satanas (USA) – Transilvanian Hunger
  6. Incineratus (USA) – Skald av Satans sol
  7. Genocide Kvlt (Polonia) – Quintessence
  8. Death Brigade (UK) – The Hordes of Nebulah
  9. Aske (Brasile) – Too Old Too Cold
  10. Essedum (Finlandia) – Fuck Off And Die
  11. Mead Thief (USA) – Raised on Rock
  12. Praesepultus (USA) – Rust
  13. Trewan (Germania) – Circle the Wagons
  14. Ill Tidings (Austria) – Leave No Cross Unturned
  15. Galdragon (Scozia) – The Hardship of the Scots
  16. Wolftribe (Polonia) – Weakling Avenger
  17. Myrholt (Norvegia) – Crossing the Triangle of Flames [Bonus Track]

V/A​ A Tribute To METALLICA

Per finire questa puntata sui tributi ecco quello ai Metallica, come il precedente sempre su Antichrist Magazine Diciassette gruppi underground da quattordici paesi rendono un fiero omaggio a uno dei più influenti gruppi della storia del metal, e non solo. Come abbiamo già visto in precedenza per il tributo ai Darkthrone, Antichrist Magazine sceglie molto bene i gruppi coinvolti, che sono tutti notevoli e con una decisa impronta di originalità.

La scelta dei brani dei Metallica copre tutto lo spettro della loro produzione, prendendo il meglio, quei pezzi davvero viscerali che ci sono entrati dentro e che questi gruppi ripropongono molto bene. Dentro questa raccolta c’è la grande forza dei Metallica, il gruppo che forse ha influenzato maggiormente la visione moderna del metal nella nostra società pur con tutte le loro contraddizioni e problematiche.

Lasciando tutto ciò sullo sfondo rimane la musica dei Metallica e qui viene fatta risaltare alla grande, un tributo mai ovvio e molto sentito e partecipato dai gruppi, un’altra grande operazione di Antichrist Magazine.

A TRIBUTE TO METALLICA STREAMING

A TRIBUTE TO METALLICA TRACKLIST

  1. SoulBreaker (France) – Battery
  2. Morituri (Austria) – Fight Fire With Fire
  3. Kerker (Belgium) – Blackened
  4. Seven Horns (USA) – Through The Never
  5. Mercaptan (Romania) – The Thing That Should Not Be
  6. Pict (UK) – For Whom The Bell Tolls
  7. Discerptus (Spain) – Escape
  8. Tyranno (Brazil) – Trapped Under Ice
  9. Caiatus (USA) – The Shortest Straw
  10. Vephar (Poland) – Sad But True
  11. Imperial Domain (Sweden) – My Friend Of Misery
  12. Raxar (Spain) – Until It Sleeps
  13. Kublai Kapsalis feat. Joseph Alderson (Turkey) – Wherever I May Roam
  14. Metanol (Poland) – The Four Horsemen
  15. Essedum (Finland) – All Nightmare Long
  16. Ghoast (Switzerland) – Fade to Black

 

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