In un panorama dei necrologi musicali che, da almeno un decennio a questa parte, somiglia sempre più a una valle di lacrime, un altro triste avvenimento, in tal senso, va a funestare anche questo 2026.
Solo pochi giorni fa, davamo conto della scomparsa della bassista Jennifer Finch. Oggi, purtroppo, registriamo anche la dipartita di Jeff Conolly, leggenda del garage punk statunitense e mondiale, all’età di 69 anni. Era malato di cancro, ed era stato lui stesso, agli inizi di quest’anno, a dare notizie circa le sue condizioni salute, facendo appello ai suoi fan ed estimatori per far partire una campagna di crowdfunding al fine di sostenere le spese mediche per le sue operazioni e i trattamenti chemioterapici.
Personaggio influente della scena underground rock ‘n’ roll di Boston (Massachusetts) frontman carismatico e dalla vulcanica presenza scenica, domando i palchi suonando anche l’organo, Conolly – alias Mono Mann, o Monoman – iniziò a farsi un nome alla fine dei Seventies alla guida dei DMZ, una band che rappresentava una sorta di anello di congiunzione tra l’onda lunga delle influenze garage rock dei Sixties delle compilation “Nuggets” e l’irruenza del punk rock, registrando un Ep e un solo studio album ufficiale, omonimo (uscito su Sire records) nel 1978, prima di sciogliersi (ma con diverso materiale che avrebbe visto la luce nei decenni successivi sotto forma di raccolte e album dal vivo).
Nel 1979 Conolly, insieme ad alcuni compagni di band fuoriusciti dai DMZ (il bassista Rick Coraccio e il batterista Paul Murphy) formò i Lyres, focalizzando il proprio orizzonte sonoro sulla scena che sarebbe poi stata ribattezzata “garage punk”, arrivando a pubblicare, soprattutto nel periodo tra il 1979 e la fine del decennio successivo, diversi album, tra cui almeno due seminali per il movimento quali “On fyre” e “Lyres Lyres” (in cui erano contenuti i classici del gruppo, “Help you Ann“, “Don’t give it up now” e “She pays the rent“) contraddistinti dalla voce graffiante di Conolly e sound frenetico, a base di chitarre intrise di riverbero, guidato dall’organo, conquistando un fedele zoccolo duro di fan grazie alla loro energia inarrestabile e all’approccio purista al garage rock.
I Lyres avevano tenuto il loro ultimo concerto nel mese di febbraio, e a marzo era stato organizzato, a Boston, un live benefit in suo omaggio, intitolato “Jeffrey Conolly Cancer Battle of The Bands” per supportare la lotta di Conolly contro il cancro, con Mission of Burma, band locali e special guest ad avvicendarsi sul palco del Middle East club.










