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Recensione : Pacino – Fallen America

Album che ha l'unico difetto di durare solo mezz'ora, Fallen America risulta un sorprendente sunto di una buona fetta di rock suonato negli ultimi decenni, moderno e personale, assolutamente letale come un sicario tra i tavoli di un bar.

Pacino - Fallen America - rock

Atmosfere noir, scene del crimine che si disegnano nella nostra mente risvegliando immagini di pellicole storiche come Il Padrino o C’era una Volta In America, portate però dalla musica in un contesto più moderno alla C.S.I.

Fallen America è un album originale, alternativo ma dallo spirito rock’n’roll, essenziale ma nello stesso tempo pieno come una colonna sonora, riassunto in musica di una storia portata sullo schermo ma nuda di emozioni se non accompagnata dalle giuste note.
I Pacino sono un gruppo nostrano, in arrivo dalla laguna veneziana, e arrivati agli studi di Atomic Stuff dove Oscar Burato ha mixato e masterizzato Fallen America, album composto da otto brani di alternative rock personale ed alquanto originale, una sorpresa fin dalla title track che fa da opener a questo viaggio musicale, tra suoni distanti tra loro solo all’apparenza ma perfettamente assemblati in un unico sound.
Synth-Bass al posto del basso classico, suoni moderni e liquidi, tastiere classiche, chitarre metal e voce interpretativa e a tratti filtrata, compongono questo quadro musicale che ci presenta l’immagine di un massacro, una resa dei conti drammatica e tragica.
Anni novanta, la scena rock mondiale, il grunge da una parte ed i suoni alternativi dall’altra, così che ci si ritrova tra un album hard rock dei Soundgarden, micidiali schegge elettroniche suonate dai Nine Inch Nails e la musica totale dei grandi Faith No More , tutte espressioni musicali plasmate a piacimento dai Pacino per creare un sound difficile da trovare in giro di questi tempi.
E’ splendida Lately, brano noir con la linea di synth che entra prepotente nel petto come la pallottola di una Beretta sparata a bruciapelo, mentre Desert Trip è un blues moderno, Out The Cage risulta un brano 100% NIN e il vocalist Mattia Briggi si trasforma in Mike Patton nel capolavoro Iknusa.
Album che ha l’unico difetto di durare solo mezz’ora, Fallen America risulta un sorprendente sunto di una buona fetta di rock suonato negli ultimi decenni, moderno e personale, assolutamente letale come un sicario tra i tavoli di un bar.

Tracklist
01. Fallen America
02. Lately
03. Lifestyle
04. Desert Trip
05. Out Of The Cage
06. Iknusa
07. The Misanthrope
08. Under My Feet

Line-up
Mattia Briggi – Vocals
Francesco Bozzato – Guitars
Bruno Zocca – Keyboards&synths
Douglas D’Este – Drums

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