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Recensione : Fractal Gates – The Light That Shines

Ospiti importanti come Jari Lindholm (Enshine, ex-Slumber, ex-Atoma) e Ben Ellis (Scar Symmetry) e il lavoro di Swanö, impegnato nella masterizzazione e nel missaggio, non fanno che valorizzare un album già di per sé ottimo sotto tutti gli aspetti, non ultimo quello di risultare un album melodic death metal dalla denominazione di origine controllata.

Fractal Gates - The Light That Shines - death

The Light That Shines è il nuovo album dei transalpini Fractal Gates, band attiva da una decina d’anni  che, sotto la supervisione del guru svedese Dan Swanö,  licenzia questo bellissimo esempio di death metal melodico che vi farà tornare al tempo in cui il genere consegnava le sue opere più riuscite.

Il sound moderno, ma che non ha nulla a che fare con la frangia “americana” guidata dagli ultimi In Flames e Soilwork, una produzione di livello assoluto, tappeti tastieristici che seguono il mood sci-fi del disco senza compromettere l’attitudine tradizionale del genere ed un ottimo songwriting, fanno di The Light That Shines un lavoro imperdibile, straordinariamente melodico, affascinante e ricco di suggestive atmosfere space.
Ospiti importanti come Jari Lindholm (il vocalist della band transalpina, Sébastien Pierre, è suo partner negli Enshine) e Ben Ellis (Scar Symmetry), e il lavoro di Swanö, impegnato nella masterizzazione e nel missaggio, non fanno che valorizzare un album già di per sé ottimo sotto tutti gli aspetti, non ultimo quello di risultare un album melodic death metal dalla denominazione di origine controllata.
Qualche inevitabile riferimento ai primi In Flames ed ai tanti progetti di Swanö (specialmente nell’uso di qualche stop & go e del suono dei tasti d’avorio) conferiscono ai brani un appeal davvero notevole, e la tracklist riserva uno serie di piccoli gioielli death metal, nei quali la melodia, oltre che negli arrangiamenti, vive nei solos tornando come una volta a far parlare di metal classico riferendosi all’approccio solistico della chitarra.
Breath Of Life (con quel riff che tanto sa di Edge Of Sanity), Infinity, la progressiva Faceless e la straordinaria Reborn, sono i brani più rappresentativi di un album che non uscirà tanto facilmente dai lettori degli amanti del melodic death metal, qui riportato su ottimi livelli dalla band francese.

Tracklist
01. Visions X
02. Breath of Life
03. Chasing the Line
04. Infinity
05. Bound by Time
06. Dreams Apart
07. Visions XI
08. Faceless
09. Arise
10. Reborn
11. The Light That Shines

Line-up
Stéphane Peudupin – Guitars and composition
Sébastien Pierre – Vocals, keyboards and composition
Arnaud Hoarau – Guitar
Antoine Verdier – Bass
Jeremy Briquet – Drums

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