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Recensione : The Interbeing – Among The Amorphous

Un buon ibrido tra gli ormai scontati clichรฉ di un genere (il metalcore) che risulta in affanno da un paio di anni a questa parte e l'industrial classico, piรน vicino al death metal, e meno ad MTV...

The Interbeing - Among The Amorphous - metal

Tornano con il secondo lavoro sulla lunga distanza gli industrial metallers The Interbeing, gruppo danese che bene aveva fatto parlare di sรฉ all’indomani dell’uscita del debuttoย Edge Of The Obscure, risalente ormai a sei anni fa.

Prodotto da Jonas Haagensen (Amaranthe, Pretty Maids e Volbeat), Among the Amorphous si muove tra l’industrial metal ed il metalcore, pregno di ritmicheย sincopate ma dal potentissimo groove, fulminanti esplosioni e aperture melodiche nei cori puliti che, come di moda oggigiorno, abbondano.
Personalmente preferisco la band quando si fa rabbiosa nelle sue pulsioni ย rabbiosa esplode all’unisono, una bombaย estrema industrial metal come si sentiva un po’ di anni fa, tra la tecnica devastante dei Meshuggahย ย e le fredde ritmiche dei Fear Factory, mentre le parti melodiche abbassano leggermente la tensione avvicinandosi troppo al soundย in uso di questi tempi.
Un dettagli perchรฉ l’uso dei campionamenti รจ perfettamenteย inserito nel metal moderno del gruppo, le atmosfere rimangono piacevolmente estremeย eย quando il gruppo si avvicina al djentย risulta davvero in gambaย (Borderline Human).
Chiaramente in un album del genere la differenza la fanno i brani che in generale si mantengono su buoni livelli, estremi, non facili da assimilare in modo immediato ma che escono alla distanza.
Un buon ibrido tra gli ormai scontati clichรฉ di un genere (il metalcore) che risulta in affanno da un paio di anni a questa parte e l’industrial classico, piรน vicino al death metal, e meno ad mtv, Among The Amorphous ha nel suo insieme il suo punto di forza , anche se l’opener Spiral Into Existence e Pinnacle Of The Strain meritano una menzione, specialmente la seconda per un lavoro ritmico sopra le righe.
Un album che riporta l’attenzione sulla scena danese, almeno per quanto riguarda il genere, patria di gruppi notevoli come i Mnemic ed i Rauchy, ma poco prolifici, in un mondo musicale che, purtroppo anche nel metal tende a dimenticare.

TRACKLIST
01. Spiral into Existence
02. Deceptive Signal
03. Sins of the Mechanical
04. Borderline Human
05. Purge the Deviant
06. Cellular Synergy
07. Enigmatic Circuits
08. Pinnacle of the Strain
09. Sum of Singularity
10. Among the Amorphous

LINE UP
Dara Toibin โ€“ Vocals
Torben Pedersen โ€“ Guitars, Vocals
Boas Segel โ€“ Guitars, Programming
Jacob Hansen โ€“ Bass
Kristoffer Egefelt โ€“ Drums

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