iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Viscera /// – 3: Release Yourself Through Desperate Rituals

In 3: Release Yourself Through Desperate Rituals viene edificato un sound disturbato e cangiante, capace di passare in un nonnulla da sfuriate death/black a una tossica psichedelia dagli aromi settantiani.

Viscera /// - 3: Release Yourself Through Desperate Rituals - death

I Viscera /// li avevamo incontrati qualche anno fa in occasione dello split con gli Abaton, un’uscita di buon livello ma non del tutto indicativa, vista la sua particolare natura che vedeva le due band rimescolare le rispettive line-up in ciascuno dei due brani offerti.

Questo full length, dunque, squarcia in maniera decisa il velo sul gruppo cremonese mettendone in mostra le reali e dirompenti potenzialità: infatti, su una base virulenta ed estrema, in 3: Release Yourself Through Desperate Rituals viene edificato un sound disturbato e cangiante, capace di passare in un nonnulla da sfuriate death/black a una tossica psichedelia dagli aromi settantiani, come ampiamente dimostrato fin dall’opener Uber-Massive Melancholia, oppure lanciarsi una cavalcata entusiasmante come Martyrdom For The Finest People, brano che spero di non ascoltare mai dal vivo in quanto temo seriamente che il mio usurato rachide cervicale non ne reggerebbe l’urto.
Le tracce sono tutte collegate tra loro, creando così un coeso monolite sonoro che, in qualche modo, viene separato in due tronconi dal breve strumentale posizionato al centro della tracklist: una sorta di spartiacque virtuale, visto che con In The Cut e Anxiety Prevails si ritorna parzialmente dove ci si era lasciati, ovvero ad una forma di metal contaminata da pulsioni di diversa natura, ma sempre piuttosto diretta nell’esibire le proprie ruvidezze, anche se in questa seconda parte maggiormente levigate.
L’ascolto dell’album spiega a posteriori il campeggiare in copertina del volto di Jim Jones con il suo carico di inquietante carisma: i Viscera /// non sono i primi e non saranno certo gli ultimi a sfruttare nel loro immaginario la figura di uno dei più letali affabulatori dell’era moderna, anche se, rispetto a chi ha scelto di parlare esplicitamente della tragedia della Guayana, la band lombarda resta più defilata sia a livello lirico che musicale, prediligendo la forza dell’impatto alla pura evocazione dell’orrore.
Alla fine, proprio come nel caso del famigerato predicatore, è proprio un senso di instabilità, frutto di una lucida follia, l’anima predominante ed il punto di forza del modus operandi dei Viscera ///, i quali con questo suggello alla loro trilogia si svincolano da qualsiasi possibile manierismo “post”, offrendo tre quarti d’ora abbondanti di musica intensa, mai banale e doverosamente da intercettare.

Tracklist:
1. Uber-Massive Melancholia
2. Martyrdom For The Finest People
3. Titan (Or The Day We Called It Quits)
4. In The Cut
5. Anxiety Prevails

Line-up:
Mike B. vox, guitars
G. C. bass
Cardinal MDS drums

Additional personnel
Angelo Bignamini (The Great Saunites) – synths and soundscapes
M. (Morkobot, Zolle, ex-Viscera///) – additional guitars on track 01
Marco Serrato Gallardo (Orthodox) – additional vocals on track 01
Tytus Kalicki (Fleshworld, Unquiet Records) – additional vocals on track 02
Kevin K. (Abysmal Darkening, Verbum Verus) – additional vocals on track 05

VISCERA /// – Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

GRAZIE A TUTTI

Come preannunciato all’inizio dell’estate, l’attività di MetalEyes è cessata ufficialmente dal 31 agosto con la pubblicazione dell’ultima recensione. Il sito rimarrà comunque online ancora per

Esogenesi - Esogenesi - metal

Esogenesi – Esogenesi

I quattro lunghi brani, inframmezzati da un breve strumentale, testimoniano in ogni frangente lo spessore già ragguardevole raggiunto dagli Esogenesi al loro primo passo, sicuramente non più lungo della gamba in quanto preparato con tempi debitamente lunghi come si conviene a chi si dedica ad un genere per sua natura antitetico a tutto ciò che appare frettoloso o superficiale.

GAME OVER

A poco meno di 3 anni dal momento in cui MetalEyes ha mosso i primi passi è arrivato il momento di mettere la parola fine

Saint Vitus - Saint Vitus - metal

Saint Vitus – Saint Vitus

Il Saint Vitus bis è un album che non offusca affatto il mito ma semmai lo rafforza senza far rimpiangere più di tanto i fasti del secolo scorso.